Inter addio beccalossi, i ricordi dei compagni e del club
La scomparsa di Evaristo Beccalossi, avvenuta all’età di 69 anni, lascia un vuoto profondo nel mondo del calcio italiano e, in modo ancora più marcato, nel cuore dei tifosi dell’Inter. La figura del fantasista è rimasta legata in modo indissolubile alla storia nerazzurra, prima come giocatore e poi come sostenitore e presenza costante al fianco del club. In occasione della perdita, l’Inter ha scelto parole ampie e sentite per raccontare un’identità che va oltre i numeri: talento, estro, visione e un modo unico di stare in campo.
funerali Evaristo Beccalossi: data e orari della camera ardente
Le esequie di Evaristo Beccalossi si svolgeranno venerdì 8 maggio alle 13.45 presso la Chiesa Conversione di San Paolo a Brescia. La camera ardente sarà allestita presso Fondazione Poliambulanza con questi orari: oggi dalle 12 alle 19 e domani dalle 9 alle 19. A rendere note le disposizioni è stata la figlia Nagaja, accompagnando l’annuncio con un “Grazie a tutti” per i numerosi messaggi di cordoglio e vicinanza giunti da tutto il mondo del calcio, con particolare attenzione alla comunità interista.
il ricordo dell’inter: Beccalossi sempre “uno di noi”
Il club ha sintetizzato il legame con Beccalossi in un’immagine diretta e riconoscibile: Evaristo era sempre uno di noi. Nel messaggio si sottolineano la sua natura ineffabile, la capacità di esprimersi attraverso dribbling irripetibili e un carattere definito come unico anche nel modo di trattare il pallone. Il testo insiste sul valore della sua impronta calcistica: il talento viene descritto come qualcosa che non si impara, piuttosto un dono da coltivare, e la parabola di Beccalossi è presentata come un percorso in cui la fantasia prende forma tra destra e sinistra, con l’idea di un giocatore capace di diventare praticamente onnipotente con entrambi i piedi.
driblossì e l’arte di saltare gli avversari
La narrazione richiama il soprannome “Driblossì”, associato a Gianni Brera, e ribadisce l’essenza del suo calcio: dribblare, saltare gli avversari, lanciare azzardi sfrontati spesso riusciti con leggerezza. Viene messo al centro il lato romantico del gioco, descritto come un percorso capace di far innamorare i tifosi, sostenuto da una gestualità distintiva, dai riccioli sulle spalle e dalla cadenza inconfondibile in mezzo al campo.
massimo moratti su Beccalossi: classe, estro e ricordi indelebili
Tra i commenti raccolti, Massimo Moratti ha definito la scomparsa un grandissimo dispiacere. L’ex presidente ha ricordato che Beccalossi era più di un giocatore dell’Inter, capace di lasciare nella memoria gol e momenti che restano vivi per tutta la vita. Il suo ricordo si concentra su una classe notevole e su un feeling speciale con il pallone, descritto come un elemento che sembrava desiderare di stare vicino a lui.
Moratti ha aggiunto di voler gli bene perché Beccalossi era capace di farsi voler bene: era estroso, faceva qualcosa di diverso e risultava piacevole da osservare, con una predisposizione naturale alla creatività.
fulvio collovati e ivan bordon: incompreso, amato e decisivo per i tifosi
Il messaggio dell’Inter richiama anche l’eco delle parole di altri ex compagni. Fulvio Collovati ha rivolto un saluto che sottolinea grandezza e complicità, parlando di un giocatore a volte incompreso e di un onore nel condividere il campo. Un’attenzione particolare è riservata al valore del suo esempio: la mancanza è descritta con tono diretto e personale, con un abbraccio forte nel ricordo.
Ivan Bordon, ex portiere, ha evidenziato il bel periodo vissuto insieme e i anni considerati bellissimi. Nel suo intervento compare un passaggio rilevante: la perdita viene indicata come significativa non solo per i tifosi dell’Inter, ma per tutti gli appassionati di calcio, perché la morte di Beccalossi è presentata come una perdita per il mondo del pallone.
gianpiero marini: allegria, classe e fantasia che non si trovano facilmente
Gianpiero Marini, compagno di squadra di Beccalossi all’Inter e con lui vincitore dello scudetto nel 1980, ha raccontato il rapporto di amicizia e le occasioni di ritrovo con altri ex nerazzurri, sottolineando come Beccalossi fosse, tra tutti, quello che portava più allegria. Marini ha poi insistito sulla difficoltà di trovare calciatori con classe e fantasia paragonabili, descrivendo Beccalossi come un giocatore nato per giocare e in grado di portare gioia.
Il ricordo prosegue con un’indicazione chiara: la grandezza del suo modo di fare calcio avrebbe potuto condurre anche a molto di più, secondo quanto espresso da Marini.
numeri e momenti di Beccalossi: gol, assist e visione di gioco
Il messaggio dell’Inter presenta la sintesi del profilo sportivo di Beccalossi: 37 gol in 215 apparizioni e un’unica fotografia complessiva che include anche uno Scudetto e una Coppa Italia. La descrizione mantiene una prospettiva che mette al centro la funzione del fantasista: più dei titoli, Beccalossi viene raffigurato come l’uomo dei sogni, capace di regalare magie in qualunque momento, con la pazienza che viene richiesta ai tifosi quando la magia non arriva subito.
la decina sulle spalle e il contributo del 1980
La ricostruzione ricorda l’arrivo all’Inter nel 1978 dal Brescia, squadra della città di origine. Il passaggio viene descritto come immediato nell’impatto con San Siro, dove Beccalossi si trova subito a indossare la numero 10, dopo il riferimento a Sandro Mazzola come predecessore. Il messaggio collega l’attenzione del club a una partita in cui Beccalossi avrebbe dribblato cinque giocatori prima di fallire un gol davanti al portiere, in un racconto che rafforza l’idea di fantasia come cifra.
Nel 1980, insieme al coro citato nel ricordo, viene ricordato che molti tifosi non erano ancora nati, ma che quel canto accompagnò l’Inter di Bersellini verso il dodicesimo Scudetto. La squadra citata include Bordon, Baresi, Altobelli, Caso, Bini, Marini, Oriali, Canuti, Pasinato, Muraro, Mozzini, Pancheri, Ambu, Cipollini, Occhipinti e, naturalmente, Evaristo Beccalossi. Nel racconto figura anche un riferimento ai sette gol e alle marcature nel derby dell’8 ottobre 1979, con una descrizione del gesto tecnico come un destro al volo di leggerezza su un campo senza erba.
eventi di coppa e trasformazioni “artistiche”
Il messaggio dell’Inter affronta anche le serate difficili. È richiamata una circostanza in cui, in una notte di coppa, sarebbero arrivati due errori dal dischetto nell’arco di cinque minuti, seguiti da una reazione interpretata come geniale e trasformata in qualcosa di artistico. Il riferimento porta al monologo portato a teatro dall’attore Paolo Rossi, collegando ancora una volta Beccalossi a un’idea di creatività capace di mutare la percezione di una serata storta.
il legame con San Siro e la sua imprevedibilità
Nel ricordo viene inserita una frase attribuita a Beccalossi che riassume la sua capacità di cambiare gli equilibri del gioco: quando arrivava a San Siro, i compagni non sapevano se avrebbero giocato in 10 o in 12, perché tutto dipendeva da lui. La descrizione sostiene così un’immagine di giocatore capace di creare situazioni continuamente diverse, con destro, sinistro, gol e visione di gioco.
Beccalossi e l’identificazione del popolo interista
Il testo evidenzia come, nel tempo, la relazione tra Beccalossi e la tifoseria sia rimasta centrale. È riportata l’idea che il popolo interista si identificava nella squadra e in ciò che quel tipo di calcio rappresentava, con un richiamo alla volontà di lasciare un buon ricordo. Accanto alla malinconia, viene evocata anche una tristezza profonda legata alle ore della scomparsa, descritte come accompagnate dall’ultima immagine simbolica: un dribbling della vita.
personaggi ricordati nei messaggi
- Evaristo Beccalossi
- Nagaja
- Massimo Moratti
- Fulvio Collovati
- Ivan Bordon
- Gianpiero Marini
- Gianni Brera
- Peppino Prisco
- Paolo Rossi
- Sandro Mazzola
- Bersellini
