Petizione sanzioni a israele 18mila firme, schlein incalza il governo

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Petizione sanzioni a israele 18mila firme, schlein incalza il governo

La tensione diplomatica torna al centro dell’attenzione con una richiesta che punta a cambiare l’impostazione delle sanzioni europee verso Israele. A muovere il dibattito è una petizione collegata al caso della Flotilla, che ha già superato 18mila firme, insieme alle dichiarazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani su possibili nuove misure a livello comunitario.

petizione e sanzioni: richiesta di ritiro del veto sulle misure europee

La petizione promossa dal Fatto Quotidiano rivolge una richiesta diretta al governo italiano: ritirare il veto alle sanzioni europee contro Israele e non limitarsi esclusivamente a sanzioni individuali considerate “di comodo”. Nel documento viene indicato esplicitamente il riferimento al solo ministro israeliano Ben Gvir. L’iniziativa ha raccolto l’adesione di migliaia di lettori ed è cresciuta mentre, in Italia, gli attivisti della Flotilla rientravano e raccontavano gli abusi subiti.

Tra le persone coinvolte nel racconto delle circostanze riferite compare anche l’inviato Alessandro Mantovani, citato nel contesto delle testimonianze sulle vessazioni e umiliazioni denunciate.

tornano al centro le “linee rosse”: tajani propone sanzioni europee contro ben gvir

Nel quadro delle denunce legate alla Flotilla, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha indicato la possibilità di sanzioni europee verso il ministro israeliano della sicurezza nazionale, Ben Gvir. La motivazione riportata riguarda il fatto che avrebbe “superato la linea rossa” con atti inaccettabili attribuiti a condotte compiute contro la Flotilla, includendo il prelievo degli attivisti in acque internazionali e il ricorso a vessazioni e umiliazioni, con presunta violazione dei diritti umani.

Le affermazioni si richiamano a un video che ha avuto ampia circolazione e che avrebbe alimentato l’indignazione internazionale.

equilibri bruxelles in bilico: italia presenta richiesta ufficiale

Roma e Berlino finora si sarebbero mantenute allineate sul no a sanzioni generalizzate contro Israele da parte di Bruxelles. La richiesta ufficiale dell’Italia, indirizzata ora al ministro israeliano, potrebbe però spostare gli equilibri nelle sedi decisionali europee.

La questione potrebbe essere affrontata già la prossima settimana in occasione di una ministeriale esteri a Cipro. L’incontro viene descritto come informale, quindi in un contesto in cui non sarebbero previste decisioni vincolanti.

sanzioni come “soluzione rapida”: tajani parla di intervento a bruxelles

Tajani definisce la proposta come la soluzione più rapida e incisiva adottabile. Nel ragionamento riportato, viene anche evidenziata una presa di distanza legata al ministro degli Esteri israeliano Gideon Sàar, con cui Tajani riferisce di avere parlato. Resta inoltre la richiesta di scuse ufficiali, indicate come ancora non pervenute, insieme alle posizioni attribuite a Benjamin Netanyahu, per cui si parla di assenza di scuse “ufficiali” al momento.

Il ministro degli Esteri precisa che non escluderebbe l’evoluzione della linea italiana. Viene citato il fatto che, dopo la convocazione alla Farnesina dell’ambasciatore di Israele, si sarebbe scelto di intervenire a Bruxelles.

intesa e unanimità: il nodo del consenso tra i 27

Secondo quanto riportato da fonti vicine a Kaja Kallas, l’applicazione di sanzioni limitate al solo Ben Gvir non sarebbe impossibile, ma richiederebbe l’intesa. In ogni caso, viene specificato che l’adozione della misura implicherebbe l’unanimità degli 27 Paesi.

La reazione degli altri Stati europei viene indicata come elemento decisivo. In precedenza, la richiesta di agire contro Ben Gvir sarebbe arrivata solo dal primo ministro spagnolo.

reazioni interne: opposizioni chiedono passaggio dalle parole ai fatti

La risposta del governo viene descritta come non sufficiente da parte delle opposizioni. La richiesta non sarebbe ancora stata formalizzata per un confronto in Aula. La linea politica viene contestata anche sul tempo di esecuzione: la premier sarebbe “in ritardo” secondo quanto sostenuto dalla segretaria del Pd Elly Schlein.

pd e critica alla logica delle sanzioni: “ben gvir è la regola”

Elly Schlein ribadisce la necessità di fatti concreti e richiama l’impatto delle immagini legate agli attivisti della Flotilla, descritti come bendati e legati. Secondo la segretaria del Pd, i comunicati non sarebbero sufficienti. Viene chiesto al governo di togliere il veto alla sospensione dell’accordo di cooperazione commerciale tra Ue e Israele.

Schlein afferma inoltre che Ben Gvir non sarebbe una figura “eccezionale” all’interno del governo israeliano, bensì un elemento considerato strutturale, definito “la regola”.

movimento 5 stelle, avs: richieste su responsabilità e trasparenza

Dal Movimento 5 Stelle arriva un ulteriore richiamo alla responsabilità politica complessiva: Ben Gvir non sarebbe “un caso isolato”, come sarebbe invece indicato, e verrebbe presentato come un ministro collegato alla linea di Netanyahu, quindi considerato anch’esso responsabile.

Nel contesto delle posizioni riportate, Avs chiede anche che l’esecutivo renda pubblica la lettera di sospensione del memorandum tra Italia e Israele.

contatti e appuntamenti: agenda tra roma e interlocuzioni europee

Nel quadro della politica estera, viene segnalato che Pedro Sanchez sarà a Roma la settimana successiva per incontrare papa Leone XIV. Si parla inoltre di un lavoro per organizzare un incontro con Giorgia Meloni, subordinato all’incrocio delle agende.

figure citate nel contesto: protagonisti istituzionali e attori politici

  • Antonio Tajani
  • Gideon Sàar
  • Benjamin Netanyahu
  • Ben Gvir
  • Kaja Kallas
  • Pedro Sanchez
  • Giorgia Meloni
  • papa Leone XIV
  • Elly Schlein
  • Riccardo Ricciardi
  • Vittoria Baldino
  • Vittoria Baldino
  • Alessandro Mantovani
Sanzioni a Israele, la petizione supera le 18mila firme. Schlein: “Servono fatti concreti dal governo”
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