Omicidio a Taranto, il 15enne confessa: "Ho colpito Bakari Sako con un coltello

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Omicidio a Taranto, il 15enne confessa: "Ho colpito Bakari Sako con un coltello

Un’escalation partita da un sospetto, un inseguimento nella città vecchia e poi le coltellate mortali. A Taranto il procedimento davanti alla gip Paola Morelli ha fatto emergere una confessione chiave dell’accusato minorenne e, nel contempo, un quadro di dichiarazioni inizialmente segnate dal silenzio. La vicenda ha acceso anche reazioni pubbliche e polemiche, con accuse che ruotano attorno al tema del razzismo.

omicidio di bakari sako a taranto: confessione del minorenne

Davanti alla giudice per le indagini preliminari Paola Morelli, il quindicenne accusato dell’omicidio di Bakari Sako ha ammesso di essere stato l’autore delle coltellate mortali. La confessione, sintetizzata con l’espressione “l’ho colpito io”, è stata accompagnata dall’affermazione di sentirsi profondamente dispiaciuto, insieme alla spiegazione secondo cui l’azione sarebbe maturata per la paura provata per sé e per i propri amici.

Secondo quanto risulta dall’udienza, la confessione si inserisce in una strategia processuale condivisa tra i quattro minorenni coinvolti nell’inchiesta: inizialmente tutti hanno scelto la facoltà di non rispondere, restando in silenzio davanti ai magistrati. Successivamente, pur evitando un confronto diretto con le domande dell’accusa, gli stessi ragazzi hanno rilasciato dichiarazioni spontanee riportate nei verbali.

indagini e imputazioni: minori e maggiorenni coinvolti

I quattro ragazzi, tra cui due quindicenni e due sedicenni, sono accusati di omicidio volontario in concorso. L’accusa comprende anche i maggiorenni Fabio Sale (20 anni) e Cosimo Colucci (22 anni).

Nel corso dell’udienza la gip non ha convalidato i fermi. Per tutti i minori è stata comunque disposta la custodia cautelare, con l’indicazione, al momento, dell’esclusione dell’aggravante dei motivi futili.

ricostruzione dei fatti: piazza fontana, inseguimento e coltellate

La ricostruzione riferita durante l’udienza indica che la dinamica sarebbe iniziata in piazza Fontana. Nel gruppo di ragazzi avrebbe preso forma un sospetto: secondo le ricostruzioni, Bakari Sako li avrebbe ripresi con un cellulare.

Da quel momento sarebbe nato un confronto che, con il crescere della tensione, avrebbe poi portato alla violenza. Il 35enne, indicato come bracciante originario del Mali, sarebbe stato avvicinato dal gruppo. Dopo una spinta, avrebbe reagito con un pugno. A quel punto si sarebbe sviluppato un inseguimento fino al Bar Fontana.

È in questo contesto che il quindicenne avrebbe estratto un coltello, colpendo Sako al torace e all’addome. Le ricostruzioni riferiscono gli ultimi istanti drammatici: una volta entrato nel locale, Bakari Sako si sarebbe accasciato sul pavimento ferito a morte. Nel corso delle fasi successive, alcuni presenti avrebbero minimizzato la gravità, con frasi riportate come “Ste fasc a part” e “sta fingendo”.

Successivamente sarebbe seguito un tentativo descritto come disperato e confuso: l’ipotesi include il tentativo di trascinarlo fuori, l’uso di acqua addosso e il sollevamento delle gambe nel tentativo di rianimarlo. Tuttavia, il bracciante sarebbe ormai in fin di vita.

conseguenze amministrative e polemiche: sospensione della licenza

La brutalità dell’omicidio ha avuto riflessi anche sul piano amministrativo. Il questore di Taranto ha disposto la sospensione della licenza del Bar Fontana per sessanta giorni. Nel provvedimento sono state evidenziate la “sistematicità di persone con pregiudizi penali” presenti nel locale e l’“efferatezza del delitto consumato”.

La vicenda ha inoltre alimentato reazioni nell’ambiente locale. Il fratello minore della vittima, Souleymane, ha espresso dolore e dure accuse, sostenendo che il fratello fosse educato e denunciando la domanda sul motivo dell’uccisione, collegandola al fatto che fosse nero o africano.

personaggi citati e ruolo nella vicenda

  • Paola Morelli, giudice per le indagini preliminari
  • Bakari Sako, vittima
  • Souleymane, fratello minore della vittima
  • Fabio Sale, maggiorenne accusato
  • Cosimo Colucci, maggiorenne accusato
  • quindicenne accusato, indicato come autore delle coltellate
  • altri tre minorenni coinvolti, inizialmente in silenzio e poi con dichiarazioni spontanee
“L’ho colpito io, avevo paura”: la confessione del 15enne per l’omicidio di Bakari Sako
Categorie: Cronaca

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