Georg baselitz è morto addio al maestro del neoespressionismo e delle figure capovolte

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Georg baselitz è morto addio al maestro del neoespressionismo e delle figure capovolte

Il mondo dell’arte contemporanea saluta Georg Baselitz, pittore tedesco tra i più influenti e immediatamente riconoscibili, scomparso all’età di 88 anni. La notizia del decesso è stata comunicata da Thaddaeus Ropac, una delle gallerie che lo rappresentava, confermando il ruolo centrale che l’artista ha mantenuto nel panorama internazionale del secondo dopoguerra.

georg baselitz: scomparsa a 88 anni e riconoscimento internazionale

Georg Baselitz è considerato uno dei principali esponenti del Neoespressionismo, movimento artistico sviluppatosi e affermatosi tra gli anni Settanta e Ottanta su scala internazionale. La sua influenza non si è limitata alla cornice tedesca: la sua produzione, infatti, è stata a lungo seguita e presentata anche attraverso il sostegno delle strutture che lo rappresentavano, come Thaddaeus Ropac.

origini di berlinO e formazione: da hans-georg kern a baselitz

Baselitz nacque il 23 gennaio 1938 con il nome di Hans-Georg Kern. Successivamente adottò lo pseudonimo Baselitz, scelto come riferimento al suo villaggio natale, Deutschbaselitz, situato circa 56 chilometri a nordest di Dresda, in Sassonia. Dopo i primi anni trascorsi in un’area che sarebbe poi rientrata sotto il controllo della Germania Est, si trasferì a Berlino. Qui completò la formazione accademica e avviò la costruzione di una personale identità pittorica, elemento fondamentale per la direzione che avrebbe assunto il suo lavoro nei decenni successivi.

neoespressionismo e rottura degli anni settanta: il rifiuto delle convenzioni

Il percorso di Baselitz si colloca in un contesto storico preciso, in cui il lavoro artistico si confrontava con tendenze dominanti come minimalismo e arte concettuale. In quegli anni, una parte del linguaggio visivo tendeva a svuotare la tela sia della dimensione pittorica sia della narrazione. Baselitz scelse invece di riportare al centro l’azione di dipingere e la materia, rivendicando un ruolo attivo della superficie.

La contrapposizione non fu solo tematica: si tradusse in scelte formali capaci di modificare il modo in cui l’immagine veniva percepita, rendendo la pittura un elemento di confronto diretto con lo spettatore.

il marchio di fabbrica: soggetti capovolti di 180 gradi

Alla fine degli anni Sessanta si consolidò l’aspetto che rese Baselitz riconoscibile in tutto il mondo. L’artista sviluppò un espediente visivo diventato progressivamente un vero e proprio marchio: iniziò a dipingere i propri soggetti capovolgendoli di 180 gradi.

Il ribaltamento non veniva inteso come semplice provocazione. Era una scelta tecnica finalizzata a svuotare il soggetto del suo significato immediato, così da aprire una prospettiva nuova, collocata a metà strada tra astrazione e figurazione. In questo modo lo spettatore veniva spinto a non fissarsi esclusivamente sul contenuto raffigurato, lasciando spazio a ciò che normalmente passa in secondo piano: composizione, pennellata e uso del colore.

le opere chiave con i soggetti capovolti

La caratteristica dei soggetti rovesciati compare per la prima volta nell’opera “L’uomo all’albero”, realizzata nel 1968. Successivamente viene impiegata anche nei pini rappresentati in “Il bosco capovolto”, del 1969. A partire da quel momento, figure al contrario entrarono in modo continuativo nella sua produzione, accompagnandone l’evoluzione per decenni e contribuendo a consolidare Baselitz come figura imprescindibile nella storia dell’arte del secondo dopoguerra.

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