Milano tel aviv pd dimentica il voto sul gemellaggio cosa è successo

• Pubblicato il • 4 min
Milano tel aviv pd dimentica il voto sul gemellaggio cosa è successo

Il rapporto con Tel Aviv cambia forma, ma non sparisce dalla scena politica milanese. Al posto dello stop al gemellaggio emerge l’idea di una Conferenza internazionale dei sindaci per la pace, presentata dal sindaco Beppe Sala come un percorso concreto e non simbolico. La nuova impostazione ha raccolto consensi trasversali tra i partiti che sostengono il Comune, mentre resta acceso lo scontro interno alla maggioranza legato a un voto già espresso dal Consiglio comunale.

conferenza internazionale dei sindaci per la pace: la nuova linea del sindaco

Il sindaco Beppe Sala ha indicato il cambio di direzione: niente più stop al gemellaggio con Tel Aviv e, al suo posto, l’organizzazione della Conferenza internazionale dei sindaci per la pace. Sala ha qualificato l’iniziativa come “non un’operazione di facciata”, definendola invece un’iniziativa reale. Le parole del primo cittadino di Milano hanno trovato apprezzamento tra quasi tutte le forze politiche che sostengono l’attività di governo della città.

Nel quadro politico, però, la svolta viene letta anche come un ripensamento rispetto a un impegno precedente. Il Partito democratico, secondo quanto riportato, si sarebbe “dimenticato” della richiesta rivolta al sindaco di attenersi a quanto già deliberato in Consiglio comunale dalla stessa maggioranza.

ordine del giorno del 20 ottobre: stop al gemellaggio in caso di ripresa delle ostilità

La contestazione si ancora a un passaggio formale approvato in Consiglio comunale lo scorso 20 ottobre. In quell’ordine del giorno era prevista l’interruzione dell’intesa con la città israeliana nel caso di “ripresa delle ostilità” in Palestina. A sostegno della posizione critica, la capogruppo del Partito democratico, Beatrice Uguccioni, si era presentata a Palazzo Marino con la maglietta “Give Respect – Get Respect”, rivolta al sindaco.

Secondo la ricostruzione, fino a poco più di un mese prima la linea del Pd milanese era favorevole alla sospensione dell’accordo con Tel Aviv. Questa impostazione sarebbe stata sostenuta con una votazione della Direzione metropolitana, con posizioni allineate tra le diverse componenti: da Pierfrancesco Majorino, indicato come possibile candidato sindaco per il prossimo anno, fino al segretario cittadino Alessandro Capelli. Restava una sola eccezione, rappresentata da Emanuele Fiano.

vertice di maggioranza e scontro su Israele: il nodo resta il voto in Consiglio

La distanza tra la posizione precedente e la nuova impostazione si sarebbe resa evidente nel vertice di maggioranza di pochi giorni fa, richiesto dai Verdi e accettato da Sala. Alla riunione erano presenti il sindaco, la vice Anna Scavuzzo e, per il Partito democratico, Beatrice Uguccioni e Alessandro Capelli. Erano presenti anche Francesca Cucchiara e Tommaso Gorini per Europa Verde, Giulia Pastorella e Francesco Ascioti per Azione, l’assessore Emmanuel Conte per i civici, Giuseppe Roccisano per Sinistra italiana e Ivan Scalfarotto per Italia viva.

Pur con un inquadramento formale centrato sull’ultimo anno di governo cittadino, i riferimenti decisivi riguardano i rapporti con Israele. I Verdi avrebbero chiesto di rispettare il voto del Consiglio e quindi di interrompere il gemellaggio. Secondo quanto emerso, sindaco e Pd avrebbero minimizzato la questione, sostenendo che “il passaggio in Aula è superato”.

La vice sindaca avrebbe inoltre accusato i Verdi di puntare a rompere la maggioranza. Sempre nella ricostruzione, sarebbero emerse anche accuse di altra natura mosse durante lo stesso contesto: oltre allo scontro politico, si sarebbe parlato della manutenzione dei parchi e delle aree verdi, con riferimento all’assessora Elena Grandi (Verdi). In sostanza, la pressione sarebbe stata collegata alla posizione sui rapporti con Tel Aviv, con un richiamo alla possibile instabilità del ruolo se i Verdi avessero continuato a sostenere lo stop.

Elena Grandi è indicata come l’unica componente dei Verdi in Giunta a contestare Sala, per non aver recepito l’ordine del giorno sullo stop al gemellaggio.

maggioranza sotto tensione: minacce di uscita e nuovo ordine del giorno

Nel quadro delle frizioni, a mettere in discussione l’assetto della maggioranza è stato Daniele Nahum, oggi in Azione. Il consigliere avrebbe preso le distanze dal Pd dopo una posizione ritenuta incompatibile sul tema Gaza, legata all’impossibilità di usare la parola genocidio. La ricostruzione cita anche un episodio precedente in cui Nahum si sarebbe opposto alla cittadinanza onoraria per Julian Assange.

La giornata attesa è quella di lunedì 18 maggio, quando è previsto il Consiglio comunale. I Verdi dichiarano l’intenzione di far valere la propria posizione e di confrontarsi in Aula. Nel merito, Francesca Cucchiara avrebbe spiegato che il gruppo considera non superato il passaggio richiesto dal Consiglio e che resterebbe una facoltà politica decidere come procedere. È indicata anche la volontà di andare avanti in Aula.

Secondo quanto riferito, i Verdi avrebbero già depositato un nuovo ordine del giorno con la richiesta di rispettare quanto approvato lo scorso ottobre.

presenze al vertice di maggioranza sulla questione Israele

  • Beppe Sala
  • Anna Scavuzzo
  • Beatrice Uguccioni
  • Alessandro Capelli
  • Francesca Cucchiara
  • Tommaso Gorini
  • Giulia Pastorella
  • Francesco Ascioti
  • Emmanuel Conte
  • Giuseppe Roccisano
  • Ivan Scalfarotto
Gemellaggio con Tel Aviv, il Pd milanese cambia idea: nessuno stop all’intesa. I Verdi: “Andiamo fino in fondo”
Categorie: NewsPolitica

Per te