Garlasco, ex pm pezzino: fui io a chiedere l’archiviazione di sempio
Una fase delicata torna al centro dell’attenzione giudiziaria: l’archiviazione richiesta dalla Procura di Pavia per Andrea Sempio, accolta dal giudice per le indagini preliminari, ha innescato sviluppi successivi e ha dato spazio a un’indagine avviata a Brescia per corruzione in atti giudiziari. Il quadro ricostruito dagli atti ruota attorno alla gestione del fascicolo, alle modalità operative adottate durante le attività istruttorie e alle dichiarazioni rese da chi ha seguito direttamente gli approfondimenti.
archiviazione di pavia su andrea sempio e apertura a brescia per corruzione in atti giudiziari
La decisione di archiviare la posizione di Andrea Sempio è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari. Nel provvedimento è stato evidenziato quanto emerso rispetto ai margini della ricostruzione proposta dalla difesa, con un passaggio in cui il gip ha richiamato l’“inconsistenza degli sforzi profusi dalla difesa Stasi” mirati a individuare un colpevole alternativo dell’uccisione di Chiara Poggi.
Su quella archiviazione si è poi innestata un’indagine a Brescia, indicata come fortemente ridimensionata dalla Cassazione, relativa alla corruzione in atti giudiziari. All’indagine risultano coinvolti Mario Venditti, già ex procuratore capo di Pavia, e Giuseppe Sempio, padre di Andrea. L’attività investigativa, secondo quanto riportato dagli elementi ricostruiti, è stata aperta a fine dicembre 2025 e chiusa rapidamente nella primavera successiva.
assegnazione del fascicolo e gestione delle indagini con giulia pezzino
La responsabilità dell’assegnazione del fascicolo a Pavia è attribuita a Giulia Pezzino, magistrata assegnataria che ha lasciato l’ordine giudiziario nel febbraio 2025. Nei passaggi richiamati, l’assegnazione viene descritta come avvenuta secondo un turno, con co-assegnazione legata alla rilevanza del caso.
Pezzino, sentita il 20 novembre scorso dal procuratore di Brescia Francesco Prete e dalla pm Claudia Moregola, ha reso conto delle modalità con cui sono state condotte le attività. Il confronto con il collega Venditti è descritto come presente fin dall’inizio e proseguito anche durante lo svolgimento delle indagini. La magistrata ha affermato di non avere sottovalutato l’importanza della vicenda, precisando che si trattava di un procedimento precedentemente concluso con sentenza definitiva di condanna a carico di Stasi.
richiesta di archiviazione e lavoro istruttorio su dna e acquisizione atti
Nel ricostruire la propria partecipazione, Pezzino ha indicato di avere seguito direttamente l’indagine, pur con la supervisione di Venditti. Ha riferito di avere predisposto la richiesta di archiviazione, sottolineando che la complessità della materia richiese tempo.
Risulta inoltre che la magistrata abbia lavorato sulla base di una bozza condivisa con Venditti e abbia illustrato i passaggi più tecnici relativi al DNA, dopo aver ascoltato il genetista Francesco De Stefano. La specificazione riportata colloca il genetista come perito della Corte d’Assise d’Appello, indicato come soggetto terzo, imparziale e disinteressato, distinto da consulenti di altro tipo.
In relazione alla strategia difensiva e alle scelte istruttorie, Pezzino ha richiamato l’esigenza di giungere a una risposta celere per la delicatezza della situazione. È stato anche ricordato che, in quanto parte civile, risultava normale la condivisione dei passi investigativi con l’avvocato Gian Luigi Tizzoni.
interrogatorio a sempio e modalità delle domande: negazione di anomalie
Pezzino avrebbe descritto l’interrogatorio a Sempio evidenziando come le domande venissero formulate in modo concatenato rispetto alle risposte fornite. L’ex magistrata ha negato che emergessero elementi anomali nella conduzione dell’audizione, sostenendo che la risposta alle domande si collocava lungo un filo logico coerente.
È stata inoltre affrontata la questione relativa all’eventuale ricorso a perquisizioni. La magistrata ha spiegato di non avere ritenuto utile procedere, richiamando come motivazione il tempo trascorso.
contatti con silvio sapone e dichiarazioni su telefonate e trasparenza degli atti
Nel verbale viene riportata la negazione, da parte di Pezzino, di una conoscenza relativa a contatti tra l’indagato e Silvio Sapone, ex maresciallo dei carabinieri cui sarebbe stato attribuito il compito di analizzare le conversazioni intercettate nell’indagine. Secondo quanto emerge, tra i due risulterebbero più contatti telefonici, dei quali l’ex pm dichiara di essere all’oscuro.
Pezzino, in merito a una possibile diversa gestione della registrazione dei fatti, ha affermato che, se i contatti fossero stati comunicati, avrebbe dato indicazione di dare atto dei collegamenti e di riportarne il motivo. Nel ricostruire la fiducia operativa verso Sapone, ha indicato la sua esperienza come elemento rilevante per l’affidamento.
sapone interrogato: chiamate da sempio e chiarimenti su atti e invito
Silvio Sapone, interrogato sui contatti con Sempio, ha dichiarato che le chiamate sarebbero arrivate da parte di Sempio. La dinamica riferita riguarda anche la necessità di notificare un atto e la richiesta di rassicurazioni da parte di Sempio. È emerso che i pm avevano evidenziato come il 21 gennaio 2017 Sapone avesse effettuato quattro chiamate con cellulare e dodici con utenza dell’ufficio, riferite a un collegamento con Sempio. Sapone ha replicato sostenendo che l’utenza del cellulare sarebbe stata usata da lui, mentre quella legata alla scrivania avrebbe potuto essere impiegata anche da altri.
Per il 22 gennaio, Sapone ha spiegato di avere t e r g i v e r s a t o e di avere tranquillizzato Sempio, indicando che Sempio risultava preoccupato dopo avere letto notizie sui giornali. È stata inoltre riproposta una domanda sulla risposta che sarebbe stata data a Sempio in caso di avvenuto contatto: Sapone ha riferito che, se necessario, si sarebbe potuto trattare di un invito a presentarsi, con l’ipotesi che la pratica sarebbe stata archiviata “in quattro e quattr’otto”, aggiungendo che Sempio era agitato.
trascrizioni intercettazioni e valutazioni sulle attività di ascolto
Nel racconto attribuito a Sapone, l’annotazione relativa all’indagine sarebbe stata effettuata sulla base delle trascrizioni delle intercettazioni. È richiamato che, secondo le nuove indagini, le conversazioni intercettate sarebbero state caratterizzate da omissioni e sarebbero state poi riascoltate e trascritte nuovamente nell’ultima indagine.
Sapone ha aggiunto di non avere effettuato personalmente gli ascolti, specificando di non essere particolarmente esperto in materia di intercettazioni.
figure citate nella ricostruzione
Nel complesso dei passaggi descritti compaiono i seguenti nominativi:
- Andrea Sempio
- Giulia Pezzino
- Fabio Lambertucci
- Mario Venditti
- Giuseppe Sempio
- Francesco Prete
- Claudia Moregola
- Francesco De Stefano
- Silvio Sapone
- Gian Luigi Tizzoni
- Chiara Poggi
- Alberto Stasi
