Monocoltura distrugge biodiversità: cosa rischiamo

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Monocoltura distrugge biodiversità: cosa rischiamo

La biodiversità è una parola relativamente recente, ma descrive una realtà antica e decisiva: la varietà della vita sulla Terra come motore della continuità, della resilienza e della sopravvivenza dell’umanità. Da concetto scientifico è diventata un elemento centrale per interpretare i rischi del presente e le opportunità di un futuro più stabile, soprattutto rispetto ai sistemi agricoli, agli ecosistemi e alle dinamiche sociali che sostengono il cibo.

biodiversità: cosa significa e perché è essenziale

La biodiversità genetica rappresenta la capacità del vivente di adattarsi ai cambiamenti. In questa prospettiva, la diversità non riguarda soltanto specie note al grande pubblico, come il panda, l’orso polare o il dodo, ma include anche settori meno visibili e altre dimensioni della vita, dalla microbiologia alla biodiversità domestica e agricola. Al centro del ragionamento c’è anche la condizione umana: la biodiversità è collegata direttamente alla possibilità di mantenere funzioni vitali e catene alimentari in equilibrio.

biodiversità erosa dalla monocoltura: effetti su agricoltura e alimentazione

Un passaggio determinante riguarda la monocoltura, indicata come una trave nel piatto per la biodiversità. La riduzione della diversità biologica continua a manifestarsi in modo progressivo, legata alla trasformazione dei sistemi agricoli. Negli ultimi 70 anni è stato distrutto circa il 75% dell’agrobiodiversità selezionata dai contadini nel corso di 10.000 anni e considerata base dell’alimentazione moderna.

La sostituzione di saperi rurali complessi con criteri del modello industriale viene descritta come una scelta che ha “sacrificato” competenze millenarie. L’impatto si riflette anche nella dipendenza da poche colture: mais, riso e grano forniscono il 60% delle calorie necessarie alla popolazione mondiale, rendendo l’intero sistema alimentare estremamente vulnerabile.

monocoltura e controllo del mercato dei semi: concentrazione e brevetti

La fragilità del sistema non è solo produttiva: riguarda anche la struttura del mercato. Il 63% del mercato dei semi risulta nelle mani di quattro multinazionali, che detengono anche i brevetti. Queste realtà vengono indicate come le stesse che possiedono la proprietà intellettuale degli OGM e che monopolizzano la produzione di fertilizzanti, pesticidi e diserbanti.

In sintesi, il controllo descritto coinvolge l’intera filiera del cibo, traducendosi nella coincidenza tra monocoltura biologica e concentrazione economica: monocoltura e monocultura vengono presentate come due aspetti collegati.

spirale distruttiva: habitat, specie invasive e degrado dei suoli

La riduzione della biodiversità viene descritta come un processo che amplifica i propri effetti in una spirale distruttiva. La devastazione e la frammentazione degli habitat causate da deforestazione, urbanizzazione e incendi riducono gli ambienti in cui la biodiversità selvatica può prosperare. La scomparsa di specie autoctone favorisce l’insediamento di specie aliene invasive che occupano nicchie rimaste spopolate.

Un altro nodo centrale riguarda la microbiologia dei suoli, che assicura fertilità. Il degrado dei suoli comporta un impoverimento dei terreni e, di conseguenza, una diminuzione della loro capacità generativa. Anche in questo caso il modello industrialista, secondo la descrizione proposta, tende a riprodurre se stesso: consuma risorse comuni, privatizza i benefici e collettivizza i costi.

biodiversità come ricchezza comune: servizi ecosistemici e resilienza

La biodiversità viene presentata come una ricchezza comune, necessaria e capace di contribuire alla sopravvivenza dei sistemi agricoli. La diversità biologica renderebbe i sistemi agricoli più resilienti rispetto a traumi ambientali, crisi climatica e pandemie.

Tra i servizi ecosistemici evidenziati compare l’impollinazione. Inoltre, viene sottolineato che coltivare varietà autoctone, evolute in certi territori per secoli, può ridurre esigenze idriche, aumentare la resistenza ai patogeni e diminuire la necessità di input esterni, tra cui sostanze chimiche ed energia.

biodiversità, cultura e comunità: identità, competenze e territorio

La biodiversità non è ridotta alla sola dimensione genetica. Si collega anche alla cultura dei territori: su ciascun luogo vivono comunità umane con una specifica connotazione identitaria, con consuetudini e con competenze diffuse che hanno permesso di vivere in equilibrio con gli ecosistemi per secoli. Le comunità vengono descritte come parte integrante della conservazione: hanno abitato gli ecosistemi preservandoli e costruito legami tra vita locale e pratiche di gestione.

Il racconto prosegue attraverso l’intreccio tra comunità e razze animali allevate, semi autoctoni selezionati, riprodotti, conservati e scambiati. Vengono citati anche i cibi conservati e trasformati, indicati come espressione di un patrimonio culturale che comprende poesia, arte, tecniche e paesaggio. Lo stesso patrimonio include capacità utili alla gestione del territorio, come il contrasto al dissesto idrogeologico, il recupero e la cura di terreni e immobili diruti.

È inoltre richiamata una prospettiva concreta di lavoro e vita nelle aree collinari e montane, specificando che tali aree in Italia rappresentano il 70% del territorio nazionale.

biodiversità e diritti: sistemi locali, sicurezza alimentare e salute pubblica

Un terzo aspetto fondamentale riguarda i diritti. La biodiversità viene indicata come condizione che consente ai contadini del mondo di vivere del proprio lavoro, riducendo la distanza dai fenomeni di sfruttamento spesso associati a grandi monocolture estensive convenzionali. La diversità permetterebbe inoltre la costruzione di sistemi locali del cibo resilienti, meno fragili davanti agli sconquassi globali grazie a dimensioni più contenute e maggiore flessibilità.

La biodiversità sostiene e valorizza l’esistenza dei piccoli agricoltori e delle comunità rurali. Per questo un sistema produttivo imperniato sulla biodiversità viene descritto come basato anche sui diritti, collegando biodiversità a sicurezza alimentare, giustizia sociale e salute pubblica.

giornata mondiale della biodiversità: un richiamo continuo

Il valore della biodiversità viene richiamato anche nella cornice della Giornata Mondiale della Biodiversità proclamata dall’ONU. Il messaggio centrale è che si tratta di una ricchezza capace, secondo la formulazione proposta, di salvare.

Personalità menzionate:

  • Presidente Slow Food Italia
La trave nel piatto – Difendere la biodiversità per difendere la democrazia alimentare
Categorie: PoliticaEconomia

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