Jacobs notte prima dell’oro olimpico: mi sono svegliato alle 4 e ricordo la pagina del giornale

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Jacobs notte prima dell’oro olimpico: mi sono svegliato alle 4 e ricordo la pagina del giornale

La storia di Marcell Jacobs racconta l’incontro tra talento, determinazione e momenti decisivi. L’oro olimpico nei 100 metri e nella staffetta 4×100 a Tokyo nel 2021 torna al centro di una lunga intervista, in cui l’atleta bresciano ripercorre scelte, motivazioni e dettagli legati alla sua carriera.

marcell jacobs e l’approccio allo sport che cambia la traiettoria

Jacobs descrive un passaggio fondamentale della propria infanzia, legato all’energia e alla vivacità che lo caratterizzavano. Ripensando al periodo precedente all’affermazione atletica, afferma: “Ero supervivace, forse troppo”, tanto da spingere la madre a indirizzarlo nello sport. L’esperienza, secondo il racconto, nasce con l’idea di fargli provare più attività possibili, fino a individuare la direzione più adatta.

Inquadra poi la propria personalità da bambino come un insieme di aspetti concreti: allegro, giocoso, divertente. Da questo contesto emergono le fondamenta con cui Jacobs costruisce l’interesse per la competizione e la ricerca di prestazioni sempre più alte.

la scoperta dell’atletica: dal calcio all’idea di velocità

La svolta avviene durante il gioco a calcio, quando l’atleta inizia a misurarsi con un ruolo che richiede continui spostamenti. Jacobs racconta di essere ala destra e di dover correre su e giù tutto il tempo. Un giorno l’allenatore gli suggerisce un cambio di prospettiva: nel testo emerge l’indicazione che, con la palla, non avrebbe espresso la stessa efficacia, mentre la velocità sarebbe stata un punto di forza naturale.

Alla prima gara legata all’atletica, pur vivendo un imprevisto durante la partenza, Jacobs conquista comunque la vittoria. Da lì la percezione di avere una dote pronta a essere affinata.

dal salto in lungo agli allenamenti sui dieci secondi

Nel racconto entra anche un riferimento all’idolo sportivo, indicato come Carl Lewis, descritto come un saltatore. Jacobs spiega di aver puntato al salto in lungo, ma il percorso viene interrotto da una serie di infortuni che non consentono di continuare ad allenarsi con continuità.

La decisione successiva nasce da un dato: il fatto di correre già su tempi vicini alla soglia dei dieci secondi. Da qui, secondo la sua ricostruzione, l’idea diventa affinare la tecnica per migliorare ulteriormente.

l’ossessione per vincere: nessun piano B

Jacobs racconta di aver coltivato fin da giovane la convinzione di poter arrivare a traguardi di altissimo livello. Nel suo modo di descrivere la mentalità, la spinta a primeggiare è continua e senza alternative: “Avevo nella testa la voglia di vincere”. A questa impostazione viene associata l’assenza di un piano B: l’aspettativa verso il futuro è netta e legata a un obiettivo preciso.

Dal suo ricordo emerge anche l’idea maturata già nelle scuole medie: diventare atleta professionista e vincere le Olimpiadi. La traiettoria trova compimento nel 2021, con i risultati di Tokyo.

tokyo 2021: la mente ai blocchi e la notte prima della gara

Il racconto delinea i giorni vissuti a Tokyo come un’esperienza speciale, definita da Jacobs come cinque giorni da sogno. Il trionfo arriva prima nei 100 metri, poi nella staffetta 4×100.

Tra i dettagli più concreti, l’atleta ripercorre la sera precedente alle gare: si sveglia alle 4. La giornata, secondo la sua percezione, appare infinita. Nel racconto compare anche un elemento emotivo legato all’informazione quotidiana: la pagina di un giornale, identificata come la Gazzetta dello Sport, con il titolo “L’uomo dei sogni”, che secondo Jacobs genera agitazione.

Un passaggio centrale riguarda la fase ai blocchi: mentre il pre-gara alimenta l’ansia, una volta davanti alla partenza la mente deve spegnersi. Il punto descritto è chiaro: non pensare a nulla e concentrarsi sul momento dello sparo, solo sentire lo sparo prima degli altri.

intercettazioni equalize e spionaggio: la vicenda legata a giacomo tortu

Jacobs affronta anche un capitolo complesso, richiamando il caso delle intercettazioni Equalize e lo spionaggio che ha portato a una squalifica durata tre anni per Giacomo Tortu, fratello di Filippo.

Nel contenuto riportato, la procura avrebbe chiesto la radiazione sostenendo che, senza dubbi, Tortu avrebbe contattato un soggetto tramite i tecnici della società Equalize per accedere ai dispositivi di Marcell Jacobs. L’obiettivo indicato sarebbe stato trovare prova di doping, con un corrispettivo di diecimila euro.

La reazione personale di Jacobs viene descritta come forte e immediata. Afferma di essere rimasto scioccato, pur precisando che non si sarebbe trattato di una sorpresa. Collega la vicenda anche al fatto che la vittoria olimpica avrebbe dato fastidio a diverse persone.

persone citate nel racconto

  • Marcell Jacobs
  • Giacomo Tortu
  • Filippo Tortu
  • Carl Lewis
  • Hoara Borselli
Jacobs racconta la notte prima dell’oro olimpico: “Mi sono svegliato alle 4, ricordo la pagina di un giornale che mi mise agitazione”
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