Italia e ripescaggio mondiali 2026 zampolli riaccende le speranze ultime news sui forfait iran

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Italia e ripescaggio mondiali 2026 zampolli riaccende le speranze ultime news sui forfait iran

Le possibilità di un recupero per l’Italia verso i Mondiali 2026 riemergono con forza mentre torna d’attualità l’ipotesi di un possibile forfait della Nazionale iraniana. Al centro delle indiscrezioni resta il caso legato alle tensioni tra Iran e Stati Uniti e alle conseguenze operative che potrebbero influire sulla partecipazione di Teheran alla rassegna iridata in programma dal prossimo 11 giugno in Stati Uniti, Messico e Canada. A riaccendere l’idea di uno scenario alternativo ci ha pensato Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente Donald Trump in Italia, che ha collegato la questione a una possibile revisione delle scelte in caso di mancata presentazione.

forfait iraniano e ripescaggio mondiali 2026: l’ipotesi rilanciata

Secondo le parole di Paolo Zampolli, l’Italia potrebbe essere presa in considerazione nel caso in cui la nazionale iraniana non dovesse presentarsi al torneo. Nel corso di un intervento nel podcast “Pulp Podcast” condotto da Fedez e Mr Marra, Zampolli ha spiegato di aver sottoposto l’idea al presidente Donald Trump e di averne parlato anche con Gianni Infantino. Il messaggio è legato alla possibilità che, in circostanze contingenti, venga valutata una alternativa.

Zampolli ha definito la prospettiva un “sogno” ancora vivo, sostenendo che, al momento, gli iraniani garantiscono la propria presenza. Pur confermando la partecipazione, ha indicato la presenza di elementi che potrebbero portare a “colpi di scena”, richiamando la tendenza dell’Iran a cambiare spesso posizione. Un ulteriore punto emerso riguarda le dieci condizioni presentate dalla Federazione iraniana, considerate da alcuni come eccessive, e menzionando anche come la questione non sarebbe stata accolta con particolare gradimento da Trump.

infantino conferma l’iran ai mondiali e smentisce il caso fifa

A mettere ordine, almeno nelle dichiarazioni ufficiali, è intervenuto Gianni Infantino. Il presidente della Fifa ha affermato che l’Iran giocherà i Mondiali, motivando la scelta con un principio di unione: “Il calcio ci unisce”. Nel discorso collegato al Congresso di Vancouver, Infantino ha anche sottolineato l’esigenza di restare ottimisti e di evitare divisioni, ribadendo che il calcio può contribuire a unire le persone.

Infantino ha inoltre chiarito che non esiste alcuna federazione sospesa. Per quanto riguarda le presenze al Congresso, ha indicato che su 211 federazioni accreditate erano presenti 210 delegazioni. Da qui la smentita sul tema dell’assenza dei dirigenti iraniani, riconducendola a una questione organizzativa e non a provvedimenti di sospensione.

il “caso vancouver”: ingresso negato e permessi revocati

Nonostante le spiegazioni attribuite alla Fifa, i dirigenti della federcalcio iraniana, incluso il presidente Mehdi Taj, non hanno raggiunto Vancouver. Secondo l’agenzia iraniana Tasnim, la delegazione sarebbe stata respinta al controllo di frontiera. Il ministro degli Esteri canadese Anita Anand ha parlato in modo generale di una revoca del permesso di ingresso nel Paese.

Il provvedimento sarebbe entrato in vigore in relazione ai legami tra Taj e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), indicato come un’organizzazione ritenuta terroristica in Canada. La vicenda riprende un precedente analogo: nella settimana precedente, una delegazione iraniana, guidata da Taj, sarebbe stata respinta al confine canadese mentre avrebbe dovuto partecipare al congresso Fifa tenutosi a Vancouver.

grafstrom e la lettera alla federazione: incontro a zurigo

Nel quadro delle conseguenze sul congresso e sulle relazioni con la federazione iraniana, il segretario generale della Fifa Mattias Grafström ha inviato una lettera in cui ha espresso rammarico per il disagio e la delusione subiti dagli iraniani in Canada. Nella comunicazione, Grafström ha invitato la federazione a presentarsi a Zurigo il 20 maggio per un incontro sui Mondiali.

Il passaggio temporale è considerato rilevante perché potrebbe coincidere con il momento in cui l’Iran scioglierà le riserve sulla partecipazione o sull’eventuale rinuncia alla spedizione negli Stati Uniti. In questa fase, la variabile principale resta l’andamento del conflitto, ma anche le garanzie di sicurezza che possono essere offerte, non solo dalla Fifa, ma soprattutto dal presidente Donald Trump.

le condizioni dell’iran per i mondiali 2026

La partecipazione dell’Iran al torneo resta legata all’incertezza sviluppatasi fin dall’inizio della guerra a febbraio, dopo attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica. Nel frattempo, però, la Federazione iraniana ha dichiarato la propria intenzione di prendere parte al Mondiale, pur ribadendo che gli organizzatori devono tenere conto delle preoccupazioni del Paese.

Mehdi Taj ha indicato che un eventuale ritiro priverebbe l’Iran di una risorsa diplomatica. Secondo quanto riportato, Taj ha rilasciato queste affermazioni in un’intervista trasmessa dalla televisione di Stato, precisando che l’eventuale mancata partecipazione inciderebbe su un valore diplomatico rilevante.

10 condizioni: visti, bandiera, inno e sicurezza

Taj ha posto 10 condizioni per la partecipazione. Tra gli elementi citati figurano il rilascio dei visti e il rispetto per lo staff della nazionale, oltre al mantenimento di bandiera e inno nazionale durante il torneo. La lista include anche la richiesta di maggiori misure di sicurezza in aeroporti, hotel e lungo le strade che portano agli stadi.

Per quanto riguarda la logistica, l’Iran dovrebbe alloggiare a Tucson, Arizona. Nel Gruppo G la nazionale affronterà Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto. L’esordio è previsto contro la Nuova Zelanda a Los Angeles il 15 giugno.

visti usa ancora non rilasciati: la dichiarazione di mehdi taj

A poche settimane dall’inizio del torneo, resta un punto critico relativo ai permessi di viaggio: Washington non ha ancora rilasciato i visti ai membri della nazionale iraniana. Mehdi Taj ha riferito questa circostanza all’emittente Nasim, sottolineando che nessun visto sarebbe stato ancora concesso e che i tempi risultano lenti.

La squadra iraniana si recherà in Turchia per circa 15 giorni nella parte finale della settimana, con l’obiettivo di trovare nel frattempo una soluzione. Taj ha anche dichiarato di sperare di poter incontrare Gianni Infantino e il segretario generale della Fifa Mattias Grafström per discutere la questione.

possibili sviluppi e quadro operativo per i mondiali

Il tema del possibile forfait iraniano continua a dipendere da un intreccio di fattori: decisioni sul piano della sicurezza, tempistiche amministrative legate ai visti e garanzie richieste dalla Federazione iraniana. Parallelamente, le comunicazioni e le prese di posizione attribuite alla Fifa mirano a sostenere l’idea di una partecipazione regolare, pur lasciando aperto lo spazio per eventuali sviluppi prima del periodo decisivo indicato per l’incontro a Zurigo.

Personaggi citati

  • Paolo Zampolli
  • Donald Trump
  • Gianni Infantino
  • Fedez
  • Mr Marra
  • Mehdi Taj
  • Anita Anand
  • Mattias Grafström

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