Modena, El Koudri: esclusa ipotesi terrorismo, resta accusa di lesioni gravissime
Presentarsi davanti al gip per l’udienza di convalida ha significato, per Salim El Koudri, affrontare la fase immediatamente successiva al fatto avvenuto a Modena, quando si è lanciato con un’auto contro i passanti, colpendo più persone e provocando conseguenze gravissime. Nel corso dell’udienza, mentre il giovane non ha fornito dettagli sui fatti contestati, il procedimento ha puntato in modo rilevante sugli elementi utili alle verifiche successive, soprattutto tramite l’analisi del cellulare e dei contenuti digitali.
convalida arresto Salim El Koudri: cosa è emerso in udienza
Durante l’udienza di convalida, Salim El Koudri non ha rilasciato dichiarazioni specifiche sui fatti di sabato a Modena. Secondo quanto riferito dal legale Fabio Giannelli, l’imputato si è comunque presentato fornendo al giudice i codici di sblocco del cellulare, permettendo così che il dispositivo venga analizzato per approfondire personalità e passato del giovane.
La procura di Modena ha chiesto la convalida dell’arresto e la custodia in carcere. Nel corso dell’udienza, però, non sono state contestate per il momento né l’aggravante terroristica né l’aggravante legata all’odio razziale, e non risulta contestata anche la premeditazione. Per la fase attuale, dunque, al giovane vengono contestate solo le lesioni gravissime.
lesioni gravissime e richiesta custodia in carcere
Il difensore ha spiegato che la richiesta della procura è in linea con le aspettative maturate prima dell’udienza: la custodia in carcere viene richiesta nel contesto della convalida, mentre resta affidata alla fase successiva l’elaborazione di ulteriori elementi utili. Il legale ha inoltre avanzato una richiesta di visita per l’assistito e ha dichiarato di augurarsi che gli vengano prescritti medicinali capaci di favorire stabilizzazione e di sostenere la collaborazione con la giustizia.
Nella ricostruzione dell’avvocato, il giovane sarebbe apparso più lucido rispetto a quanto emerso in precedenza. Sarebbe arrivata anche una richiesta specifica, quella delle sigarette, accompagnata dalla volontà di restare pronto: “aspettiamo, voglio essere pronto”.
premeditazione non accertata: ruolo dei psichiatri forensi
In merito alla possibile aggravante di premeditazione, il legale ha indicato che l’ipotesi non risulta accertata. Pur trattandosi di un gesto definito “orrendo”, al momento non sarebbe stato compreso cosa sia scattato nella mente del giovane quel giorno. La valutazione viene rimandata agli psichiatri forensi per chiarire gli aspetti che incidono sulla ricostruzione dei fatti.
cellulare e profili social: cosa stanno verificando gli investigatori
Accanto alla disponibilità dei codici del cellulare, emergono ulteriori elementi sul quadro digitale. Dopo i deliri già emersi da comunicazioni inviate all’università di Modena nel 2021, il legale ha riportato la presenza di ulteriori contenuti dai profili social.
contatti e contenuti social: riferimenti a basi Nato e arruolamento
Secondo quanto riferito dal difensore, Salim El Koudri avrebbe contattato basi Nato chiedendo com’è il menu e informandosi su come sarebbe possibile arruolarsi. Nello stesso contesto, il legale ha indicato la presenza di post che criticano persone come Chiara Ferragni e altre frasi che, a suo dire, non costruirebbero un percorso logico coerente riconducibile a una spiegazione stabile degli eventi, pur mostrando un disagio attraversante.
perizia psichiatrica: necessità di stabilizzazione prima dell’interrogatorio
Il difensore ha dichiarato che sta valutando una perizia psichiatrica. Prima di procedere a un confronto ritenuto utile, secondo l’avvocato è necessario che l’assistito venga visitato e riprenda una terapia farmacologica finalizzata a ottenere una condizione di stabilizzazione. Solo dopo, si renderebbe possibile interrogarlo in modo più efficace e capire che cosa sia successo e perché, anche alla luce di un eventuale percorso precedente.
Il legale ha ricordato un quadro clinico riferito: per circa un anno e mezzo il giovane avrebbe seguito una terapia con miglioramenti della situazione. Successivamente avrebbe interrotto ogni trattamento, tornando in una condizione descritta come sempre più difficile.
indagini su computer, telefoni, email e social: quadro non riconducibile a radicalizzazione
Parallelamente, gli investigatori stanno passando al setaccio computer, telefoni, email e profili social. Il difensore ha confermato che le autorità hanno accesso a tutto e, al momento, non sarebbe emerso nulla che faccia pensare a una vera radicalizzazione islamista o a un’ipotesi terroristica.
La ricostruzione interna della difesa insiste su una lettura che, almeno per la fase presente, sposta il baricentro verso una gravissima condizione psichiatrica piuttosto che verso una matrice riconducibile a finalità terroristiche.
silenzio del giovane, ricordi frammentati e quadro emotivo della famiglia
La posizione del giovane, secondo quanto riferito dal legale, resta nel segno del silenzio. Non avrebbe richiesto di vedere nessuno, neppure i familiari a cui sarebbe molto legato. Le risposte risultano monosillabiche e la difesa ritiene che l’assistito sia ancora sotto shock.
ricordi parziali dopo il racconto del legale
Il difensore ha spiegato che Salim El Koudri ricorderebbe frammenti, spesso dopo che vengono raccontati dal legale, mentre gli episodi più drammatici emergerebbero solo in parte. Questo quadro viene presentato come elemento che, almeno per ora, allontanerebbe l’ipotesi di una matrice terroristica.
pensiero della morte senza intenzioni suicide dichiarate
Nel racconto riferito dall’avvocato, il giovane avrebbe indicato di aver pensato alla morte quel giorno, ma senza far emergere intenzioni suicide. Il legale ha chiarito che non avrebbe detto di voler uccidersi, affermando di sapere che avrebbe potuto morire, ma senza dichiarare la volontà di “finirla”.
gesto incomprensibile e conseguenze gravissime
Resta però senza spiegazione il gesto: ha lanciato l’auto contro la folla, mirando a colpire persone e cercando una strage, come descritto dal difensore. I video sarebbero “chiarissimi”, secondo la ricostruzione riportata. Le conseguenze vengono definite pesantissime: ci sarebbero persone tra la vita e la morte e altre con la vita distrutta. Il giovane, secondo quanto riferito, non sarebbe ancora in grado di spiegare il perché delle proprie azioni e ripeterebbe soltanto: “Andavo più forte che potevo”.
figure chiave nel procedimento e nella difesa
Nel contesto dell’udienza di convalida e delle dichiarazioni relative alle verifiche in corso, è presente un riferimento diretto al legale che segue la posizione dell’imputato.
- Fabio Giannelli (avvocato)
- Salim El Koudri
