Manager del cantiere del consolato usa fermato in aeroporto a milano
Una svolta nell’indagine legata allo sfruttamento di operai indiani impiegati per la costruzione del nuovo Consolato statunitense a Milano. La Procura della Repubblica ha disposto un fermo per pericolo di fuga nei confronti di Ulas Demir, manager turco coinvolto nelle attività investigative.
fermo per pericolo di fuga per ulas demir
La decisione è stata assunta dai pubblici ministeri di Paolo Storari e Mauro Clerici dopo gli accertamenti compiuti sul cantiere. Demir è stato fermato all’aeroporto di Orio al Serio mentre aveva con sé un biglietto aereo per Istanbul e un itinerario che prevedeva anche la presenza della famiglia.
Il provvedimento si collega al controllo giudiziario del 29 maggio, nel corso del quale sono state riscontrate numerose violazioni nel cantiere. Nel contesto investigativo, Demir risulta essere stato intercettato e, secondo i pm, durante una conversazione telefonica con un interlocutore non identificato sarebbe emersa la volontà di sottrarsi all’azione della giustizia.
intercettazioni e acquisto del biglietto per la fuga
Le ricostruzioni richiamano un’acquisizione del biglietto avvenuta poco prima del fermo. L’elemento centrale riguarda una telefonata segnalata dai magistrati: dall’esito dell’ascolto, per gli inquirenti sarebbe stata chiara l’intenzione di allontanarsi con destinazione estera.
Demir, intercettato, avrebbe parlato con un interlocutore che, secondo i pm, poteva rappresentare un superiore. Nel contenuto della conversazione emerge un passaggio legato alla possibilità di rientrare tramite un periodo di ferie: “Fra Zafer dice che se vieni per ferie sarebbe meglio”. Alla domanda su eventuali conseguenze, sarebbe seguita la risposta: “ho parlato anche con Can Celik, loro dicono che così potrebbero esserci più problemi”. Il dialogo proseguirebbe con il riferimento alla maggiore criticità di uno scenario alternativo, fino alla ricerca di una data compatibile con la partenza: “quindi qual è la data più vicina in cui puoi farlo?”. Nella conversazione compare anche il confronto familiare: “Vedi un attimo e parlane con tua moglie”.
indagine sui cantieri e contesto di sfruttamento lavorativo
Nel procedimento presso la procura di Milano risultano coinvolti Ulas Demir e Caddell Construction Co, per la responsabilità amministrativa degli enti. Le attività investigative, svolte dai carabinieri del Nucleo ispettorato del Lavoro, si concentrano sulle condizioni riscontrate all’interno del cantiere e sulle modalità di impiego.
lavoratori reclutati e condizioni descritte come para-schiavismo
Secondo quanto ricostruito, nel cantiere sarebbero stati impiegati lavoratori in condizioni di sfruttamento, con approfittamento dello stato di bisogno. La situazione viene descritta come “para-schiavismo”. I lavoratori indicati sarebbero stati reclutati dalla Dynamic House con sede a Nuova Dehli.
paghe, trattenute e costi imposti
Le ricostruzioni riportano pagamenti inferiori a tre euro l’ora. A fronte di 10-12 ore di lavoro al giorno, sei giorni su sette, il compenso indicato sarebbe stato compreso tra 1200 e 1500 euro, con quasi 900 euro da sottrarre per vitto e alloggio.
Nel quadro viene richiamata anche la necessità di versare un “pizzo” di 5mila euro nel Paese di origine agli intermediari che avrebbero “permesso” l’arrivo in Italia. Sarebbero stati denunciati ostacoli legati all’assenza di conoscenza della lingua, oltre a firma di documenti non compresi e a un clima descritto come fatto di insulti, botte e minacce.
stato del fermo e sviluppo operativo
Demir è stato sottoposto a fermo oggi allo scalo bergamasco. Dopo l’identificazione, è stato portato in carcere. Il provvedimento si inserisce in una cornice investigativa che collega le violazioni riscontrate nel cantiere alle comunicazioni intercettate e ai movimenti connessi alla pianificazione della partenza.
persone coinvolte menzionate nel procedimento
- Ulas Demir
- Paolo Storari
- Mauro Clerici
- Can Celik
- Fra Zafer
- Caddell Construction Co
- Dynamic House
