Habermas morto a 96 anni addio al gigante del pensiero critico moderno

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Habermas morto a 96 anni addio al gigante del pensiero critico moderno

Jürgen Habermas, filosofo e sociologo tedesco tra le figure più influenti della riflessione critica sulla contemporaneità, si è spento all’età di 96 anni a Starnberg, in Baviera. La notizia è stata comunicata dalla famiglia tramite un portavoce della casa editrice Suhrkamp Verlag. La sua traiettoria ha segnato in modo profondo il dibattito europeo su comunicazione, razionalità, società civile e democrazie, con un’attenzione costante al rapporto tra linguaggio, consenso e libertà dal dominio.

jürgen habermas, morte a starnberg e percorso accademico

Habermas è morto a Starnberg, cittadina nel sud della Baviera, non lontana da Monaco. Il legame con l’ambiente universitario tedesco si consolida nel tempo: nel 1971 si trasferisce a Starnberg, dove dirige fino al 1981 il Max-Planck-Institut zur Erforschung der Lebensbedingungen der wissenschaftlich-technischen Welt. In precedenza, la sua formazione e i primi traguardi accademici si costruiscono attraverso studi in diverse università, culminati nel 1954 con una tesi su Schelling. L’abilitazione all’insegnamento arriva nel 1961 a Marburgo, con una ricerca pubblicata poi in Italia come Storia e critica dell’opinione pubblica.

La carriera prosegue come professore di filosofia ad Heidelberg fino al 1964, poi come professore di filosofia e sociologia alla Goethe-Universität di Francoforte fino al 1971. Nel 1983 rientra all’Università di Francoforte, dove ottiene una cattedra in filosofia con specializzazione in filosofia sociale e filosofia della storia, diventando professore emerito nel 1994. Dal 1983 è anche curatore della rivista mensile di scienze politiche Blätter für deutsche und internationale Politik.

scuola di francoforte ed eredità della teoria critica

Habermas viene presentato come erede della teoria critica e come figura centrale della seconda generazione della Scuola di Francoforte. All’Istituto di ricerca sociale risulta allievo di Theodor W. Adorno. In questa cornice, il suo lavoro valorizza in modo particolare i problemi della comunicazione e la funzione dell’opinione pubblica nella società contemporanea, insistendo sul ruolo politico della razionalità intesa come dialogo non soggetto a rapporti di dominio.

teoria dell’agire comunicativo e tre linee di ricerca

Tra le opere principali viene indicata Teoria dell’agire comunicativo (1981), pubblicata in italiano nel 1986 da Il Mulino. Il testo elabora il concetto di una comunicazione libera da rapporti di potere e sviluppa tre direttive di ricerca.

razionalità cognitiva e opposizione alle semplificazioni strumentali

La prima linea prende avvio da un concetto di razionalità cognitiva, descritta come capace di opporsi alle semplificazioni cognitive-strumentali della ragione.

mondo vitale e sistema per ricostruire l’idea di società

La seconda direttiva indaga la possibilità di una ricostruzione del concetto di società tramite l’integrazione dei paradigmi di mondo vitale e sistema.

teoria della modernità e contributi della ricerca sociale

La terza linea riguarda una teoria della modernità in cui confluiscono i contributi più significativi della ricerca sociale.

temi chiave: linguaggio, società industriali, istituzioni e crisi delle democrazie

Nei suoi scritti assumono un ruolo centrale questioni epistemologiche legate alla fondazione delle scienze sociali, reinterpretate alla luce della svolta linguistica della filosofia contemporanea. L’analisi si concentra anche sulle società industriali nel capitalismo maturo, oltre che sul ruolo delle istituzioni in una prospettiva dialogico-emancipativa.

Un ulteriore asse riguarda la crisi di legittimità che colpisce alla base le democrazie contemporanee e i meccanismi attraverso cui si forma il consenso.

opere tradotte in italiano e contributi sul rapporto tra democrazia e religione

Tra i libri di Habermas tradotti in italiano risultano: Cultura e critica (Einaudi, 1980), Morale, diritto, politica (Einaudi, 1992), Multiculturalismo. Lotte per il riconoscimento (con Charles Taylor, Feltrinelli, 1998), La costellazione postnazionale (Feltrinelli, 1999) e Il futuro della natura umana (Einaudi, 2002 e 2010). Nel percorso editoriale si collocano anche contributi specifici sulla relazione tra democrazia e sfera religiosa.

Tra le opere ricordate in quest’ambito: Ragione e fede in dialogo (Marsilio, 2005), nato dalle riflessioni sulle interrelazioni tra democrazia e religione maturate in un incontro con il cardinale Joseph Ratzinger a Monaco di Baviera presso la Katholische Akademie; Tra scienza e fede (Laterza, 2006), dedicato ai rapporti tra religione e laicità e orientato al superamento della frattura tradizionalmente percepita tra i due ambiti; Verbalizzare il sacro. Sul lascito religioso della filosofia (Laterza, 2015), che affronta i nodi della secolarizzazione.

riconoscimenti e interventi sul destino dell’europa e dell’occidente

Habermas ha dedicato numerosi articoli, saggi e conferenze alla riflessione critica sul destino dell’Europa e dell’Occidente, includendo analisi sui delicati equilibri tra stati europei e Stati Uniti. Una raccolta di interventi compare nel volume L’Occidente diviso (Laterza, 2005).

Nel percorso successivo rientrano Il ruolo dell’intellettuale e la causa dell’Europa (Laterza, 2011) e Nella spirale tecnocratica. Questa Europa è in crisi (Laterza, 2014), dove viene sostenuto che il modello di Stato sociale e la varietà nazionale delle culture europee possono sopravvivere solo tramite uno sforzo comune. Nel volume viene richiamato anche il punto secondo cui rinunciare all’Unione europea significherebbe prendere congedo dalla storia mondiale.

Numerosi riconoscimenti punteggiano la sua attività: nel 2001 ottiene il Premio per la pace dell’Associazione dei librai tedeschi; nel 2003 gli viene consegnato il Premio Principe delle Asturie; nel 2004 riceve il Kyoto-Preis alla carriera; nel 2012 vince l’Heinrich Heine Preis.

profilo biografico: dagli studi a starnberg fino al ritorno a francoforte

Jürgen Habermas nasce il 18 giugno 1929 a Düsseldorf. Consegue la maturità a Gummersbach, dove il padre dirige la sede locale della Camera di Commercio e dell’Industria di Colonia. Gli studi si svolgono nelle università di Gottinga (1949/50), Zurigo (1950/51) e Bonn (1951-54), con la laurea nel 1954 grazie a una tesi intitolata L’Assoluto e la Storia. Sull’ambivalenza nel pensiero di Schelling.

Nel 1968, durante la rivolta studentesca, Habermas viene percepito come sostenitore, ma rifiuta la radicalizzazione del movimento. Nel 1971 si trasferisce a Starnberg, affiancando Carl Friedrich von Weizsäcker nella guida del Max-Planck-Institut per la ricerca sulle condizioni vitali del mondo tecnico scientifico. Dal 1983 torna a Francoforte con nuovi incarichi che culminano nella nomina a professore emerito nel 1994.

figure richiamate nei lavori e nelle collaborazioni

Nel quadro dei riferimenti culturali, delle traduzioni e delle interlocuzioni citate emergono alcune personalità collegate ai temi e ai passaggi indicati:

  • Theodor W. Adorno
  • Charles Taylor
  • Joseph Ratzinger
  • Benedetto XVI
  • Carl Friedrich von Weizsäcker
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