Housing sociale sant’agnello assolti 40 famiglie salvate sgombero

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Housing sociale sant’agnello assolti 40 famiglie salvate  sgombero

La vicenda legata alla costruzione dell’housing sociale di Sant’Agnello si chiude con un verdetto che ribalta l’esito atteso e cambia radicalmente lo scenario per le famiglie coinvolte. Dopo quasi otto ore di camera di consiglio, il Tribunale di Torre Annunziata ha disposto l’assoluzione di tutti per le accuse collegate all’operazione edilizia, a partire dal capo d’imputazione che avrebbe potuto portare a confisca dell’immobile e a evacuazione di circa quaranta famiglie.

assoluzioni per l’housing sociale di sant’agnello e dissequestro dell’immobile

Secondo quanto stabilito dal Tribunale, per quasi tutti i capi d’imputazione il fatto non costituisce reato e, per altre contestazioni, risulta non sussistente. Il provvedimento ha inoltre determinato il dissequestro del complesso edilizio.

Le conseguenze principali riguardano direttamente le famiglie che avevano investito nel progetto: le 53 famiglie che avevano acquistato un appartamento in via Monsignor Bonaventura Gargiulo tramite la Shs srl dell’ingegnere Antonio Elefante possono considerare concluso il rischio di sgombero. In termini economici, resta salvaguardata la caparra versata da chi aveva effettuato un anticipo del 30%, compreso tra 150mila e 200mila euro.

sgombero sospeso e rischio di carico urbanistico: l’ordinanza bloccata dalla sentenza

Da ottobre era stata avviata un’ordinanza di sgombero, mantenuta sospesa in attesa della decisione giudiziaria. Il provvedimento si fondava su una serie di elementi legati alle conferme dell’ordinanza di sequestro per lottizzazione abusiva, oltre che sul paventato rischio di aggravio del carico urbanistico.

Nel periodo precedente al verdetto erano state organizzate iniziative anche a livello amministrativo: riunioni preparatorie in Prefettura erano dedicate a pianificare l’uscita delle famiglie occupanti secondo modalità definite per ridurre l’impatto sociale. Sullo sfondo si sono susseguiti, nei mesi, cortei e proteste pubbliche degli inquilini, alimentate da un clima oscillante tra rabbia e rassegnazione.

tribunale di torre annunziata e tempi delle motivazioni

La sentenza è stata emessa dal Tribunale di Torre Annunziata, presieduto dal giudice Emma Aufieri, ribaltando un precedente giudicato cautelare considerato consolidato in vari Riesami, che risultava favorevole alle tesi dell’accusa. Le motivazioni dovranno essere depositate entro 90 giorni.

richieste del pm e assoluzione: pene chieste e confisca negata

Durante il procedimento, il pm Andreana Ambrosino aveva formulato richieste di condanna e misure collegate all’assetto dell’immobile. In particolare, erano state chieste 3 anni per Elefante, 1 anno e 10 mesi per il socio Massimiliano Zurlo, 2 anni per Franco Ambrosio, già responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Sant’Agnello, e 1 anno e 8 mesi per Pietro Iaccarino, funzionario dello stesso ente pubblico, oltre alla confisca dell’immobile.

Il Tribunale, invece, ha accolto le tesi difensive sostenute dal pool di avvocati guidato dai legali di Elefante, Massimiliano Sartore e Francesco Cappiello. Nell’ambito del processo, erano inoltre usciti presto dal procedimento l’ex sindaco Piergiorgio Sagristani e gli ex amministratori comunali che avevano approvato le delibere propedeutiche al progetto: per loro l’accusa residua riguardava abuso d’ufficio, reato abrogato da una delle riforme del ministro Nordio.

post social di elefante e reazione degli inquilini in aula

Nei momenti immediatamente precedenti al verdetto, l’ingegnere Elefante aveva alimentato l’attesa con un durissimo post sui social. Nel testo, Elefante parlava di processo costruito ad arte e descriveva una vicenda caratterizzata, secondo la sua ricostruzione, da errori, soprusi e abusi processuali, oltre a un presunto tentativo di criminalizzare condotte e opere realizzate in conformità alle leggi e ai titoli urbanistici ed edilizi rilasciati. Nel post comparivano anche riferimenti a presunte omissioni, tentativi di ricusazione, alterazione della verità, false rappresentazioni dei fatti e tentativi di inquinare le dichiarazioni del consulente tecnico, includendo anche segnalazioni al Csm.

La sentenza ha raggiunto il suo punto di massima intensità in aula: al momento del verdetto erano presenti circa venti inquilini. Diversi tra loro hanno manifestato emozione e hanno pianto dopo la decisione, in un contesto in cui a Sant’Agnello molti avevano legami diretti con chi aveva investito nei risparmi nel progetto di housing.

persone coinvolte nella vicenda e menzionate nel procedimento

Nel racconto del processo e della sentenza risultano indicati questi protagonisti:

  • Antonio Elefante
  • Massimiliano Zurlo
  • Franco Ambrosio
  • Pietro Iaccarino
  • Emma Aufieri
  • Andreana Ambrosino
  • Massimiliano Sartore
  • Francesco Cappiello
  • Piergiorgio Sagristani
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