Inchiesta arbitri pressioni dei club nelle intercettazioni di rocchi svolta o conferme

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Inchiesta arbitri pressioni dei club nelle intercettazioni di rocchi svolta o conferme

L’indagine sugli arbitri continua a generare scosse nella Serie A, con l’attenzione che resta concentrata sulle conversazioni tra i protagonisti della vicenda e sui presunti condizionamenti nella scelta dei direttori di gara. Il quadro delle ultime ore si alimenta di nuovi dettagli emersi in sede di audizione, mentre la Procura di Milano prosegue l’attività istruttoria su episodi riferiti alle stagioni più recenti.

inchiesta arbitri, conversazioni tra gianluca rocchi e riccardo pinzani

Nel corso degli accertamenti, le indagini si sviluppano a partire dalle conversazioni tra Gianluca Rocchi, designatore arbitrale autosospeso e indagato per frode sportiva, e Riccardo Pinzani. Pinzani risulta indicato come club referee manager della Lazio, mentre fino alla scorsa stagione avrebbe ricoperto il ruolo di coordinatore dei rapporti con le società per l’aia. Pinzani è stato sentito ieri dal pm titolare dell’inchiesta, Maurizio Ascione, per tre ore.

Stando a quanto appreso, l’audizione avrebbe toccato domande e richieste connesse alle intercettazioni risalenti alla primavera 2025. Le intercettazioni riguarderebbero partite dello stesso periodo e, secondo quanto emerge, avrebbero alimentato interrogativi sul contenuto delle conversazioni e sull’eventuale ruolo di ciascun interlocutore.

pinzani e rocchi: ruoli e contesto delle interlocuzioni

In base alla ricostruzione, Pinzani avrebbe avuto un ruolo che, per sua natura, lo portava a confrontarsi con le società calcistiche. I club, attraverso i loro referee manager, possono esprimere sia critiche sia gradimenti rispetto alle scelte dei fischietti.

Differente sarebbe invece il perimetro operativo di Rocchi. Il focus dell’inchiesta si concentra su possibili rapporti diretti tra il designatore e le società, così come sull’eventuale influenza esercitata dalle “pretese” attribuite ai club nella selezione degli arbitri.

inchiesta arbitri: filoni su rocchi e sui presunti episodi all’ibc di lissone

Uno dei filoni dell’inchiesta riguarda quanto contestato sul piano delle designazioni e sul presunto collegamento tra interlocuzioni e scelte dei direttori di gara. Un secondo filone, invece, attiene a quanto sarebbe accaduto all’Ibc di Lissone, con le presunte “bussate” al vetro” della sala del video assistant referee.

Nei prossimi giorni sono previste audizioni di diversi testimoni. Tra le persone che verranno sentite figura anche Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter. Insieme a Pinzani e ad Andrea Butti, responsabile dell’Ufficio competizioni della Lega Serie A, le richieste istruttorie continuano a intercettare figure chiamate a vario titolo a interfacciarsi con l’organizzazione del sistema arbitrale.

inchiesta arbitri, ruolo di andrea butti e competenze in lega serie a

La durata dell’audizione di Andrea Butti sarebbe stata di circa tre ore. Butti, responsabile dell’Ufficio competizioni della Lega Serie A, è stato sentito ieri pomeriggio davanti al pubblico ministero Maurizio Ascione.

Butti risulta dirigente dell’Inter dal 2002 al 2013, con incarichi tra cui capo ufficio stampa e team manager della prima squadra. Dal 2019 ricopre la funzione di head of competitions and operations della Lega Serie A, con competenza nella definizione dei calendari del campionato e nei rapporti con i club. Non risulta indagato: l’audizione lo colloca come persona informata sui fatti.

inter e giorgio schenone: intercettazione su rocchi e gervasoni

Nelle ultime ore ha attirato l’attenzione un’intercettazione portata alla luce da organi di stampa, risalente al 2 aprile 2025, giorno della semifinale di andata di Coppa Italia tra Inter e Milan.

intercettazione e frase su daniele doveri

Secondo la ricostruzione, nella conversazione tra Rocchi e Andrea Gervasoni sarebbe emerso un riferimento a direttori di gara considerati “graditi” all’Inter per il finale della passata stagione. La frase più discussa riguarda Daniele Doveri, indicato come “non gradito” ai nerazzurri.

Nel passaggio riportato, Rocchi avrebbe detto a Gervasoni: “Loro non lo vogliono più vedere”. Da qui si collega l’ipotesi secondo cui, in funzione del ritorno di Coppa Italia del 23 aprile 2025, la scelta sarebbe stata influenzata dall’obiettivo di evitare la presenza di Doveri in un’eventuale finale di Coppa Italia e nelle ultime giornate di Serie A 2024-25.

“loro” e attribuzione del riferimento interista

Il riferimento contenuto nell’intercettazione non consentirebbe, secondo gli atti, l’identificazione con sufficiente attendibilità del soggetto a cui si allude. Tuttavia, gli inquirenti potrebbero valutare un collegamento basato sul ruolo: il riferimento sarebbe potenzialmente riconducibile a un dirigente indicato come figura addetta a interloquire con il referente della Commissione arbitrale nazionale per i rapporti ufficiali con le società, con un nome emerso nella telefonata.

Allo stato, però, non risultano presenti prove certe che il soggetto indicato corrisponda a Giorgio Schenone.

presunto vertice a san siro e ipotesi di schermatura della designazione

La sera del 2 aprile 2025, mentre a San Siro si svolgeva la semifinale d’andata di Coppa Italia tra Milan e Inter (terminata in parità), sarebbe avvenuto il presunto “vertice” che, secondo chi indaga, coinvolgerebbe Rocchi e altri fischietti.

Nel procedimento restano cinque indagati: oltre a Rocchi e al supervisore Var Andrea Gervasoni, risultano coinvolti gli assistenti Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo; Daniele Paterna è accusato di falsa testimonianza.

Il fascicolo si concentra su cinque partite riconducibili al periodo in cui maturerebbero i fatti, con un riferimento temporale legato all’ottobre 2024.

ipotesi accusatoria su inter-milan e designazione di daniele doveri

Secondo l’impianto accusatorio, il designatore Rocchi avrebbe agito “in concorso con più persone” al Meazza per “combinare” o “schermare” la designazione dell’arbitro Daniele Doveri per la semifinale di ritorno di Coppa Italia del 23 aprile. L’obiettivo contestato sarebbe evitare all’Inter un direttore di gara considerato non gradito, così da ottenere abbinamenti ritenuti più favorevoli sia in Coppa Italia sia nel campionato.

Nel resoconto dei giorni successivi, viene indicato che il 5 aprile Doveri risulterebbe designato per Parma-Inter in campionato, mentre per Bologna-Inter del 20 aprile la scelta cadrebbe su Andrea Colombo, ritenuto gradito ai nerazzurri.

inchiesta arbitri: accuse, episodi contestati e partite al centro del fascicolo

Il designatore di Serie A e B Rocchi (così come Gervasoni) risulta indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva per alcuni episodi della stagione 2024/25, con notifica di avviso di garanzia. L’accusa si fonda sulla contestazione di pressioni su arbitri e sulla selezione di direttori di gara considerati “graditi all’Inter”.

Le partite richiamate riguardano Udinese-Parma e Bologna-Inter in Serie A, la semifinale di Coppa Italia di ritorno Inter-Milan e la sfida Salernitana-Modena di Serie B.

Ulteriori verifiche sarebbero orientate anche su Inter-Verona del 2023-24, in particolare per l’episodio della gomitata di Bastoni a Duda.

audio var e mancato rigore contro la roma

Un ulteriore nodo richiamato è l’episodio relativo al mancato rigore concesso all’Inter nella sfida contro la Roma. Nella ricostruzione viene indicata un’evidente trattenuta di Ndicka su Bisseck, mentre si segnala che Gervasoni avrebbe escluso, durante l’interrogatorio davanti ai pm, una manomissione dell’audio Var.

personaggi coinvolti e ruoli citati nell’inchiesta

Nel quadro delineato risultano citate diverse figure con ruoli differenti all’interno del sistema arbitrale e delle società.

  • Gianluca Rocchi
  • Riccardo Pinzani
  • Maurizio Ascione
  • Andrea Gervasoni
  • Andrea Butti
  • Luigi Nasca
  • Rodolfo Di Vuolo
  • Daniele Paterna
  • Daniele Doveri
  • Andrea Colombo
  • Giorgio Schenone
Categorie: Cronaca

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