Intervista a paoo gerbaudo: evangelici e il sistema eleonora
La presenza delle comunità latinoamericane evangeliche sta cambiando il volto religioso e culturale della Spagna con una crescita rapida e visibile. In un Paese tradizionalmente segnato dal cattolicesimo, l’espansione di chiese evangeliche e pentecostali introduce modelli di culto, linguaggi e strategie organizzative capaci di incidere sul tessuto sociale, politico e mediatico. Numeri in forte aumento, pratiche di forte impatto e legami con dinamiche elettorali emergono come elementi centrali di questo mutamento.
crescita delle chiese evangeliche in spagna e impatto nelle città
In tre decenni il numero di fedeli e la presenza delle comunità evangeliche si sono decuplicati, arrivando a rappresentare circa il 2% della popolazione. L’immigrazione verso la Spagna proviene soprattutto da Nordafrica, in particolare Marocco e Senegal, oltre che dall’America Latina, culturalmente e linguisticamente più vicina. Negli ultimi anni, oltre agli spostamenti demografici, è cresciuto anche un fenomeno religioso percepito come difficilmente assimilabile: l’espansione delle chiese evangeliche e pentecostali.
Il segnale più tangibile riguarda i luoghi di culto: i centri religiosi evangelici sono aumentati del 40% negli ultimi 15 anni e risultano quasi mille su tutto il territorio spagnolo. Questa crescita è osservabile anche nelle strade, con una maggiore evidenza nelle aree di Madrid e Barcellona.
evangelici e cattolici spagnoli: mobilitazione diversa e funzioni “spettacolari”
La Spagna è un Paese a fede cattolica, ma con bassa partecipazione al culto: chiese sempre più vuote e una crisi vocazionale indicano difficoltà di continuità. In tale contesto, le comunità evangeliche mostrano una capacità di mobilitare e coinvolgere, anche grazie alla spettacolarizzazione

