Global sumud flotilla: sei italiani rientrati libia, non sentiamo i nostri compagni
Sono rientrati in Italia sei componenti della delegazione italiana della carovana umanitaria di terra della Global Sumud Flotilla per Gaza. Il rimpatrio è avvenuto dalla Libia, con transito via Istanbul, e l’atterraggio a Fiumicino è avvenuto attorno alle 9.30 di questa mattina.
rientro in Italia sei attivisti della global sumud flotilla per gaza
Gli attivisti sono giunti nel nostro Paese dopo essere stati rimpatriati dalle autorità libiche. Il viaggio ha seguito la rotta Libia → Istanbul → Fiumicino, mentre sul piano operativo il percorso si è collegato alle fasi successive agli eventi che hanno coinvolto la delegazione nella zona in cui si trovava accampata.
Il gruppo rientrato oggi al aeroporto “Leonardo da Vinci” aveva lasciato la Libia nella giornata precedente attraverso un trasferimento verso Misurata e poi l’imbarco verso la Turchia. Il coordinamento delle attività è stato ricostruito tramite le dichiarazioni degli esponenti presenti nella delegazione.
viaggio via istanbul e trasferimento da misurata
I sei attivisti arrivati oggi avevano raggiunto ieri mattina in pullman, scortati da camionette militari, l’aeroporto di Misurata, una città distante circa 210 km a sud-est di Tripoli. Da lì erano stati imbarcati su un volo diretto verso la Turchia.
attacco a sirte e fermo di dieci attivisti con accusa di ingresso illegale
Il convoglio era stato colpito lunedì pomeriggio mentre era accampato a Sirte. L’azione è stata attribuita alle forze militari libiche che hanno attaccato il gruppo in quella fase di sosta. Gli attivisti, in quel momento, erano in attesa del rilascio di dieci loro compagni, inclusi due italiani.
nomi degli italiani detenuti e trasferimento verso bengasi
Tra i dieci attivisti attesi per il rilascio figurano Domenico Centrione, pugliese, e Leonarda Alberizia, piemontese. Secondo la ricostruzione, il convoglio di testa su cui viaggiavano Centrione e Alberizia stava negoziando un avanzamento della carovana quando è stato fermato e portato a Bengasi dai miliziani libici affiliati al generale Haftar.
Per i dieci attivisti, dopo il processo davanti al tribunale di Bengasi, si prospetta un’espulsione in quanto considerati immigrati clandestini.
preoccupazione per i compagni non contattati
Nel frattempo, gli attivisti rientrati oggi si dichiarano preoccupati per i compagni che non sentono da quattro giorni. Le preoccupazioni nascono dalla mancata comunicazione e dalla difficoltà di recuperare informazioni sulla situazione del gruppo rimasto nella zona degli eventi.
resistenza passiva e sgombero del campo
Marco Contadini, coordinatore della delegazione italiana, precisa che gli attivisti rientrati erano regolarmente presenti nella fase sul posto, con visto. Il racconto descrive un’interruzione improvvisa dei contatti: dopo alcune ore, i compagni non tornavano, e si è passati a un atteggiamento di timore.
Massimo Marchini aggiunge che la difficoltà a ricostruire l’esatta situazione ha rafforzato l’ansia del gruppo. Martina Cannatà descrive anche la gestione della fase sul campo: resistenza passiva prima di arrivare alla necessità di sgomberare il campo.
dichiarazioni dalla delegazione e contesto dell’operazione
Le indicazioni fornite dagli attivisti si inseriscono nel quadro più ampio di un’operazione che ha coinvolto la Global Sumud Flotilla per Gaza e le sue componenti italiane. Il rimpatrio avvenuto oggi rappresenta un esito della fase legata all’attacco subito dal convoglio e ai passaggi successivi che hanno riguardato la detenzione e il percorso giudiziario a Bengasi.
persone citate nella ricostruzione
- Domenico Centrione
- Leonarda Alberizia
- Marco Contadini
- Massimo Marchini
- Martina Cannatà