Mine iraniane nello stretto di hormuz: cosa dice l’esercito Usa

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Mine iraniane nello stretto di hormuz: cosa dice l’esercito Usa

Attorno allo Stretto di Hormuz continua a crescere l’attenzione internazionale mentre si attende la risposta del presidente Donald Trump al memorandum d’intesa Usa-Iran. Al centro del dibattito c’è un punto operativo decisivo: le segnalazioni secondo cui l’Iran avrebbe disseminato mine nelle acque dello stretto, con possibili conseguenze sul transito delle navi e sulle trattative in corso.

mine nello stretto di hormuz: rapporti ridimensionati

Un funzionario americano citato da Nbc News ha ridimensionato i contenuti dei rapporti degli 007 statunitensi che indicavano la presenza di ordigni nello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riferito, finora l’esercito statunitense non avrebbe individuato mine iraniane durante le ricerche condotte nell’area.

Il quadro, però, risulta contrastato rispetto a quanto comunicato in precedenza: a febbraio, all’inizio dell’offensiva militare congiunta Usa-Israele contro Teheran, l’intelligence aveva sostenuto che l’Iran avesse piazzato mine in diversi punti dello stretto. Anche Trump, attraverso Truth Social, aveva rilanciato l’ipotesi affermando che l’Iran avesse disseminato mine sottomarine e che gli Stati Uniti le avessero distrutte.

Nel frattempo, le verifiche più recenti non avrebbero prodotto prove della presenza di mine e l’operazione di ricerca non avrebbe confermato quei report. Per quanto riguarda la valutazione del rischio, la minaccia apparirebbe meno grave di quanto si temeva, alla luce dei risultati finora ottenuti.

ricerca con aerei, droni e robot subacquei: esito senza conferme

L’operazione di monitoraggio è stata realizzata impiegando aerei, droni e robot subacquei. Stando alla ricostruzione riportata da Nbc News, l’attività non ha generato elementi sufficienti per confermare l’esistenza di mine in area.

L’esercito avrebbe comunque segnalato il ritrovamento di “diversi oggetti”. Tuttavia, al momento, nessuno di questi sarebbe classificabile come mina. In base alle informazioni disponibili, l’attenzione resta quindi sulle verifiche che possano trasformare tali individuazioni in una classificazione certa, mentre la percezione della minaccia risulta ridimensionata.

eliez er cheny marom: ipotesi di bluff iraniano

La possibilità di un bluff iraniano è stata evocata dall’ex comandante della Marina israeliano, in pensione, Eliezer Cheny Marom. In un’intervista al Jerusalem Post, il militare sostiene che l’Iran abbia iniziato a posare mine nello Stretto di Hormuz soltanto dopo aver dichiarato di farlo.

Secondo la sua ricostruzione, gli iraniani avrebbero affermato di aver piazzato ordigni nello stretto, ma non sarebbe emerso alcun riscontro diretto. Successivamente, si sarebbe parlato di un attacco alle imbarcazioni utilizzate per il posizionamento delle mine. Da qui l’ipotesi che l’Iran abbia scelto di non rivelare il bluff e, in un secondo momento, avrebbe effettivamente messo in atto la pratica.

tecnica di posa mine subacquee: rischio elevato e utilizzo in calo

Nella stessa valutazione, Eliezer Cheny Marom richiama una caratteristica operativa della posa di mine subacquee: la procedura risulterebbe poco vantaggiosa e sempre meno impiegata negli ultimi anni. La ragione indicata riguarda soprattutto l’alto livello di rischio connesso all’operazione.

pasdaran: passaggio di 20 navi nello stretto di hormuz

Parallelamente alle verifiche sulle mine, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno comunicato che nelle ultime 24 ore è stato coordinato il passaggio di 20 navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Nel comunicato stampa diffuso sabato, la Marina delle Guardie Rivoluzionarie ha spiegato che alcune imbarcazioni, che avevano richiesto il transito per la giornata, hanno già attraversato lo stretto, mentre altre sono attese entro le prime ore del mattino.

La concessione del passaggio sarebbe stata autorizzata per il fabbisogno dei rispettivi paesi di materiali come i fertilizzanti chimici. Secondo quanto riportato, inoltre, lo stretto non sarebbe completamente aperto, ma grazie alle misure adottate dagli armatori — in alcuni casi anche in collaborazione con l’esercito statunitense — non risulterebbe nemmeno del tutto chiuso.

personaggi e fonti citate nel contesto

  • Donald Trump
  • Eliezer Cheny Marom
Funzionario Usa alla Nbc: “Il nostro esercito non ha trovato mine iraniane nello Stretto di Hormuz”

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