Mosaico in galleria a milano spariscono i tessere dopo il restauro tra polemiche e confronto tra toro e bue

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Mosaico in galleria a milano spariscono i tessere dopo il restauro tra polemiche e confronto tra toro e bue

Un dettaglio del pavimento più celebre di Milano ha riacceso l’attenzione tra fotografie, commenti sui social e memoria di una tradizione antica. Il toro della Galleria Vittorio Emanuele II, simbolo noto per il “rito” dei visitatori, dopo un intervento di restauro mostra un aspetto cambiato: alcuni elementi, in particolare quelli legati ai testicoli, risultano molto meno visibili rispetto al passato, con ironia che ha preso piede subito dopo la condivisione degli scatti.

restauro mosaico toro della galleria vittorio emanuele ii: testicoli meno visibili

Le immagini pubblicate online da Marco Granelli, assessore ai lavori pubblici del Comune di Milano, mostrano il lavoro effettuato sul mosaico raffigurante l’iconico animale presente sul pavimento della galleria. L’intervento arriva dopo un lungo periodo di inattività: dal 2017 non si interveniva più sul toro. Il nuovo restauro si è reso necessario a causa dell’usura, legata al comportamento ricorrente dei turisti.

Nei commenti a partire dalle foto, molti hanno notato che i testicoli appaiono “spariti” o comunque fortemente ridimensionati nella visibilità rispetto alle immagini precedenti. Proprio questa trasformazione ha alimentato battute e paragoni, fino a far ironizzare sul fatto che l’animale fosse diventato un bue, sulla base dell’aspetto percepito dopo i lavori.

tradizione del rito del toro in galleria: origini e modalità

La tradizione associata al toro riguarda il gesto dei visitatori che ruotano con i talloni sui testicoli dell’animale. Il rito viene ricondotto all’epoca risorgimentale, quando Torino era ancora capitale del Regno d’Italia. In quel contesto il toro rappresentava la città piemontese, con sfondo azzurro legato ai Savoia.

Secondo le modalità riportate, il gesto prevederebbe tre giri su sé stessi con il tallone destro appoggiato sugli elementi del toro.

significato attribuito al gesto e disprezzo verso i reali piemontesi

Il significato del rito viene descritto come espressione di disprezzo nei confronti dei reali piemontesi. In questa cornice storica, la ripetizione del gesto assume valore simbolico e si collega alla narrazione legata al periodo risorgimentale.

usura del mosaico e continui restauri: perché il toro viene rifatto

Le ragioni dell’usura e dei successivi interventi derivano dal modo in cui il rito viene praticato nel tempo. In origine i tre giri di tacco sarebbero stati consigliati e praticati tra il 31 dicembre e l’1 gennaio dai milanesi.

Con il passare degli anni, l’abitudine si è però trasformata: l’aumento del flusso turistico e la globalizzazione culturale hanno reso quel gesto un passatempo più accessibile, non limitato più a un periodo specifico. In questo scenario, il comportamento ripetuto dai visitatori ha contribuito a erodere i testicoli e a rendere frequenti gli interventi di ripristino del mosaico.

milano e social: ironia sul toro-bue dopo le foto del restauro

La condivisione delle immagini ha innescato una reazione immediata sui social. L’osservazione più ricorrente riguarda l’effetto del restauro sugli attributi dell’animale: rispetto al passato, risultano meno visibili le parti interessate dal rito. L’impressione di un cambiamento nell’aspetto del toro ha portato alcuni commentatori a usare ironia e paragoni, arrivando a sostenere che l’animale apparisse ormai più simile a un bue.

Personaggi menzionati:

  • Marco Granelli, assessore ai lavori pubblici del Comune di Milano
“Altro che toro, è diventato un bue. Adesso i turisti cosa schiacciano?”: spariscono i testi*oli dal mosaico in Galleria a Milano, il “caso” dopo il restauro
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