Meloni condanna le umiliazioni alla flotilla ma in ue il governo vota contro l’embargo sulle armi a israele
La scena politica europea sul dossier Israele si accende su un passaggio chiave: mentre nelle sedi istituzionali vengono usate formule di condanna, in aula al Parlamento europeo la linea adottata dai gruppi di maggioranza risulta diversa. La discussione ruota attorno a un emendamento che chiede un embargo sulle armi, con un voto netto che ne sancisce il rigetto e che riaccende le tensioni tra posizioni progressiste e schieramenti di centrodestra, con l’estrema destra in posizione di compattezza.
parlamento europeo embargo armi a israel: l’emendamento viene bocciato
Il confronto parlamentare riguarda una proposta presentata dal movimento 5 stelle per bloccare esportazioni e transiti di armamenti verso Israele. L’emendamento non ottiene l’approvazione dell’aula: il risultato finale registra 126 voti favorevoli, 406 contrari e 116 astensioni.
Le motivazioni attribuite alla bocciatura si concentrano su due dinamiche. Da un lato viene richiamata la fragilità del fronte progressista, con posizioni non allineate anche all’interno di gruppi che in altri passaggi avevano sostenuto misure analoghe. Dall’altro viene sottolineata la convergenza tra popolari europei e destra, fino all’area dell’estremismo, nel votare contro l’impostazione dell’emendamento.
movimento 5 stelle: richieste su embargo armi completo e vincolante
Il testo dell’emendamento portato avanti dal movimento 5 stelle chiede:
- di prendere atto con profonda preoccupazione delle conclusioni contenute nella relazione intitolata “made in italy for the genocide industry: military and energy exports to israel”, con riferimento a esportazioni militari verso Israele senza interruzioni dall’ottobre 2023;
- di istituire subito un embargo sulle armi completo e giuridicamente vincolante, per vietare vendita, trasferimento e transito di armi, munizioni, attrezzature militari e prodotti a duplice uso verso Israele;
- di mantenere l’embargo fintantoché proseguiranno le operazioni militari nei territori palestinesi occupati e non sarà garantito il pieno accesso umanitario a Gaza e alla Cisgiordania;
- di invitare la commissione e il servizio europeo per l’azione esterna (seae) a valutare il rispetto degli obblighi da parte degli Stati membri, in base alla posizione comune 2008/944/pesc e al trattato sul commercio delle armi;
- di esortare il consiglio di sicurezza e l’assemblea generale delle nazioni unite ad adottare un embargo universale sulle armi verso Israele, conforme alla carta delle nazioni unite.
governo meloni tra dichiarazioni e voto in europa
Nel quadro politico interno ed europeo viene descritta una divisione tra comunicazione istituzionale e condotta in aula. Da un lato la presidente del Consiglio definisce “inaccettabili” le umiliazioni subite dagli attivisti della flotilla da parte di Israele, alla presenza del ministro per la sicurezza nazionale itamar ben gvir. In parallelo, il ministro degli Esteri antonio tajani fa convocare l’ambasciatore dello stato ebraico alla farnesina e il ministro della Difesa guido crosetto critica Tel Aviv attraverso i social.
Dall’altra parte, emerge la condotta in sede europea: al Parlamento europeo i gruppi compattano il voto, con l’area di estrema destra schierata nel bocciare l’emendamento sull’embargo delle armi europee a Israele. Nel racconto delle posizioni, l’elemento determinante resta l’esito in aula, che contrasta con l’impostazione delle richieste avanzate dalla minoranza.
schieramenti al voto: centrodestra compatto e progressisti divisi
partito popolare europeo con destra e estrema destra
La bocciatura dell’emendamento viene associata a una convergenza politica: viene evidenziato che il partito popolare europeo ancora una volta avrebbe scelto di far fronte comune con la destra e l’estrema destra per respingere la proposta. In conseguenza di questo allineamento, vengono citati come compatti nel voto contrario forza italia, lega e fratelli d’italia.
La compattezza viene inoltre collegata a precedenti dinamiche in Consiglio Ue, dove sarebbero stati ostacolati più volte interventi legati alla sospensione dell’accordo di associazione tra bruxelles e tel aviv.
campo progressista: emendamento approvato, ma con eccezioni
Il risultato dell’emendamento viene collegato a un quadro interno più articolato nel campo progressista italiano. Il campo progressista italiano risulta favorevole, comprendendo l’area del movimento 5 stelle fino ad includere avs e, secondo quanto riportato, un pd compatto. Le uniche eccezioni indicate riguardano laureti, gori e tinagli, che avrebbero scelto l’astensione.
Nel racconto emerge anche un riferimento alla frattura interna del partito democratico rispetto al tema Israele, con l’indicazione di differenze tra chi spinge per prese di posizione più nette contro l’operato del governo di benjamin netanyahu e chi invece richiama il diritto d’Israele a difendersi.
reazione del movimento 5 stelle: accuse sulla linea europea
La bocciatura produce una risposta del movimento 5 stelle. L’eurodeputato gaetano pedullà denuncia una presunta copertura politica, affermando che la maggioranza di centrodestra avrebbe sostenuto in Parlamento europeo dei crimini israeliani nel giorno in cui gli attivisti della flotilla vengono descritti come maltrattati, inginocchiati e umiliati
