Garlasco papà di Sempio: mi disse finirà presto sul procuratore Venditti
Le indagini che ruotano attorno ai procedimenti giudiziari di Pavia e al presunto riassetto delle decisioni nel caso di Garlasco attraversano ora nuovi passaggi, con l’attenzione concentrata anche su intercettazioni entrate nell’inchiesta di Brescia per corruzione in atti giudiziari. Nei materiali raccolti dagli inquirenti emergono elementi ritenuti significativi dai carabinieri e legati a conversazioni su ruoli istituzionali, tempi e contenuti di presunte interlocuzioni.
intercettazioni ambientali e riferimenti al confronto con il magistrato
Nel complesso quadro dell’attività investigativa della procura di Pavia, confluita poi in un’ottica più ampia anche nell’inchiesta di Brescia, i carabinieri di Milano indicano un passaggio ricavato da un’intercettazione ambientale del 17 marzo 2025. L’episodio risulta inserito nell’informativa su Andrea Sempio e riguarda una conversazione avvenuta in auto tra Giuseppe Sempio, suo figlio Sempio e una cronista.
Durante il dialogo, Giuseppe Sempio fa riferimento a un confronto avuto con il magistrato, con un’affermazione che recita: “C’è uno solo guardi (…) Venditti…”. Nel seguito del racconto, viene riportato che dopo aver ascoltato l’interessato, il magistrato avrebbe fatto domande, ottenendo risposte, e avrebbe poi dichiarato: “questa cosà finirà presto”.
Nel medesimo contesto, Giuseppe Sempio aggiunge un’ulteriore indicazione, sostenendo di essere stato colui che, tra gli altri, avrebbe ricevuto una prospettiva di chiusura anticipata della vicenda, tramite la frase: “guardi questa cosa finirà presto, perché non c’è niente”.
collocazione temporale e relazione con la documentazione trovata
Secondo i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, la rilevanza delle dichiarazioni deriva anche dalla loro collocazione temporale. Le affermazioni sarebbero state formulate “due mesi prima” rispetto a quando, nel corso della perquisizione, veniva rinvenuta la documentazione. Il testo riporta il riferimento a un appunto attribuito a Giuseppe Sempio con la dicitura: “Venditti gip archivia x 20.30 Euro”.
confusione tra ruoli istituzionali nella conversazione con la cronista
Gli investigatori segnalano un ulteriore elemento presente nella conversazione. Nel dialogo con la cronista, Giuseppe Sempio, riferendosi a Mario Venditti, avrebbe affermato che si trattava del gip presente a Pavia. Gli inquirenti sottolineano che tale formulazione risulterebbe espressione di confusione tra ruoli istituzionali.
Nell’annotazione degli investigatori viene indicato che, nello stesso scambio, emergerebbe una sovrapposizione tra la figura dell’allora procuratore aggiunto e quella del giudice per le indagini preliminari, con un richiamo ulteriore a quanto riportato dai manoscritti attribuiti al soggetto.
ipotesi investigative su somme versate e contatti opachi
Il quadro ricostruito nell’ambito dell’inchiesta bresciana ipotizza che la famiglia Sempio avrebbe versato tra 50 e 60mila euro in relazione alla gestione della prima archiviazione dell’indagine relativa al periodo 2016-2017. La decisione, secondo l’impianto indicato, sarebbe stata formalmente adottata da un gip su richiesta della Procura.
Gli inquirenti descrivono quella fase come caratterizzata da “tantissime anomalie” e da contatti definiti “opachi”.
DNA e archiviazioni: limiti dell’identificazione e valutazioni tecniche
L’ex procuratore Mario Venditti, secondo quanto riportato, ha sempre respinto le contestazioni. Prima dell’esplosione dell’indagine di Brescia, avrebbe anche diffidato a “attenersi ai fatti nella loro oggettività”, evitando ulteriori narrazioni considerate diffamatorie e lesive.
Per il procuratore e per i gip che accolsero le archiviazioni, la prova scientifica indicata oggi risulterebbe considerata utilizzabile dalla procura, mentre in precedenza sarebbe stata considerata inservibile. Nel contesto richiamato, a seguito dell’incidente probatorio disposto dalla giudice per le indagini preliminari Daniela Garlaschelli, la perita Denise Alani avrebbe stabilito che, pur esistendo una compatibilità con la famiglia Sempio, non sarebbe emersa alcuna “certezza d’identificazione”.
La genetista avrebbe definito il profilo come “misto, incompleto e non attribuibile”. In base alla ricostruzione riportata, tale esito avrebbe determinato l’impossibilità di identificazione individuale. Una evidenza già chiarita da Albani, della quale Venditti sarebbe rimasto convinto e che avrebbe richiamato nel suo ragionamento.
richiesta di revisione per il caso Stasi e lavoro sui nuovi atti
Sul fronte della difesa collegata ad Alberto Stasi, risulta in corso l’elaborazione di una richiesta di revisione del processo. L’avvocata Giada Bocellari dichiara l’intenzione di accelerare l’iter per presentare l’istanza, pur precisando che non è possibile prevedere una tempistica. La necessità viene ricondotta al lavoro di lettura e studio di tutti gli atti e alla successiva redazione della richiesta.
La legale precisa anche che, al momento, Stasi sarebbe stato informato solo tramite lei e che non avrebbe accesso alle notizie tramite stampa: “Per il resto non sa nulla, non legge i giornali”. L’incontro con l’assistito servirebbe ad esaminare le nuove carte e a definire l’impostazione strategica.
materiale difensivo: consulenze tecniche e valutazione complessiva delle intercettazioni
Secondo quanto indicato dalla difesa, la documentazione disponibile appare ampia. Viene descritto come un “quadro pesante” per il nuovo indagato, con la necessità di analizzare nel dettaglio nove consulenze. Tra gli elementi richiamati rientrano la Bloodstain Pattern Analysis sulle macchie di sangue, la perizia medico-legale di Cristina Cattaneo, gli approfondimenti sull’impronta 33 e le analisi genetiche del professor Carlo Previderè sul DNA.
La difesa intende inoltre esaminare attentamente le intercettazioni ambientali, descritte come potenzialmente “confessorie”, con la necessità di valutarle nel contenuto integrale: viene indicato che “Vanno anche sentite per pesarne il valore”.
termine per l’interrogatorio e memorie difensive
Per gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, difensori di Sempio, la giornata viene presentata come un momento di studio. Dal punto di vista procedurale viene ricordato che, secondo il codice di procedura penale, sono previsti 20 giorni per chiedere l’interrogatorio dell’indagato. Allo stato, la difesa non si pronuncia ancora sulla richiesta, con la posizione riportata: “Abbiamo appena iniziato a studiare gli atti, vedremo”. È invece dato per certo il deposito di una memoria e di consulenze per ribattere agli indizi indicati contro Sempio.
critiche dei familiari di chiara poggi sulle attività di accertamento
In relazione alla chiusura delle indagini, anche i familiari di Chiara Poggi, tramite i legali, rendono nota una valutazione critica. La nota diffusa contesta in modo diretto gli accertamenti con l’affermazione: “Attività dei carabinieri gravemente condizionate da contesti poco trasparenti”.
personaggi e protagonisti citati
- Mario Venditti
- Andrea Sempio
- Giuseppe Sempio
- Alberto Stasi
- Giada Bocellari
- Daniela Garlaschelli
- Denise Alani
- Cristina Cattaneo
- Carlo Previderè
- Albani
- Angela Taccia
- Liborio Cataliotti
- Chiara Poggi
