Iran respinge il piano Usa, Trump furioso con Teheran

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Iran respinge il piano Usa, Trump furioso con Teheran

Il fronte delle relazioni tra Stati Uniti e Iran, insieme alle dinamiche in Medio Oriente, continua a intensificarsi con dichiarazioni e risposte che fotografano distanze ancora ampie. Su più fronti emergono posizioni nette: rifiuto del piano di pace statunitense da parte di Teheran, contromosse e valutazioni di Washington, mentre sullo sfondo restano temi legati alla navigazione, alle operazioni europee e agli episodi di violenza nell’area.

iran respinge il piano di pace us: richieste eccessive

Secondo quanto riportato dai media iraniani citati da Sky News, l’Iran ha respinto il piano statunitense. La televisione di stato Press TV sostiene che l’iniziativa avrebbe come esito la sottomissione di Teheran alle richieste considerate eccessive avanzate da Donald Trump.

Il piano iraniano, come descritto nelle comunicazioni riportate, mette al centro due punti principali: la richiesta che gli Stati Uniti paghino riparazioni di guerra e il riaffermare la sovranità dell’Iran sullo Stretto di Hormuz. Viene inoltre ribadita l’esigenza di porre fine alle sanzioni e di ottenere il rilascio di beni e proprietà sequestrate al Paese.

trump attacca la risposta di teheran: non mi piace

Il presidente americano Donald Trump ha commentato l’esito della risposta iraniana definendola inappropriata. In una breve telefonata con Axios, Trump ha dichiarato: “Non mi piace la loro lettera. È inappropriata. Non mi piace la loro risposta”. Il presidente si è rifiutato di entrare nei dettagli sui contenuti della risposta.

Secondo la ricostruzione, gli Stati Uniti avevano atteso per giorni la replica di Teheran, per giungere a un quadro che mostrasse ulteriori passi verso un accordo. La reazione iniziale attribuita a Trump viene presentata come indicativa di una direzione opposta rispetto alle aspettative della Casa Bianca.

fonte iraniana: nessun piano per compiacere trump

Una fonte iraniana, citata da Sky News tramite l’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, ha risposto alle critiche di Trump sostenendo che non abbia importanza se al presidente americano il piano di Teheran “non piaccia”.

La fonte attribuisce alle negoziazioni un obiettivo esclusivamente legato ai diritti nazionali dell’Iran, affermando che nessuno a Teheran scrive piani per compiacere Trump. Nel messaggio viene anche evocata la tendenza di Trump a non amare la realtà, indicando che questo elemento porterebbe a una serie di sconfitte della strategia americana.

stati uniti: monitoraggio delle scorte di uranio arricchito dell’iran

Nel quadro delle dichiarazioni riportate, Trump ha anche affermato che gli Stati Uniti stanno monitorando le scorte residue di uranio arricchito dell’Iran. Il presidente ha aggiunto che, “a un certo punto”, gli Stati Uniti se ne impadroniranno.

minacce e sorveglianza sul sito nucleare

Trump ha collegato il tema alle motivazioni già esposte in passato sull’intervento militare, sostenendo che la finalità sarebbe stata quella di garantire che l’Iran non potesse mai dotarsi di un’arma nucleare. Nella stessa cornice viene ricordata l’affermazione di Trump secondo cui lo scorso anno sarebbero stati colpiti siti nucleari iraniani.

Il racconto attribuito al presidente ridimensiona la possibilità che l’Iran conservi ancora una quantità significativa di uranio, e richiama la tesi secondo cui tale materiale sarebbe sepolto nei siti indicati, secondo quanto riferito da ispettori internazionali.

Ad aprile Trump aveva detto di “non curarsi affatto” dell’uranio arricchito sostenendo che si trovi a una profondità eccessiva nel sottosuolo. Nella stessa intervista diffusa domenica, Trump ha ribadito che il monitoraggio riguarda il sito e ha avvertito che, se qualcuno si avvicinasse, gli Stati Uniti ne verrebbero a conoscenza e lo farebbero saltare in aria.

operazione aspides e libertà di navigazione: valutazioni ue

L’alto rappresentante dell’Unione europea Kaja Kallas ha dichiarato che sarà discusso un eventuale aggiustamento degli obiettivi della missione Aspides. Il focus indicato riguarda la libertà di navigazione e l’operazione in corso.

possibili modifiche ai piani operativi per sminamento e scorta

Secondo le parole riportate, la valutazione riguarderà se esista la volontà di modificare anche i piani operativi della missione, così da consentire un contributo alle attività di sminamento e scorta alle navi.

netanyahu: israel protegge i cristiani

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha minimizzato episodi recenti descritti come anticristiani, definendoli “aberrazioni” isolate e riferendo che i responsabili sarebbero stati puniti o che gli errori sarebbero stati corretti. Nel corso di un’intervista a “60 Minutes” della Cbs, Netanyahu ha inoltre richiamato valori e storia condivisi da Israele con i cristiani e il cristianesimo.

dichiarazioni su episodi e relazioni con i cristiani

Le dichiarazioni, secondo il Times of Israel, comparirebbero in una parte dell’intervista non registrata e non trasmessa, riportata nella sola trascrizione integrale della Cbs.

Nel colloquio, Netanyahu avrebbe risposto a domande su incidenti che avrebbero danneggiato le relazioni di Israele con i cristiani. Tra le vicende citate figurano il divieto di accesso alla Chiesa del Santo Sepolcro per il Patriarca latino di Gerusalemme a Pasqua, la distruzione di una statua di Gesù da parte di un soldato delle Forze di Difesa Israeliane in Libano, e l’attacco a una suora nella Città Vecchia di Gerusalemme.

Alla possibilità che gli episodi celino un trend di ostilità verso i cristiani, Netanyahu avrebbe replicato definendo l’ipotesi una “incredibile invenzione”. Il premier ha affermato che Israele sarebbe l’unico luogo nella regione in cui i cristiani “prosperano”, mentre nei Paesi arabi confinanti sarebbero “schiacciati, repressi, a volte massacrati”. Netanyahu ha concluso sostenendo che Israele protegge i cristiani, valorizza il cristianesimo e condivide radici comuni, aggiungendo che vi sarebbe un tentativo di falsificare sia la storia comune sia gli eventi attuali, definendo le contestazioni “aberrazioni”.

attacco hezbollah in libano: ucciso un riservista idf

Nel nord di Israele, un riservista delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) è rimasto ucciso in un attacco attribuito a Hezbollah. L’evento è stato collegato a droni esplosivi e l’annuncio arriva dall’esercito.

identificazione del sergente maggiore alexander glovanyov

Il soldato deceduto è stato identificato come sergente maggiore riservista Alexander Glovanyov, di 47 anni, autista del 6924mo Battaglione del Centro Trasporti. L’uomo era originario di Petah Tikva.

Secondo le informazioni dell’indagine militare, i droni esplosivi lanciati da Hezbollah avrebbero colpito territorio israeliano vicino al confine con il Libano, e uno dei droni avrebbe ucciso il riservista.

persone citate nelle dichiarazioni e negli eventi

  • Donald Trump
  • Benjamin Netanyahu
  • Kaja Kallas
  • Alexander Glovanyov
L’Iran respinge il piano di pace Usa: “Richieste eccessive”. Trump. “La loro risposta non mi piace, è inopportuna”
Categorie: NewsPolitica

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