Mattarella missioni Onu ultimo strumento per la pace

• Pubblicato il • 4 min
Mattarella missioni Onu ultimo strumento per la pace

Le missioni delle Forze armate nel quadro multilaterale dell’ONU e l’evoluzione dei rischi globali sono state al centro dell’intervento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rivolto a una rappresentanza dell’Esercito in occasione del 165° anniversario della sua costituzione. Nel saluto istituzionale, il capo dello Stato ha collegato l’azione militare alla cornice giuridica della Costituzione, evidenziando il ruolo della resilienza e la necessità di risposte coerenti alle scelte politiche.

missioni onu e risoluzione pacifica delle crisi

Mattarella ha presentato le missioni ONU come “ultimo strumento” della comunità internazionale per perseguire una risoluzione pacifica delle crisi. In questo contesto, la cornice complessiva descritta dal Quirinale mette al centro la resilienza istituzionale come presidio e sicurezza, in un mondo definito sempre più frammentato e fragile.

un esempio concreto: unifil in libano

Il presidente della Repubblica ha richiamato l’impegno della brigata Sassari nella missione UNIFIL in Libano. I soldati vengono descritti come “schierati sotto la regia delle Nazioni Unite” e impegnati in condizioni di “sicurezza difficilissime” per condurre una delicata attività di pace. La missione è stata indicata come strumento sul campo a disposizione della comunità internazionale per sostenere una soluzione pacifica della grave crisi in atto.

costituzione, legittimazione e guida dell’azione militare

Nel collegare la presenza dell’Esercito alle esigenze della comunità internazionale, Mattarella ha sottolineato che ogni azione dei militari trova legittimazione e guida nel solco della Costituzione. I principi richiamati—libertà, uguaglianza, giustizia e rispetto della dignità umana—non sono stati presentati come enunciati astratti, ma come bussola etica e orientamento dell’impegno quotidiano delle Forze Armate.

forze armate e scelte strategiche di parlamento e governo

Il capo dello Stato ha inoltre evidenziato la chiamata dell’Esercito a rispondere alle scelte strategiche che Parlamento e Governo devono definire, inserendo così l’operatività militare in un percorso decisionale di livello nazionale.

dallo scenario post seconda guerra mondiale alle crisi globali

Ricollegandosi all’impostazione internazionale del periodo successivo alla Seconda guerra mondiale, Mattarella ha richiamato un credibile ordinamento internazionale in cui, sotto l’ombrello dell’ONU, le Forze Armate di tanti Paesi cooperavano per spegnere i focolai di scontro e promuovere la pace. Con la fine della guerra fredda sembrava essersi aperta la prospettiva di lunga pace, ma lo scenario—secondo quanto evidenziato dal Quirinale—si è modificato, con l’emergere di crisi dagli effetti globali.

indebolimento del diritto internazionale e minacce ibride

Mattarella ha richiamato un indebolimento del diritto internazionale, accompagnato da minacce ibride e asimmetriche che avrebbero travolto i tradizionali modelli di deterrenza. In tale quadro, viene richiesta una resilienza istituzionale capace di operare come presidio e sicurezza in un ambiente sempre più frammentato.

sicurezza europea e priorità del diritto internazionale

Il presidente della Repubblica ha ribadito la necessità di un adeguato strumento difensivo europeo. In questo ambito, l’Esercito dovrebbe contribuire affinché possano prevalere le ragioni del diritto internazionale e il rispetto delle istituzioni multilaterali rispetto alla pretesa della forza.

Mattarella ha collocato la dedizione degli appartenenti all’Esercito come un pilastro fondamentale per la sicurezza della comunità e per l’affermazione dei valori della Costituzione, nel più ampio quadro internazionale in cui si inserisce la vita dello Stato.

tecnologia e discernimento umano nella guerra contemporanea

Nel passaggio dedicato all’evoluzione tecnologica, il capo dello Stato ha osservato che le armi possono essere sorrette dall’intelligenza artificiale. In tale scenario, il soldato deve restare il “baricentro non sostituibile” anche nella guerra contemporanea. La tecnologia, secondo le parole riportate, può avere un ruolo crescente, ma non può sostituire il discernimento umano.

È stata inoltre formulata una specifica ammonizione: “Guai a operare diversamente”, poiché le conseguenze tragiche potrebbero moltiplicarsi, richiamando anche l’esistenza di alcuni esempi già registrati.

persone e unità citate

Nel discorso sono state menzionate le seguenti figure e realtà operative:

  • Sergio Mattarella
  • brigata Sassari
Mattarella: “Missioni Onu ultimo strumento per la pace. Azioni dei militari trovano legittimazione nel solco della Costituzione”
Copertina di Nave sudcoreana in fiamme nello Stretto di Hormuz. Iran: “Colpita con due missili un’imbarcazione da guerra Usa”. Gli Stati Uniti smentiscono
Categorie: Politica

Per te