Israele e Usa volevano Ahmadinejad: piano disperato e retroscena

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Israele e Usa volevano Ahmadinejad: piano disperato e retroscena

Un’ipotesi rilanciata da un’importante testata internazionale ha riacceso il dibattito sul ruolo di Mahmoud Ahmadinejad nell’assetto politico dell’Iran dopo le fasi iniziali di un conflitto. Le ricostruzioni attribuiscono a Stati Uniti e Israele un progetto volto a sostituire la leadership di Teheran, ma le informazioni circolate vengono contestate da fonti e analisti che ne mettono in dubbio la coerenza e la plausibilità.

mahmuod ahmadinejad come possibile guida di teheran: la ricostruzione e le critiche

Il giornalista iraniano Kasra Naji, autore della biografia dedicata all’ex presidente iraniano, commenta la versione secondo cui Washington e Gerusalemme avrebbero puntato su Ahmadinejad per il dopo-conflitto. La posizione di Naji descrive il tentativo come ridicolo e sostiene che l’ex presidente sarebbe ormai irrilevante per i centri decisionali del potere.

Nel ragionamento riportato, viene evidenziato che Ahmadinejad non avrebbe più legami con i luoghi di influenza, in particolare con i pasdaran. Allo stesso tempo, Naji segnala che negli anni successivi le sue tesi si sarebbero ammorbidite e che l’ex presidente avrebbe prospettato una possibile svolta nelle relazioni internazionali. L’eventuale impatto di un ruolo politico sarebbe, però, ritenuto non concretizzatosi.

il bombardamento e l’ipotesi “liberazione”: i dettagli riportati e il confronto

La ricostruzione legata al New York Times indica che la manovra si sarebbe interrotta il primo giorno di guerra, quando Israele avrebbe bombardato l’abitazione di Ahmadinejad, causando il ferimento dell’ex presidente. Secondo fonti statunitensi citate dalla stessa testata, l’attacco mirerebbe a “liberare” Ahmadinejad dagli arresti domiciliari uccidendo i pasdaran di guardia.

Nel testo viene anche richiamato un precedente, presentato come analogo: a giugno 2025, gli israeliani avrebbero dichiarato di aver colpito i cancelli del carcere di Evin per “liberare i detenuti politici”, mentre l’esito sarebbe consistito nel colpire gli edifici in cui erano detenuti i prigionieri.

stato attuale di mahmud ahmadinejad: nascondimento e comunicazioni

Secondo quanto riportato dal sito Avash, l’ex presidente sarebbe nascosto nella propria villa privata. Inoltre, il 9 marzo avrebbe reso omaggio alla nuova guida suprema tramite un sito web personale, Dolate Bahar. Il nome, secondo la ricostruzione, significherebbe “il governo della primavera”, con un riferimento alla figura dell’Imam del Tempo.

dolate bahar e il significato della “primavera” nel quadro ideologico

La primavera viene descritta come rimando all’arrivo dell’Imam del Tempo, atteso con particolare intensità da Ahmadinejad e da altri affiliati alla setta Hojatiyeh. Nel testo viene indicato che l’ideologia della setta sarebbe ritenuta pericolosa perché, nei relativi hadith, si leggerebbe che il Mahdi arriverà quando la terra sarà intrisa di ingiustizia.

Per accelerare tale processo, i membri della setta vengono descritti come orientati a creare ulteriore ingiustizia. Dopo un periodo di 40 giorni di bombardamenti israeliani e statunitensi, l’interpretazione proposta è che gli iraniani non desiderino nuove crisi, con la conseguenza che Ahmadinejad non avrebbe seguito ulteriori sviluppi.

Il testo ricorda anche che Ahmadinejad risulta associato alla repressione di regime del 2009, qualificandolo come mandante secondo la ricostruzione riportata.

speculazioni sulle origini ebraiche e giudizi sull’attendibilità delle fonti

In rete, alcune ipotesi attribuiscono ad Ahmadinejad origini ebraiche e ipotizzano un avvicinamento a Israele. Nel testo, però, viene chiarito che l’autore della biografia Kasra Naji non avrebbe informazioni su tali origini.

trita parsi: difficoltà di valutare la veridicità e implicazioni politiche

Il politologo iraniano-svedese Trita Parsi osserva che sarebbe difficile stabilire la veridicità della ricostruzione. Co-fondatore e vicepresidente esecutivo del Quincy Institute for Responsible Statecraft, Parsi conclude che, se la versione fosse confermata, mostrerebbe piani di guerra più disperati e irrealistici di quanto si pensasse.

Nel testo viene inoltre citato un collegamento con il “piano di Trump e Netanyahu” come elemento in grado di rivelare la portata di un possibile errore di valutazione attribuito a Reza Pahlavi. La ricostruzione descrive come il figlio dell’ultimo scià avrebbe appoggiato pienamente Israele nella speranza che spingesse Trump a insediarlo in Iran, mentre l’ipotesi riportata suggerirebbe che Israele lo avrebbe ingannato, scegliendo di schierarsi apertamente dalla parte di Ahmadinejad.

personalità citate nel quadro delle ricostruzioni

Nel contenuto sono presenti riferimenti diretti a diverse figure coinvolte a vario titolo nel commento e nella lettura politica delle informazioni riportate:

  • Kasra Naji
  • Mahmoud Ahmadinejad
  • Trita Parsi
  • Reza Pahlavi
  • Trump
  • Netanyahu
Israele e Usa volevano rimettere Ahmadinejad alla guida dell’Iran, gli analisti: “Strategia disperata, ormai è irrilevante”
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