Meta promette nuove tutele per i minori: moige non ci crede

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Meta promette nuove tutele per i minori: moige non ci crede

Meta accelera sul fronte della tutela dei minori dopo una serie di contestazioni legate a Facebook e Instagram. A seguito della sanzione europea per l’inefficace protezione dei più giovani, la piattaforma ha annunciato nuovi strumenti, con un ruolo centrale affidato all’intelligenza artificiale per individuare account appartenenti a utenti sotto i 13 anni, iscritti tramite autodichiarazione online sull’età. Le novità, però, riaprono il dibattito sulla credibilità dei rimedi e sulla loro effettiva applicazione.

tutela dei minori su facebook e instagram: nuove misure meta dopo la contestazione europea

Meta ha comunicato l’intenzione di introdurre ulteriori verifiche tramite sistemi di analisi automatizzata. L’obiettivo dichiarato è contrastare l’accesso dei bambini sotto i 13 anni, per i quali l’iscrizione alle piattaforme è vietata. Il punto chiave resta la gestione dell’età inserita dagli utenti: secondo quanto riportato, la procedura attualmente consente l’iscrizione anche attraverso una semplice autodichiarazione.

Le dichiarazioni Meta arrivano in un contesto in cui le autorità e le organizzazioni di settore hanno indicato ritardi e limiti. Antonio Affinita, direttore generale del Moige, ha espresso scetticismo sulla tempistica e sull’efficacia delle misure, sottolineando che spesso gli annunci seguono a ridosso provvedimenti normativi o decisioni giudiziarie. Nel giudizio dell’associazione, soluzioni già presentate avrebbero evidenziato difficoltà nella messa in pratica, paragonate a un intervento insufficiente rispetto a un problema strutturale.

precedenti moige: cinque episodi in cinque anni e dubbi sull’efficacia applicativa

Secondo il Moige, la sequenza di annunci e introduzioni di funzionalità non avrebbe garantito una protezione adeguata. L’associazione richiama cinque precedenti nel giro di cinque anni, evidenziando come alcune misure siano state introdotte o modificate anche dopo pressioni esterne.

2021: stop a instagram kids dopo pressioni su tutela adolescenza

Il primo caso citato risale al 2021. In quell’anno, Meta avrebbe bloccato lo sviluppo di Instagram Kids dopo pressioni di legislatori statunitensi e gruppi di advocacy. Nel racconto del Moige, la reazione fu collegata a un articolo del Wall Street Journal, secondo cui il social network sarebbe stato a conoscenza di disagi che riguardavano gli adolescenti senza predisporre adeguati rimedi.

settembre 2024: teen accounts su instagram con limiti e controlli automatici

Il secondo episodio menzionato riguarda il settembre 2024, quando Meta ha introdotto i Teen Accounts su Instagram con funzioni pensate per aumentare la protezione degli adolescenti. Tra le misure indicate figurano una riduzione della cerchia con cui entrare in contatto e un contenimento dell’esposizione a specifici contenuti. Viene richiamato anche un limite giornaliero di 60 minuti online per gli under 16 e una modalità sleep notturna, con notifiche disattivate tra le 22:00 e le 7:00.

Secondo quanto riferito, tali limiti erano impostati in modo automatico e modificabili solo con il consenso dei genitori. Il Moige ricorda che Meta presentò l’iniziativa come un successo, citando che il 97% dei ragazzi tra i 13 e i 15 anni avrebbe mantenuto le impostazioni di default. Rimane però un elemento critico: i profili abusivi riferiti a minori con meno di 13 anni non sarebbero stati conteggiati.

estensione geografica e tempistiche: dai paesi anglofoni a gennaio 2025 e oltre

I Teen Accounts avrebbero preso piede inizialmente in Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada e Australia. L’estensione viene descritta come progressiva: l’introduzione in tutti i paesi è indicata a gennaio 2025 per gli adolescenti su Instagram; successivamente, a ottobre, le funzioni arriverebbero anche su Facebook e Messenger.

Il Moige riferisce che ogni rilascio sarebbe stato accompagnato da comunicati stampa e dichiarazioni sull’impegno di Meta per la sicurezza. Nello stesso quadro, l’associazione richiama una nuova soluzione annunciata ad aprile 2026: un’etichetta sui contenuti raccomandati agli utenti con almeno 13 anni, con un’impostazione paragonata a quella che si trova nei cinema.

commissione ue: conclusioni preliminari e critica su valutazione dei rischi

Il 29 aprile Bruxelles avrebbe annunciato le conclusioni preliminari dell’indagine su Meta e la tutela dei minori. In base alle dichiarazioni riportate, la Commissione europea avrebbe sostenuto che Instagram e Facebook farebbero ben poco per impedire ai bambini sotto i 13 anni l’accesso ai servizi.

La vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la Sovranità tecnologica, Henna Virkkunen, avrebbe evidenziato che la valutazione di Meta sui pericoli per i più giovani risulterebbe incompleta e arbitraria. L’esecutivo Ue avrebbe indicato anche che il giudizio sul rischio di esposizione a esperienze inadeguate sarebbe inadeguato rispetto all’età.

intelligenza artificiale per verificare l’età: come funziona il nuovo sistema annunciato

Nel quadro delle nuove comunicazioni, Meta ha presentato strumenti basati su intelligenza artificiale per verificare l’età degli utenti. La piattaforma dichiara che il meccanismo sarà attivato su Instagram in Europa e Brasile, mentre su Facebook negli Stati Uniti in prima fase, con possibile estensione al Regno Unito e all’Europa a giugno.

Lo strumento risulterebbe già attivo da aprile 2025 negli Stati Uniti, in Australia, in Canada e nel Regno Unito, ma limitatamente a Instagram. La descrizione tecnica fornita riguarda l’assenza di un sistema di riconoscimento facciale per indovinare l’età: a guidare la verifica sarebbe un software capace di analizzare post, commenti, biografie e anche segnali visivi come struttura ossea o altezza.

Meta afferma che, se l’utente risulterà al di sotto dei 13 anni, l’account sarà disattivato temporaneamente in attesa di una prova ufficiale sull’età prima della possibile eliminazione definitiva.

semplificazione segnalazioni e critica ai “click” necessari per denunciare account

La procedura di segnalazione dei presunti account illegali dovrebbe essere semplificata. Attualmente, per indicare un profilo presumibilmente gestito da un minore sarebbero necessari fino a 7 click. Il passaggio rientra tra i rilievi citati nelle conclusioni preliminari dell’indagine, riportate come pubblicate appena una settimana prima.

Il Moige mette al centro un punto ricorrente: l’inserimento di una data di nascita falsa consentirebbe ancora la registrazione senza una verifica reale. Viene richiamata la presenza, in Europa, di milioni di ragazzini sotto i 13 anni che accedono ai social nonostante i vincoli esistenti.

procedimenti legali: processo nel new mexico e class action europea a milano

Il fronte giudiziario si intreccia con le misure annunciate. Lunedì 4 maggio si sarebbe aperta al tribunale del New Mexico la seconda fase del processo contro Meta. La prima fase si sarebbe conclusa il 24 marzo con la condanna del colosso al risarcimento di 375 milioni di dollari di sanzioni civili, per la mancata tutela dei minori.

In questa fase successiva, la pubblica accusa chiede al giudice modifiche sostanziali dell’algoritmo del gruppo tecnologico. Meta avrebbe avvisato che i propri servizi potrebbero lasciare il New Mexico qualora fosse richiesto di adottare soluzioni considerate impraticabili oppure di pagare ulteriori risarcimenti di importo multimiliardario.

In Italia, il Moige segnala una risposta legale parallela: il 14 maggio a Milano si aprirebbe la prima class action europea contro Meta e TikTok per la tutela dei minori.

protagonisti citati nel contesto della tutela dei minori

  • Antonio Affinita
  • Henna Virkkunen
Meta promette nuove tutele per i minori su Facebook e Instagram dopo la sberla Ue. Moige: “Quinto annuncio in 5 anni, le misure non funzionano”

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