Mafia corleonese ancora viva arrestato nipote di totò riina

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Mafia corleonese ancora viva arrestato nipote di totò riina

Le intercettazioni dipingono un quadro nitido e inquietante del radicamento mafioso nelle aree rurali: emerge la ricostruzione di un passaggio simbolico nell’organizzazione, collegato a Totò Riina, latitante all’epoca. La voce di Mario Gennaro accompagna la narrazione di un “battesimo mafioso” e offre un dettaglio che rafforza la cornice dell’operazione condotta nell’ambito del contrasto alla cosca di Corleone.

blitz antimafia corleone: arresti e ipotesi di associazione mafiosa

Il blitz antimafia che ha colpito la cosca di Corleone si è concluso con tre arresti. L’indagine è stata coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di palermo, guidata da maurizio de lucia, e ha portato all’accusa di associazione mafiosa a carico di tre persone.

Tra gli arrestati figura mario gennaro (53 anni), insieme a mario grizzaffi (60 anni), indicato come nipote diretto del “capo dei capi”, e a pietro maniscalco (62 anni).

intercettazioni e “battesimo mafioso”: il racconto di mario gennaro

Nel materiale intercettato, mario gennaro ricostruisce la propria affiliazione, descrivendo la cerimonia con riferimenti precisi all’organizzazione. L’uomo parla di un periodo in cui aveva diciotto anni e collega il momento dell’ingresso alla partecipazione personale di totò riina, allora latitante.

La dichiarazione attribuisce al passaggio rituale un peso ulteriore nel contesto investigativo, perché inserisce la vicenda personale in una cornice coerente con l’impianto accusatorio: l’operazione mira a dimostrare non solo la presenza del vincolo mafioso, ma la sua continuità nel tempo e la capacità di incidere sull’ordine territoriale.

indagine 2017-2023: controllo del territorio e “mafia rurale”

L’investigazione, sviluppata dai carabinieri tra il 2017 e il 2023, ha consentito di ricostruire gli assetti della famiglia mafiosa corleonese, individuandone i vertici e documentando attività illecite. Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe mantenuto una “mafia rurale” ancora radicata nel territorio, capace di esercitare un controllo capillare sulle campagne.

attività illecite tra intimidazioni, danneggiamenti e incendi

Il controllo sarebbe stato realizzato imponendo autorità attraverso intimidazioni, danneggiamenti e incendi. Nel mirino sarebbero finite aziende agricole locali, comprese realtà impegnate nella gestione di beni confiscati alla mafia.

Tra gli episodi accertati rientrano anche furti di mezzi agricoli ed estorsioni ai danni di commercianti. In numerosi casi, il fine sarebbe stato ottenere dilazioni nei pagamenti.

mafia come “arbitro”: confini, compravendite e autorizzazioni

Secondo l’impianto investigativo, il potere della cosca non si sarebbe limitato ai reati tradizionali. Gli indagati, facendo leva sul vincolo mafioso, avrebbero assunto una funzione di arbitri nelle controversie private. L’intervento riguarderebbe in particolare la gestione dei confini dei terreni e la compravendita dei fondi agricoli.

La capacità di condizionare scelte e rapporti sarebbe stata tale che, stando a quanto emerge dall’inchiesta, anche semplici cittadini si sarebbero rivolti al gruppo per ottenere una sorta di autorizzazione preventiva prima di acquistare terreni oppure per risolvere dispute tra agricoltori.

ruolo interno e posizioni giudiziarie: conferme e sviluppi

Le intercettazioni offrono anche uno spaccato dei rapporti interni all’organizzazione. In un colloquio, gennaro rivendica il proprio ruolo e la propria affidabilità, affermando: “sono sempre stato a disposizione”. Il contenuto sottolinea la disponibilità e il sostegno agli affiliati detenuti.

Oltre ai tre arrestati, risultano indagati liborio spatafora, francesco spatafora e giovanni gennaro. Per questi ultimi, tuttavia, le richieste di misure cautelari sono state respinte dal giudice per le indagini preliminari.

L’inchiesta conferma che, malgrado i colpi subiti negli anni a cosa nostra, il modello di controllo territoriale nelle aree rurali continuerebbe a sopravvivere, mantenendo una forte capacità di intimidazione nel tessuto economico e sociale locale.

persone coinvolte nell’operazione e nell’inchiesta

Figure centrali dell’indagine e dei provvedimenti:

  • mario gennaro
  • mario grizzaffi
  • pietro maniscalco
  • totò riina
  • maurizio de lucia
  • liborio spatafora
  • francesco spatafora
  • giovanni gennaro
La mafia rurale di Corleone ancora operativa: tre arresti, c’è anche un nipote di Totò Riina
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Categorie: NewsCronaca

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