Iran uranio e armi nucleari perche gli usa temono che la guerra non fermi i piani di teheran

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Iran uranio e armi nucleari perche gli usa temono che la guerra non fermi i piani di teheran

La corsa tra intelligence e scena geopolitica torna al centro: i servizi Usa valutano che, nonostante un’azione militare condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, i tempi per la costruzione di un’arma nucleare non avrebbero subito variazioni sostanziali. Il quadro delineato poggia su stime e motivazioni tecniche, con particolare attenzione allo stato delle riserve e alla natura degli obiettivi colpiti.

iran e uranio: impatto limitato secondo i servizi usa

Secondo fonti dell’intelligence statunitense citate da Voice of America, l’operazione militare lanciata contro la repubblica islamica avrebbe prodotto un impatto limitato sul programma nucleare iraniano. In sostanza, la durata necessaria a Teheran per giungere a un’arma nucleare sarebbe rimasta invariata rispetto alla fase precedente, indicata come “estate scorsa”.

nessuna frenata sui tempi: dalle stime pre-attacchi ai nuovi calcoli

Le valutazioni dei servizi indicano che, prima dell’avvio degli attacchi, l’Iran avrebbe potuto disporre del materiale necessario per costruire una bomba atomica entro tre-sei mesi. Dopo gli attacchi di giugno alle strutture di Natanz, Fordow e Isfahan, il tempo stimato sarebbe salito fino a nove mesi-un anno.

Le nuove stime, elaborate dopo la guerra avviata il 28 febbraio, non segnalerebbero cambiamenti significativi rispetto alle previsioni precedenti, mantenendo il quadro complessivo sostanzialmente stabile.

riserva di uranio e depositi sotterranei profondi

Tre fonti dell’intelligence statunitense, contattate dalla Reuters e riportate tramite Haaretz, spiegano che una delle ragioni principali alla base della stabilità delle stime riguarda la presenza di riserve significative di uranio altamente arricchito. Tali riserve sarebbero stoccate in depositi sotterranei profondi, indicati come di difficile accesso.

focus su obiettivi non nucleari: perché l’effetto sarebbe rimasto limitato

Le fonti precisano che, pur con l’interessamento di alcuni obiettivi legati al programma nucleare, tra cui un impianto di arricchimento dell’uranio, l’impostazione degli attacchi statunitensi si sarebbe concentrata principalmente su capacità militari convenzionali della repubblica islamica, oltre che su leadership e infrastrutture militari e industriali. Proprio questo avrebbe contribuito a mantenere limitato l’impatto complessivo.

riconferma delle valutazioni: dichiarazioni di eric brewer

In linea con il quadro generale, l’analista americano Eric Brewer, già autore di valutazioni sul programma nucleare di Teheran, ha dichiarato di non essere rimasto sorpreso. Secondo quanto riportato, gli attacchi recenti non si sarebbero focalizzati principalmente su obiettivi nucleari.

Brewer ha inoltre affermato che, per quanto noto, l’Iran possederebbe ancora tutto il materiale nucleare, presumibilmente stoccato in depositi sotterranei profondi e inaccessibili alle munizioni statunitensi.

personaggi citati

  • Eric Brewer

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