Passeggeri crociere 2026 nei porti 15,3 milioni e lavoro con le comunità locali

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Passeggeri crociere 2026 nei porti 15,3 milioni e lavoro con le comunità locali

La blue economy in Italia rappresenta un motore economico di grande rilevanza: valori, occupazione e ricadute territoriali delineano un settore capace di incidere in modo significativo sul prodotto interno lordo e sull’intera filiera collegata al turismo marittimo e alla crocieristica. Nel corso dell’assemblea pubblica di Assiterminal a Roma, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha fornito un quadro aggiornato dell’impatto attuale e delle traiettorie di crescita attese.

blue economy in italia: valore economico, imprese e occupazione

Il ministro ha indicato un valore aggiunto della blue economy pari a 216 miliardi di euro, corrispondente all’11% del Pil nazionale. Il settore risulta articolato e strutturato: si contano 232.841 imprese e oltre 1 milione di occupati, con un posizionamento strategico per l’economia italiana.

Nel perimetro della crocieristica, l’Italia si colloca come riferimento in ambito europeo: Mazzi ha sottolineato che il Paese è primo in Europa per impatto economico della crocieristica. Per il 2024, le ricadute sul territorio sono arrivate a 18 miliardi di euro, generando un contributo al Pil di 7 miliardi e creando circa 113 mila posti di lavoro lungo tutta la filiera. La filiera coinvolge cantieri navali, servizi portuali e anche la spesa di passeggeri ed equipaggi nelle oltre 60 destinazioni crocieristiche presenti lungo la Penisola.

italia e crocieristica nel mediterraneo: porti, passeggeri e primati

All’interno del Mediterraneo, l’Italia conta 8 porti nella top 20. Tra questi, Civitavecchia risulta seconda, alle spalle di Barcellona. La movimentazione complessiva viene quantificata come 40% dei passeggeri totali, a conferma del ruolo centrale dei porti italiani nello scenario regionale.

numeri in crescita: previsioni 2026, toccate nave e record di scali

Secondo il ministro, i dati sono destinati ad aumentare. Nel 2026, i porti crocieristici italiani dovrebbero movimentare oltre 15,31 milioni di passeggeri, grazie a circa 5.970 toccate nave. Il quadro delle prospettive comprende anche l’aspettativa di ulteriori consolidamenti: otto scali registreranno il proprio record nei volumi di crocieristi.

prospettive di sviluppo: itinerari alternativi, sostenibilità e coinvolgimento dei territori

Nel suo intervento, Mazzi ha legato la crescita del settore alla necessità di coordinamento e pianificazione. I porti italiani, descritti come 1.500 tra strutture principali, minori, turistici e approdi, vengono presentati come porta d’ingresso dal mare. Ogni stazione croceristica, insieme ai collegamenti con le isole, incluse le isole minori, costituisce un’opportunità per far vivere ai visitatori l’autenticità della cultura e delle tradizioni locali.

connessione con le comunità locali e itinerari per ridurre il sovraffollamento

Un passaggio centrale riguarda la connessione delle comunità locali e la partecipazione del territorio nell’accoglienza dei croceristi. L’obiettivo indicato consiste nel promuovere itinerari alternativi e contribuire a distribuire meglio i flussi turistici, con l’intento di evitare il sovraffollamento turistico e rendere porti e destinazioni sempre più sostenibili.

investimenti per la sostenibilità: navi di nuova generazione

La sostenibilità viene collegata anche agli investimenti nel settore: il ministro ha evidenziato l’importanza di navi di nuova generazione, caratterizzate da un approccio rispettoso dell’ambiente. L’insieme delle indicazioni converge verso l’esigenza di sviluppare ulteriormente la blue economy, mantenendo al centro sia l’impatto economico sia la qualità dell’accoglienza.

persona chiave intervenuta

Nel corso dell’assemblea pubblica di Assiterminal a Roma, ha preso la parola il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.

  • Gianmarco Mazzi (ministro del Turismo)

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