Iran, il piano in 14 punti di teheran e la nuova minaccia di trump

• Pubblicato il • 4 min
Iran, il piano in 14 punti di teheran e la nuova minaccia di trump

Una possibile ripresa del conflitto viene considerata una variabile concreta dagli Stati Uniti. Donald Trump, mentre prendeva posto sull’Air Force One, ha affrontato il tema con un’apertura alle “possibilità” senza esprimere fiducia, collegando la questione anche alle conseguenze di eventuali nuove azioni dall’Iran. Sullo sfondo, la proposta iraniana di 14 punti per “porre fine alla guerra” su più fronti ha ricevuto un’accoglienza immediatamente segnata dallo scetticismo.

donald trump e la possibile ripresa del conflitto

Interpellato dai giornalisti mentre si imbarcava sull’Air Force One, Donald Trump ha dichiarato di non credere che l’eventuale piano dell’Iran possa risultare accettabile. Nel rispondere a una domanda sulla ripartenza degli attacchi all’Iran, il presidente Usa ha indicato che, se le parti si comporteranno in modo negativo o compiranno “cose brutte”, esiste la possibilità che la dinamica del conflitto possa tornare a intensificarsi.

Trump ha inoltre inserito il tema in un contesto di tempistiche e continuità politica, collegando l’idea di evitare un accordo a considerazioni sul tempo necessario per gestire gli effetti di una decisione immediata. Secondo quanto dichiarato, se gli Stati Uniti se ne fossero andati subito, sarebbero serviti 20 anni per ricostruire; al tempo stesso, il presidente ha spiegato che questa opzione non rientra nella linea attuale.

proposta iraniana in 14 punti: scetticismo e verifica

In parallelo ai commenti sulla ripresa degli attacchi, Trump ha parlato della nuova proposta presentata dall’Iran. In un post su Truth, il presidente ha espresso dubbi sulla possibilità che il piano venga accettato, osservando che l’Iran non avrebbe ancora pagato un “prezzo abbastanza alto” per quanto compiuto nei confronti dell’umanità e del mondo nell’arco degli ultimi 47 anni.

Le dichiarazioni sono arrivate poco dopo il colloquio con i giornalisti a bordo dell’Air Force One in Florida. Alla richiesta su un’eventuale visione del documento, Trump ha risposto di non averlo visto e di essere stato informato solo sul “concetto di accordo”, chiarendo che avrebbe ricevuto il testo esatto e che avrebbe fornito aggiornamenti in un momento successivo.

piano iraniano per porre fine alla guerra su tutti i fronti

Secondo quanto riportato dall’agenzia Tasnim, l’Iran ha presentato agli Stati Uniti un piano articolato in 14 punti con l’obiettivo di “porre fine alla guerra” su tutti i fronti, includendo anche il Libano. La proposta viene presentata come risposta a un precedente piano di nove punti inviato da Washington, nel quale figurerebbe una scadenza di due mesi per un cessate il fuoco.

rifiuto di accordi provvisori e richiesta di una fine completa

Teheran avrebbe respinto qualsiasi accordo provvisorio prolungato, insistendo invece affinché venga raggiunta una soluzione completa entro 30 giorni. La cornice richiesta riguarda una “fine della guerra” permanente, posta come alternativa alla logica di una tregua temporanea.

garanzie di sicurezza e ritiro delle forze statunitensi

La proposta iraniana prevede garanzie di sicurezza considerate sostanziali, con lo scopo di prevenire future aggressioni militari contro il territorio nazionale. Nel quadro delineato, viene incluso il ritiro delle forze statunitensi dall’area circostante.

La parte relativa alle misure include anche la revoca delle attuali restrizioni navali e dei blocchi imposti, oltre al dissequestro dei beni iraniani detenuti all’estero. È inoltre previsto il riconoscimento di un risarcimento per i danni attribuiti alle sanzioni e alla pressione militare.

misure economiche e governance nello stretto di hormuz

Sul piano economico, il documento iraniano postula la rimozione completa di tutte le sanzioni, sia statunitensi sia internazionali, rivolte contro l’Iran.

Il piano supera la dimensione esclusivamente bilaterale Iran-Usa, richiedendo la cessazione di quella che viene definita una “guerra su tutti i fronti”, con esplicito riferimento alle dinamiche conflittuali legate al Libano.

La proposta include anche l’istituzione di un nuovo meccanismo di governance per lo stretto di Hormuz, snodo cruciale per il transito petrolifero globale. L’obiettivo indicato è assicurare stabilità e un flusso marittimo ininterrotto.

Categorie: NewsPolitica

Per te