Israele in black list onu per violenze sessuali sui palestinesi
Le Nazioni Unite hanno inserito Israele in una lista nera dedicata ai paesi accusati di violazioni sessuali nelle zone di guerra. La notizia, rilanciata dal Jerusalem Post, è stata confermata tramite un post sul social X dall’ambasciatore israeliano presso l’ONU Danny Danon, alimentando un acceso confronto pubblico tra le accuse contestate e le repliche fornite dalle istituzioni israeliane.
nazioni unite e black list per violenze sessuali nelle zone di guerra
La black list delle Nazioni Unite include paesi e entità accusati di essersi macchiati di violenza sessuale in contesti bellici. Nel perimetro dell’elenco risultano presenti anche Hamas, inserito nel 2025, e alcune organizzazioni terroristiche come Isis. La diffusione della notizia è stata anticipata in esclusiva dal Jerusalem Post e successivamente confermata dall’ambasciatore israeliano Danny Danon con un messaggio pubblicato su X.
Nei giorni precedenti, il New York Times aveva pubblicato un pezzo attribuito al premio Pulitzer Nicholas Kristof, dedicato a denunce relative a stupri e torture sistematiche rivolte a palestinesi arrestati.
inclusione di israele nella lista nera onu: dettagli e tempistiche
Secondo quanto riportato dal Jerusalem Post, dopo una serie di monitoraggi ONU sulle condizioni di detenzione dei palestinesi, il Servizio penitenziario israeliano verrà incluso ufficialmente nella lista nera nel 2026. L’inserimento è previsto con una durata di almeno un anno, secondo quanto indicato dal relativo regolamento.
hamas incluso nel 2025 e ruolo delle indagini onu
Nell’estate del 2025, per la prima volta, sarebbe stato inserito Hamas, con l’accusa di aver usato lo stupro come arma di guerra. L’attività di indagine sulla milizia islamica è stata attribuita alla Rappresentante speciale dell’ONU per la violenza sessuale nei conflitti, Pramila Patten, che avrebbe raccolto testimonianze in relazione agli attacchi del 7 ottobre, inclusi episodi nei kibbutzim colpiti, oltre alle circostanze relative a detenzione degli ostaggi rapiti e portati nella Striscia di Gaza.
accuse sui detenuti palestinesi e richiesta di accesso alle carceri
Per quanto riguarda il possibile inserimento nel 2026, viene citata anche una comunicazione del segretario generale Antonio Guterres, che nell’agosto del 2025 avrebbe avvisato Israele della possibilità di includerlo nella lista nera, collegandola alle accuse di violenze su detenuti palestinesi detenuti nelle carceri. Nella stessa occasione, sarebbe stato esortato a mettere in atto misure volte a prevenire gli abusi.
ostacoli denunciati da haaretz verso patten e lo staff
Secondo quanto riferito dal Haaretz, le autorità israeliane avrebbero ostacolato il lavoro delle Nazioni Unite, negando a Patten e al suo staff l’accesso ai diversi centri di detenzione. La rappresentante ONU avrebbe chiesto di poter visitare le carceri in cui sarebbero rinchiusi i palestinesi arrestati, al fine di verificare le numerose denunce di abusi, violenza, torture e stupri riportate da diverse organizzazioni per i diritti umani.
risposta di danny danon: rigetto delle accuse e critica all’onu
La decisione sarebbe stata accompagnata da una netta contestazione da parte dell’ambasciatore Danny Danon. In una replica riportata nel testo, viene indicato che Danon abbia affermato che Israele avrebbe fornito prove, documenti e risposte dettagliate a ogni accusa. Allo stesso tempo, si sostiene che Israele avrebbe invitato i rappresentanti ONU a recarsi sul posto per esaminare da vicino la situazione, aggiungendo che sarebbe stata scelta l’opzione di non farlo.
accuse di decisione politica e polemica sulla “narrativa”
Nel passaggio riportato, Danon accusa l’ONU di essersi affiancata alle “organizzazioni terroristiche più brutali al mondo” con una “decisione politica”. Viene inoltre riportata l’affermazione secondo cui, quando i fatti non si adattano alla narrativa, l’ONU cambierebbe semplicemente la narrazione. Danon conclude affermando l’intenzione di difendere la verità e smontare le calunnie su ogni palcoscenico possibile, sostenendo che la verità trionferà.
figure chiave citate nel confronto tra onu e israel
Nel racconto relativo alla black list e alle contestazioni collegate risultano menzionate diverse figure istituzionali e giornalistiche, con ruoli specifici nei passaggi descritti:
- Danny Danon, ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite
- Pramila Patten, Rappresentante speciale dell’ONU per la violenza sessuale nei conflitti
- Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite
- Nicholas Kristof, autore del pezzo citato dal New York Times
- Hamas
- Isis
