La delle mazzette nuova corruzione raccontata e grasso
Una riflessione sulla nuova Tangentopoli prende forma a Genova, partendo dalla Liguria e allargando lo sguardo a casi collocati tra Nord e Sud. Marco Grasso presenta, insieme a Vincenzo Bisbiglia, “La Repubblica delle mazzette”, volume della collana PaperFirst, dedicato a come cambia la corruzione nel tempo: non spariscono i meccanismi di scambio, ma cambiano forme, canali e visibilità.
la repubblica delle mazzette e la nuova tangentopoli
Il punto di avvio è la vicenda legata all’ex governatore Giovanni Toti. Grasso descrive il caso come un episodio che, rispetto alla sua portata, sembra essere stato “cancellato”. L’indagine del 2024, che ha travolto il sistema dell’ex governatore ed è stata chiusa con patteggiamento, viene messa in relazione con una regione che, secondo l’impostazione degli autori, avrebbe fatto pochi conti con quanto emerso. Da qui si costruisce un quadro più ampio: casi differenti vengono accostati per mostrare un filo comune.
come cambia la corruzione: dalle mazzette ai rapporti formali
Nel confronto tra territori e scenari, emerge un concetto centrale: la mazzetta non sparisce, ma in molte circostanze perde centralità e resta confinata in episodi più riconoscibili. Bisbiglia richiama l’idea di soldi consegnati in buste termosaldate, paragonate a pratiche tipiche di altri traffici, per poi spostare l’attenzione su modalità più contemporanee e meno immediate. La corruzione, infatti, può assumere sembianze amministrative: consulenze, finanziamenti privati, incarichi, favori, accessi privilegiati.
Grasso sintetizza il passaggio con una formula netta: una corruzione senza le mazzette e senza partiti, inserita in un contesto in cui la magistratura dispone di strumenti più limitati per indagare. In tale cornice, diventa decisivo capire come si costruiscono, giorno dopo giorno, relazioni che possono risultare regolari sulla carta.
una radiografia del potere: dal denaro dei partiti alle triangolazioni
Francesco Pinto, magistrato di lungo corso, descrive il libro come una radiografia del potere. Nei tempi di Tangentopoli, sottolinea, il denaro tendeva a passare attraverso i partiti. Oggi, invece, il baricentro si sposta verso altri attori: lobby economiche, consulenti, commissioni e procedure che possono apparire formalmente corrette.
luigi ferrarella e la corruzione “più sfumata”
Per spiegare la trasformazione, Pinto richiama Luigi Ferrarella. Nel confronto evocato, quando la corruzione era “semplice”, lo scambio era più visibile: l’atto contrario ai doveri d’ufficio mostrava contorni più netti, con corruttore e corrotto riconoscibili. Il meccanismo attuale, invece, rende il “do ut des” sfrangiato in un intreccio di triangolazioni.
urbanistica e conflitti di interessi sotto lo stesso tetto
Un esempio indicato riguarda le inchieste urbanistiche: il punto non sempre coincide con una consegna nascosta in busta, ma con il conflitto di interessi che può operare in modo pubblico. Professionisti pagati dagli imprenditori possono anche essere chiamati a valutare in commissione l’impatto dei progetti. L’intera dinamica viene descritta come fatturata e dichiarata, quindi più ardua da cogliere penalmente.
il caso toti e la dimensione politica dell’intreccio
Nel ragionamento sul caso Toti, Grasso insiste sul nodo politico. Per mesi, l’ex governatore, “dai domiciliari”, avrebbe tenuto “sotto scacco il consiglio regionale”, restando di fatto in una posizione operativa anche se sospeso. Dopo il patteggiamento, l’immagine cambia: Toti “ha iniziato una seconda vita”. Viene citata una nuova agenzia di comunicazione, presentata anche come struttura di lobbying, in cui Toti mantiene un ruolo informale di partner.
tenuta democratica, crisi dei partiti e limiti dell’azione giudiziaria
Andrea Orlando, consigliere regionale del Pd e già ministro della Giustizia, sposta l’attenzione sulla tenuta democratica. Secondo la sua lettura, una vicenda giudiziaria oggi incide meno rispetto al passato, anche perché manca l’elemento di stigma sociale che una volta segnava la politica. Nello scenario descritto, pesa anche la crisi dei partiti, ormai destrutturati nella funzione di selezione e controllo.
il ruolo dei finanziatori e lo scarto nelle possibilità di intervento
Nel vuoto lasciato da quelle funzioni entrano i finanziatori. Orlando afferma che è evidente come un miliardario possa offrire un sostegno in campagna elettorale che altri non riescono a garantire. La dinamica, così delineata, contribuisce a rendere più complesso separare i piani economici da quelli politici e amministrativi.
abolizione dell’abuso d’ufficio e depotenziamento del traffico di influenze
La conclusione del ragionamento mette a fuoco l’impatto sul lavoro della magistratura. In questo contesto, l’abolizione dell’abuso d’ufficio e il depotenziamento del traffico di influenze restringono ulteriormente lo spazio di intervento. Il quadro che ne risulta evidenzia come la corruzione contemporanea non passi soltanto da uno scambio diretto, ma anche da relazioni economiche, politiche e amministrative più difficili da isolare.
personaggi e ospiti citati
- Marco Grasso
- Vincenzo Bisbiglia
- Giovanni Toti
- Francesco Pinto
- Luigi Ferrarella
- Andrea Orlando