Parco nazionale della costa teatina a 25 anni nascita: siamo ancora ai nastri di partenza

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Parco nazionale della costa teatina a 25 anni  nascita: siamo ancora ai nastri di partenza

La tutela di un’area costiera complessa come quella teatina continua a essere al centro di un confronto istituzionale lungo e frammentato, che coinvolge norme nazionali, scelte regionali e difficoltà operative nella definizione dei confini. Dal 1997, con l’avvio della procedura, fino ai passaggi più recenti, l’istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina resta un traguardo ancora non stabilizzato, mentre emergono proposte di modifica, questioni di perimetrazione e pressioni legate alla fruizione e allo sviluppo sul territorio.

parco nazionale della costa teatina: origini, istituzione e contenziosi

Il Parco Nazionale della Costa Teatina interessa otto comuni della provincia di Chieti, città il cui antico nome è Teate. L’area è stata individuata con la legge 344/1997 e poi istituita tramite decreto del Ministero dell’Ambiente nel 2001. Fin dal principio, la Regione Abruzzo ha contestato l’iniziativa sollevando una questione di legittimità, successivamente respinta dalla Corte Costituzionale.

mappatura e perimetrazione: comuni divisi, scadenze prorogate, commissario ad acta

Uno degli snodi critici riguarda l’incapacità di raggiungere un’intesa tra i sindaci per una mappatura condivisa. Nel 2011, il decreto Milleprororoghe fissava il 30 settembre come scadenza entro cui Regione e Comuni dovevano definire la proposta. Il termine è stato prorogato più volte, senza esito.

Nel 2014 è stato nominato un commissario ad acta, che l’anno successivo ha presentato un’ipotesi di perimetrazione provvisoria con misure di salvaguardia. Tale impostazione è stata contestata dai sindaci dell’area, preoccupati per l’impatto dei vincoli ambientali. Oggi, a 25 anni di distanza, l’iter risulta ancora non concluso.

nome e identità territoriale: frentani, costa e proposta di rinominare il parco

Le difficoltà emergono anche dalla scelta del nome: la perimetrazione disegnata include un tratto lungo la costa, territorio che secondo gli esperti non coincide con la storia culturale e geografica dei teatini dell’entroterra. L’area sarebbe invece collegata all’antico popolo italico dei Frentani.

Nel dicembre 2025, un emendamento alla Legge nazionale di Bilancio ha proposto di cambiare la denominazione dell’area protetta in “Parco della Costa dei Trabocchi e Teatina”. La modifica viene presentata come una scelta sostanziale finalizzata a rendere l’area più rappresentativa dell’identità reale del territorio.

vincoli ambientali e rete natura 2000: riserve, siti e fragilità di tutela

All’interno del perimetro del Parco Nazionale ricadrebbero sette riserve regionali e cinque siti d’importanza comunitaria collegati alla Rete Natura 2000. Si tratta di un contesto definito fragile e non pienamente riconducibile a una tutela percepita come adeguata.

Nella Conferenza episcopale di Abruzzo e Molise del 2011, l’allora coordinatore dell’Ufficio pastorale sociale, don Carmine Miccoli, ha descritto il parco nazionale come uno dei pochi argini verso situazioni considerate di devastazione ambientale. Per quanto riguarda la costa, la spiaggia sabbiosa risulta interessata da una fortissima erosione costiera, mentre le dune vengono indicate come antidoto. Le dune, però, sono anche percepite come un ostacolo e come un elemento da rimuovere.

costruzioni, fruizione e deroghe: trabocchi, edilizia e progetti lungo le aree protette

La dinamica tra tutela e sviluppo si riflette nella capacità di raggiungere i trabocchi, antiche macchine da pesca su palafitta risalenti all’epoca tra 1700 e 1800, utilizzando le auto. Nel tempo sarebbero state realizzate attività edilizie di natura abitativa e commerciale che, secondo quanto riportato, non sarebbero consentite dalle misure di salvaguardia elaborate dal commissario.

È inoltre indicata come recente la previsione di un “eco resort” di iniziativa privata nella riserva naturale regionale di Punta Aderci. L’area interessata sarebbe di quasi quattro ettari, un tempo usata come camping e oggi coperta quasi integralmente da vigne, incolti e alberi.

via verde e ciclovia adriatica: glamping e deroghe all’inedificabilità

Lungo la “Via Verde”, pista ciclabile che percorre il tracciato della vecchia ferrovia dismessa lungo l’itinerario della Ciclovia Adriatica tra Trieste e Santa Maria di Leuca, oltre al progetto del “glamping” si propongono deroghe all’inedificabilità assoluta. Le deroghe riguarderebbero la realizzazione di chioschi e la regolarizzazione di quelli già presenti, con la possibilità di varianti urbanistiche da parte dei Comuni, senza un coordinamento territoriale unitario.

ricorsi al tar e prospettive istituzionali: legge nazionale, interessi locali e cambiamento di sensibilità

Il Wwf ha presentato un ricorso al Tar Abruzzo per chiedere che venga dato seguito a una legge dello Stato. L’obiettivo indicato è quello di superare gli interessi localistici e rendere concreta l’istituzione del Parco nazionale. All’interno del quadro delle posizioni contrarie, viene riportato che negli ultimi anni sarebbe cambiata la sensibilità verso il parco, con un aumento dei rappresentanti del territorio che riconoscono potenzialità e opportunità, pur insistendo sulla necessità di rimuovere le criticità.

politiche nazionali e benchmark territoriali: nuovi parchi e obiettivo del 30% entro il 2030

Nel 2025 nasce il 25esimo parco nazionale italiano, quello del Matese. Nello stesso periodo si concretizza la trasformazione del Parco regionale del Conero nelle Marche in parco nazionale, in base a una prospettiva che guarda sia alla tutela dell’ambiente sia alla valorizzazione del tessuto sociale e imprenditoriale, dell’artigianato, della cultura e della ricettività.

Parallelamente, al Parco Nazionale del Gran Paradiso nuovi comuni chiedono di entrare a far parte dell’area protetta. Il contesto si inserisce nella strategia italiana di proteggere il 30% del territorio entro il 2030.

consumo di suolo e adeguamenti europei: dati e procedure in corso

Nel territorio di Vasto il consumo di suolo nel 2024 raggiunge il 15%, a fronte del 7% della media nazionale e del 5% della media regionale, secondo dati Ispra nel rapporto 2025. È inoltre indicato che, a breve, dovrà essere completata la procedura nazionale di adeguamento alla Nature Restoration Law europea.

figure citate nel contesto del parco nazionale

Nel quadro delle posizioni riportate compaiono figure che assumono un ruolo nel dibattito e nella qualificazione dell’esigenza di tutela ambientale.

  • don Carmine Miccoli
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