Gasdotto power of siberia 2, jinqping mette pressione su putin e jncorda cina russa

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Gasdotto power of siberia 2, jinqping mette pressione su putin e jncorda cina russa

Un incontro dal sapore cerimoniale e dalla strategia ben misurata ha segnato l’ultima visita di Putin in Cina, a Pechino. Nella grande sala del popolo, tra guardia d’onore schierata, cannoni e bambini con il tricolore russo e la bandiera cinese, la scena è stata costruita per rafforzare l’immagine di un asse Mosca-Pechino solido e stabile. Al centro dei colloqui sono emersi i dossier politici e i nodi energetici, mentre la parte cerimoniale ha accompagnato messaggi di fiducia, cooperazione strategica e continuità tra i due Paesi.

visita di putin in cina e messaggi sull’asse mosca-pechino

Il banchetto, con anatra alla pechinese, prosciutto di Jinhua e tè per le delegazioni, ha fatto da cornice a un confronto diplomatico orientato alla solidità dei rapporti. Xi ha chiarito che il livello raggiunto nelle relazioni Cina-Russia deriva dalla capacità di consolidare la fiducia politica reciproca e la cooperazione strategica. La narrazione ha posto l’accento sugli anni trascorsi di accordi e gesti di conferma dell’amicizia tra presidenti e Paesi, mantenendo intatto il tratto prudente della diplomazia cinese, con la rituale cautela strategica associata alla linea di Xi.

La cautela non ha però impedito che emergessero punti ancora non definiti. In particolare, non sono stati resi noti i costi complessivi dell’infrastruttura strategica e le tempistiche operative del grande progetto al centro dei colloqui.

power of siberia 2: accordo discusso, ma mancano dettagli chiave

Il dossier energetico ruota attorno a Power of Siberia 2, indicato come uno dei motivi principali dell’ultima visita del presidente russo. L’accordo per il grande gasdotto, con una capacità di 50 miliardi di metri cubi all’anno, collegherà i giacimenti di gas russi via Mongolia alla Cina. Secondo Mosca, Putin e Xi hanno affrontato il tema in modo “serio e molto dettagliato”.

parametri principali e assenza del documento operativo sul sito del cremlino

Il Cremlino ha confermato un’intesa generale con la Cina, precisando che, nei colloqui, Putin ha indicato come esista già una condivisione sui parametri principali per Power of Siberia 2. A comunicarlo è stato il portavoce Dmitry Peskov, riportato dai media nazionali.

Allo stesso tempo, sul sito del Cremlino, tra i documenti pubblicati e firmati, risulta mancante proprio l’accordo energetico: una lacuna che lascia fuori dai materiali disponibili al pubblico alcuni elementi necessari per misurare l’impianto definitivo del progetto.

richieste di pechino su forniture stabili e aumento dei volumi

Ulteriori indicazioni sono arrivate dal primo vice primo ministro russo Alexander Novak. Secondo quanto riferito, Pechino necessita di forniture di petrolio russe stabili e di lungo periodo, oltre a un ulteriore aumento dei volumi esportati. Novak ha inoltre sottolineato che le consegne legate alla domanda energetica avrebbero già mostrato una crescita del 10% nell’arco di quattro mesi.

negoziato sul prezzo e ruolo delle difficoltà verso l’europa

Nel confronto commerciale, le crescenti difficoltà economiche non avrebbero portato Putin a cedere sul piano negoziale rispetto alla richiesta cinese di un prezzo al ribasso. Il gasdotto viene presentato come l’unica vera possibilità per Mosca di compensare le perdite derivanti dalle esportazioni verso l’Europa.

attacco congiunto mosca-pechino contro la politica nucleare di trump

Dal palco diplomatico della stessa sala cinese è partito anche un messaggio politico rivolto a Washington. Dopo la conclusione della presenza di Trump nella cornice cinese, Putin e Xi hanno avviato un’accusa reciproca contro la politica nucleare statunitense definita “irresponsabile” e contro il piano di scudo antimissile denominato Golden Dome.

Al termine del vertice è stata diffusa una dichiarazione congiunta che ha indicato come questa linea possa compromettere la stabilità strategica globale e alterare gli equilibri della deterrenza nucleare. Nel documento è stato inoltre sottolineato che sarebbe stato lasciato scadere a febbraio il trattato che limita gli arsenali nucleari di Stati Uniti e Russia.

proposta russa di estensione dei limiti e obiettivo di frenare la corsa agli armamenti

La Russia avrebbe proposto di estendere i limiti relativi a missili e testate atomiche, con l’obiettivo di evitare lo smantellamento definitivo dell’ultimo grande argine alla corsa agli armamenti.

ricadute economiche dei contrasti putin-trump e centralità di pechino

I conflitti tra Putin e Trump vengono descritti come boomerang economici per entrambe le potenze. Le crisi, come viene riportato, avrebbero imboccato accelerazioni e restringimento delle vie d’uscita, mentre sul piano della partita diplomatica e delle opportunità economiche a emergere sarebbe stata la Cina.

Con Mosca impegnata nella guerra contro l’Ucraina e Washington coinvolta nella crisi con Teheran, la posizione di Pechino viene indicata come quella di un pilastro di stabilità e di diplomazia globale indispensabile. Nella cornice attuale della città cinese, è presente anche una delegazione pachistana, descritta come grande mediatrice nella guerra tra Stati Uniti e Iran.

personaggi citati nell’incontro e nelle dichiarazioni

  • Vladimir Putin
  • Xi
  • Dmitry Peskov
  • Alexander Novak
  • Donald Trump
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