Netanyahu chiama trump: tensione tra iran e usa esplode
Il dossier sulla tensione tra Iran, Stati Uniti e alleati resta al centro dell’attenzione internazionale, con dichiarazioni ufficiali, aggiornamenti di intelligence e posizioni diplomatiche che disegnano uno scenario in rapida evoluzione. Dalle parole di Donald Trump sulla volontà di “concludere” rapidamente una questione legata al nucleare, alle visite di un ministro pakistano a Teheran, fino alle accuse reciproche e alle minacce di natura militare, la regione continua a muoversi tra rischio di escalation e richiami al dialogo.
iran e nucleare, trump: “finiremo il lavoro molto rapidamente”
Parlando alla Casa Bianca in occasione del congressional picnic, il presidente degli Stati Uniti donald trump ha dichiarato l’intenzione di compiere un’azione rapida legata all’Iran. Nel discorso, Trump ha affermato che si terrà un “piccolo viaggio” verso un luogo chiamato Iran e ha ribadito l’obiettivo di evitare che il Paese possa sviluppare o ottenere un’arma nucleare.
Secondo quanto riportato, Trump ha definito il percorso sin qui realizzato come “eccezionale” e ha espresso la speranza di portarlo a termine in tempi molto brevi, auspicando che l’esito possa avvenire in modo “molto piacevole”.
iran e diplomazia, pakistan: il ministro degli interni a teheran
Sul fronte diplomatico, l’agenzia di stampa statale iraniana irna riferisce che il ministro degli Interni pakistano mohsin naqvi si è recato a teheran per colloqui con funzionari iraniani. La missione, secondo le fonti citate da Irna, risulta svolgersi con indicazioni provenienti da ambienti diplomatici a islamabad.
Viene inoltre specificato che Naqvi si trova in Iran per la seconda volta in meno di una settimana, a conferma della frequenza dei contatti tra le due amministrazioni in un momento di alta tensione regionale.
usa e stretto di hormuz, cbs: individuate 10 mine
Le forze armate statunitensi avrebbero individuato almeno dieci mine nel conosciuto stretto di hormuz. Lo rende noto cbs news, citando funzionari statunitensi a conoscenza della vicenda.
Secondo la ricostruzione fornita, la scoperta sarebbe avvenuta in seguito a una recente valutazione dell’intelligence statunitense, che avrebbe portato all’identificazione di ordigni piazzati dall’Iran nella zona.
russia e cina contro attacchi usa-israele all’iran
Russia e Cina hanno espresso un coordinamento sulle accuse rivolte agli attori occidentali. In una dichiarazione congiunta riportata da interfax, le due potenze avrebbero concordato sul fatto che attacchi militari statunitensi e israeliani contro l’Iran violino il diritto internazionale e le norme fondamentali delle relazioni tra Stati, contribuendo a minare seriamente la stabilità in Medio Oriente.
russia-cina: dialogo e negoziati per contenere l’escalation
Nel documento, Russia e Cina hanno indicato la necessità che le parti coinvolte nel conflitto riprendano il dialogo e i negoziati il prima possibile, con l’obiettivo di prevenire l’espansione dell’area di crisi. È stato anche rivolto un invito alla comunità internazionale a mantenere una posizione obiettiva e imparziale, a promuovere la de-escalation e a sostenere congiuntamente le norme fondamentali delle relazioni internazionali.
iran, nyt: usa e israele volevano ahmadinejad come leader
Secondo quanto riferito dal new york times, Stati Uniti e Israele avrebbero discusso l’ipotesi di coinvolgere l’ex presidente iraniano mahmoud ahmadinejad come possibile leader. Il quotidiano sostiene, citando fonti americane, che Israele avrebbe elaborato un piano ambizioso per sostituire la leadership del Paese dopo la guerra e che Ahmadinejad avrebbe persino fornito consulenza in merito.
La proposta sarebbe però naufragata presto. Il primo giorno di guerra, secondo il New York Times, Israele avrebbe bombardato l’abitazione di Ahmadinejad, ferendolo, con l’obiettivo di liberarlo dagli arresti domiciliari. Dopo quell’attacco, Ahmadinejad avrebbe “cambiato idea” rispetto all’intenzione di sostituire il governo, secondo la ricostruzione del quotidiano.
pasdaran: se usa attaccano, la guerra si estenderà oltre la regione
Le guardie rivoluzionarie iraniane hanno lanciato una minaccia in caso di un nuovo attacco statunitense contro l’Iran. Nella dichiarazione riportata da tasnim, viene affermato che, qualora gli Stati Uniti dovessero attaccare di nuovo, la guerra regionale promessa si estenderà oltre la regione.
capacità non ancora impiegate e avvertimento su “luoghi inaspettati”
Le Guardie Rivoluzionarie indicano di non avere ancora impiegato tutte le capacità collegate alla rivoluzione islamica contro gli Stati Uniti. Il testo sostiene che, se l’aggressione si ripeterà, i colpi iraniani risulteranno devastanti in luoghi inaspettati, con l’obiettivo finale descritto come rovina totale.
accuse su “nemico sionista-americano” e risposta militare
Nella comunicazione viene descritto il “nemico sionista-americano” come soggetto che non avrebbe tratto insegnamento dai fallimenti strategici subiti durante la Rivoluzione Islamica dell’Iran. Viene inoltre ricordato che l’Iran sarebbe stato attaccato con la potenza militare dei due eserciti, mentre non sarebbero state utilizzate tutte le capacità militari in guerra.
Le Guardie Rivoluzionarie concludono ribadendo che i colpi distruttivi questa volta annienterebbero l’avversario in luoghi che non può nemmeno immaginare. Il testo attribuisce anche un messaggio sul ruolo della forza militare sul campo, con il riferimento al rifiuto delle dichiarazioni vuote e dei contenuti sui social network.
principali figure citate
- donald trump
- mohsin naqvi
- mahmoud ahmadinejad
