Iran usa, trump pensa ad attacco finale: notizie e smentite sui negoziati, nodi irrisolti

• Pubblicato il • 6 min
Iran usa, trump pensa ad attacco finale: notizie e smentite sui negoziati, nodi irrisolti

La partita tra Stati Uniti e Iran resta tesa, con dichiarazioni pubbliche, trattative ad alta intensità e valutazioni interne che cambiano ritmo. Mentre il presidente Donald Trump ribadisce l’idea di una guerra destinata a chiudersi rapidamente, emergono nuove indiscrezioni su possibili mosse militari e sullo stato dei negoziati, ancora segnati da punti di frizione non risolti. Nel frattempo, missioni diplomatiche e mediazioni parallele cercano di evitare un’ulteriore escalation.

donald trump tra negoziati e minaccia di nuovi attacchi contro l’iran

Nel corso di un comizio a Suffern, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che la guerra contro l’Iran “finirà presto”. Nel messaggio alla platea, Trump ha sostenuto che Teheran “muore dalla voglia di fare un accordo” e ha sottolineato la necessità di evitare che l’Iran possa ottenere un’arma nucleare, affermando di averlo colpito “duramente” e di non aver avuto alternative.

Parallelamente, nei flussi di notizie e indiscrezioni sulle trattative tra Iran e Usa, si inserisce un elemento capace di cambiare la prospettiva: secondo quanto riportato da Axios tramite un funzionario statunitense coinvolto o informato sugli sforzi diplomatici, Trump sarebbe sempre più frustrato per la mancanza di sviluppi concreti. In questo quadro, avrebbe preso in considerazione la possibilità di un’“ultima grande operazione militare”, dopo la quale potrebbe dichiarare la vittoria e mettere fine alla guerra.

incontro con i consiglieri per la sicurezza nazionale: aggiornamenti e scenari

Axios ha riferito anche che Trump ha tenuto un incontro con i consiglieri alla sicurezza nazionale. Le informazioni, attribuite a due funzionari statunitensi, indicano che il presidente americano stia seriamente valutando la possibilità di lanciare nuovi attacchi contro l’Iran, a meno di una svolta dell’ultimo minuto nei negoziati. Durante il meeting, il presidente sarebbe stato aggiornato sullo stato dei colloqui e sui diversi scenari che potrebbero aprirsi nel caso in cui i colloqui fallissero.

partecipanti al meeting di trump e focus sui possibili esiti

Secondo le fonti citate da Axios, all’incontro hanno preso parte anche il vicepresidente JD Vance, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il direttore della Cia John Ratcliffe e la capo dello staff della Casa Bianca Susie Wiles, oltre ad altri funzionari. L’oggetto centrale della riunione è stato l’aggiornamento sullo stato dei negoziati e sulla valutazione delle alternative operative qualora i colloqui non producessero risultati.

missioni a teheran: pakistano e qatar nel tentativo di evitare una ripresa della guerra

La riunione di Trump si è svolta mentre aumentavano le iniziative parallele per tentare di sbloccare la situazione. Il capo dell’esercito pakistano Asim Munir si sarebbe recato a Teheran in un apparente tentativo dell’ultimo minuto per colmare le divergenze e prevenire una ripresa della guerra. In parallelo, una delegazione del Qatar sarebbe arrivata nella capitale iraniana per sostenere gli sforzi di mediazione.

Munir dovrebbe incontrare il generale Ahmad Vahidi, comandante dei Guardiani della Rivoluzione e considerato una figura chiave nel processo decisionale iraniano. Nel quadro complessivo, un funzionario statunitense informato sugli sforzi diplomatici ha descritto i negoziati come “estenuanti”, precisando che le bozze “vanno avanti e indietro ogni giorno” senza grandi progressi.

nodi irrisolti nei negoziati usa-iran: nucleare, fine delle ostilità e sanzioni

In assenza di una svolta diplomatica, Stati Uniti e Israele potrebbero procedere con nuovi attacchi congiunti contro l’Iran, secondo il Wall Street Journal. Le stesse fonti riportate dal quotidiano indicano che il nodo centrale riguarda i contenuti dell’intesa preliminare: gli Stati Uniti chiedono limiti al programma nucleare iraniano, mentre Teheran mirerebbe principalmente a porre fine alle ostilità e a ottenere un alleggerimento delle sanzioni.

L’agenzia iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran, citando una fonte vicina al team negoziale iraniano, sostiene che alcuni progressi sarebbero stati compiuti rispetto al passato su specifici temi, ma che non si raggiungerà alcun accordo finché tutte le questioni controverse non saranno risolte. La stessa fonte precisa che l’attenzione sarebbe ora sulla fine della guerra: finché quel punto non sarà definito, nessun altro argomento verrebbe negoziato. Viene inoltre affermato che i testi diffusi da alcuni media occidentali sui dettagli dell’intesa non sarebbero accurati e che consultazioni e discussioni sulle questioni controverse sarebbero ancora in corso senza un risultato finale.

notizie e smentite: dichiarazioni iraniane sulla distanza dall’accordo

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha dichiarato che i colloqui tra Iran e Stati Uniti non sarebbero necessariamente vicini a una conclusione positiva, nonostante la visita a Teheran del capo dell’esercito pakistano. Interrogato sulla missione di Munir, Baghaei ha affermato che, pur diventando più frequenti, questi scambi rappresenterebbero la continuazione dello stesso processo diplomatico e che non sarebbe possibile affermare di essere arrivati a un punto in cui un accordo sia vicino.

Baghaei ha aggiunto che le divergenze tra Iran e Stati Uniti sarebbero così profonde e ampie da rendere improbabile una chiusura dopo pochi round di visite o negoziati nell’arco di poche settimane.

possibile annuncio a ore e punti della bozza finale: fine dei combattimenti e garanzie di navigazione

Secondo quanto riportato dalla tv satellitare al-Arabiya tramite l’account X in inglese, sarebbe possibile un annuncio nelle prossime ore riguardante un accordo tra Iran e Stati Uniti. La ricostruzione include alcuni aspetti indicati come contenuti di una “bozza finale”. Tra i punti citati figurano: fine delle operazioni militari e della “guerra mediatica”, cessate il fuoco immediato in modo totale e senza condizioni su tutti i fronti, garanzie per la libertà di navigazione nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman.

rubio su hormuz e pedaggi: posizione americana definita e rifiuto della richiesta iraniana

Il segretario di Stato americano Mario Rubio ha affermato che accettare che l’Iran imponga pedaggi per il transito nello Stretto di Hormuz sarebbe “semplicemente inaccettabile”. Rubio ha sostenuto che l’eventualità non dovrebbe verificarsi: se accadesse nello Stretto di Hormuz, secondo la sua impostazione, potrebbe verificarsi anche in altri luoghi nel mondo.

Rubio ha anche collegato la questione alla dimensione globale del traffico marittimo, chiedendo perché i paesi di tutto il mondo non potrebbero avanzare richieste analoghe. Nel suo intervento, ha richiamato la vitalità dello Stretto, citando l’attenzione anche verso i paesi dell’Indo-Pacifico. Secondo quanto riportato, gli iraniani starebbero cercando di convincere l’Oman ad associarsi a un “sistema di pedaggi”. Il segretario di Stato ha dichiarato di non conoscere paesi che si dichiarino favorevoli a una simile richiesta, ad eccezione dell’Iran.

quadro politico e militare: figure statunitensi citate nei riferimenti alla sicurezza nazionale

Durante il meeting attribuito a Trump dai riferimenti riportati, sono stati menzionati i principali responsabili coinvolti nelle valutazioni su negoziati e scenari di sicurezza.

  • Donald Trump
  • JD Vance
  • Pete Hegseth
  • John Ratcliffe
  • Susie Wiles

Per te