Morta yume: l akita donata giappone a vladimir putin nel 2012
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È scomparsa Yume, femmina di Akita giapponese donata nel 2012 a Vladimir Putin dalla prefettura di Akita. La consegna avvenne come gesto di ringraziamento per l’aiuto inviato dalla Russia dopo il terremoto e lo tsunami che colpirono il Giappone nel 2011. Con i suoi 14 anni, Yume aveva assunto nel tempo un ruolo più grande della semplice compagnia: la sua presenza era diventata un riferimento simbolico nelle relazioni tra Russia e Giappone.
donna simbolica nella diplomazia tra Russia e Giappone
Yume venne consegnata a Sochi in occasione di un incontro tra Putin e l’allora primo ministro giapponese Shinzo Abe. Da subito la cagnolina venne presentata come un vero e proprio “dono diplomatico”, legato a un momento di dialogo tra le istituzioni dei due Paesi.
Il nome, che in giapponese significa “sogno”, rafforzò ulteriormente il valore evocativo dell’animale. Negli anni successivi Yume comparve in diverse occasioni ufficiali e contribuì a costruire una narrazione di distensione tra Mosca e Tokyo, in una fase in cui i rapporti bilaterali restavano delicati anche per la questione delle isole Curili.
l’episodio più ricordato: l’arrivo improvviso a Sochi
Uno dei passaggi più noti della storia di Yume risale al 2014. In quell’occasione la cagnolina accolse Shinzo Abe nella residenza di Sochi, apparendo all’improvviso durante l’incontro diplomatico. L’episodio, diventato rapidamente una delle immagini più ricordate di quel periodo, finì per fissare Yume nell’immaginario collettivo come presenza “capace” di dare un volto concreto a un clima politico in evoluzione.
diplomazia degli animali e doni dalla prefettura di Akita
La vicenda dell’Akita di Putin si inserisce in un quadro più ampio spesso descritto come diplomazia degli animali. Nel 2013 la stessa prefettura di Akita regalò a Putin anche un gatto siberiano, Mir, che è morto nel dicembre 2024.
idea di un secondo Akita e rifiuto russo
Nel 2016 il Giappone valutò anche la possibilità di donare a Putin un secondo Akita, questa volta maschio. L’obiettivo dichiarato era far compagnia a Yume e contribuire a mantenere un clima più disteso nei colloqui diplomatici sulle isole Curili, oggetto di contesa da decenni tra Russia e Giappone.
La proposta non andò in porto: la Russia rifiutò l’offerta motivandola ufficialmente con questioni di quarantena e gestione degli animali. Secondo diversi osservatori, la decisione venne interpretata come un ulteriore segnale di un progressivo irrigidimento dei rapporti tra Mosca e Tokyo.
l’amore di Putin per gli animali
La passione del presidente russo per gli animali è nota da tempo ed è spesso richiamata nella comunicazione pubblica. Un episodio frequentemente citato risale al 2017, in Turkmenistan: durante un incontro ufficiale, Putin intervenne per prendere in braccio un cucciolo di cane mostratogli nel corso della visita.
Yume: un capitolo simbolico si chiude
La morte di Yume chiude un piccolo capitolo simbolico delle relazioni tra Russia e Giappone. Oggi tali rapporti sono descritti come profondamente deteriorati, mentre la figura di Yume resta legata a un periodo in cui una semplice presenza animale aveva contribuito a dare forma a messaggi di distensione e collaborazione.
Personaggi presenti nella vicenda:
- Vladimir Putin
- Shinzo Abe
- Yume
- Mir


