Garlasco: consulenti Poggi smontano la tesi del trascinamento

• Pubblicato il • 6 min
Garlasco: consulenti Poggi smontano la tesi del trascinamento

La vicenda legata al delitto di Chiara Poggi torna ad accendersi attraverso l’analisi tecnica della dinamica dell’omicidio e attraverso elementi emersi nelle ricostruzioni difensive. Al centro del confronto, da un lato, le interpretazioni attribuite ai consulenti tecnici della famiglia sulla base del lavoro della Procura di Pavia e, dall’altro, le contestazioni che riguardano Bloodstain Pattern Analysis del Ris di Cagliari e alcuni dettagli sulla scena.

dinamica dell’omicidio e ricostruzione della scena del crimine

La contestazione avanzata dai consulenti tecnici della famiglia Poggi si concentra sulla ricostruzione del modo in cui sarebbe avvenuta l’aggressione e sul tragitto che avrebbe seguito il corpo di Chiara Poggi dopo i colpi. Le valutazioni degli investigatori e degli inquirenti indicano che a uccidere Chiara Poggi, il 13 agosto 2007, sarebbe stato Andrea Sempio.

Nella riscrittura della scena, gli elementi tecnici richiamati dalle osservazioni attribuiscono all’aggressore una sequenza precisa: il corpo sarebbe stato colpito più volte, poi trascinato verso la porta che conduce al seminterrato e in seguito fatto scivolare lungo le scale della cantina. La parte finale della dinamica proposta colloca i colpi mortali al quarto gradino.

bloodstain pattern analysis e interpretazioni del ris di cagliari

La ricostruzione difensiva si rivolge in modo specifico alla Bloodstain Pattern Analysis del Ris di Cagliari. L’elaborazione, come riportato, è stata effettuata a quasi diciannove anni dai fatti, sulla base di materiale fotografico.

In base a tale analisi, la vittima avrebbe ricevuto i colpi mortali in corrispondenza del quarto gradino, coerentemente con la lettura dei segni e con l’idea di uno scorrimento del corpo lungo le scale.

contestazioni difensive sulla compatibilità delle immagini e degli “imbrattamenti”

La ricostruzione proposta non viene ritenuta convincente da Dario Redaelli, consulente dei genitori e del fratello della vittima, esperto di analisi della scena del crimine. Secondo Redaelli, la fotografia utilizzata a supporto dell’ipotesi dello scivolamento del corpo sarebbe stata scattata il giorno successivo al delitto.

Il consulente evidenzia che, dopo il passaggio di soccorritori e investigatori, lo stato della scena potrebbe non corrispondere a quello originario. Da qui nasce la critica di fondo: l’interpretazione basata sull’immagine non consentirebbe di affermare con certezza la dinamica iniziale.

inquinamento della scena e possibilità di movimenti del cadavere

Redaelli aggiunge che gli “imbrattamenti” indicati dai tecnici del Ris possono essere compatibili con un successivo inquinamento della scena dovuto alla movimentazione del cadavere. La conseguenza, secondo la prospettiva difensiva, è l’impossibilità di sostenere con sicurezza che il corpo sia stato effettivamente trascinato lungo gli scalini.

ipotesi alternativa: corpo gettato lungo le scale e assenza di impronte di scarpe

Accanto alle contestazioni, si riafferma una tesi alternativa già emersa nelle precedenti perizie del processo d’appello bis: il corpo di Chiara Poggi sarebbe stato direttamente gettato lungo le scale.

A rafforzare tale interpretazione viene richiamata l’assenza di impronte di scarpe sugli scalini della cantina. Secondo i consulenti, questo elemento risulterebbe poco conciliabile con l’ipotesi di un trascinamento del cadavere.

tracce ematiche al quarto gradino e interpretazione dell’impatto

Inoltre, le tracce ematiche presenti sul quarto gradino sarebbero considerate compatibili con l’impatto del capo della vittima sullo scalino. Questa lettura non corrisponderebbe, nella ricostruzione difensiva, all’ipotesi degli ultimi colpi inferti dall’assassino in quella specifica posizione.

alibi e comportamento in una intervista televisiva dopo la riapertura del caso

Tra i passaggi valorizzati nell’ambito della nuova inchiesta compare anche un episodio successivo alla riapertura del caso. Nei documenti depositati con la chiusura delle indagini, i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano richiamano un comportamento dell’indagato durante un’intervista televisiva rilasciata il 17 marzo 2025.

Nel periodo precedente, Sempio sarebbe stato nuovamente iscritto nel registro degli indagati poche settimane prima. Durante il colloquio con una giornalista, alla domanda relativa all’alibi per la mattina del 13 agosto 2007, l’indagato mostrerebbe esitazione e imbarazzo.

esitazione sulla risposta e versione dell’alibi già nota

Secondo quanto riportato dagli investigatori, Sempio sarebbe rimasto inizialmente in silenzio. La conversazione si sarebbe sbloccata solo quando la cronista avrebbe suggerito la risposta relativa alla presenza in casa con il padre. A quel punto, Sempio avrebbe ripreso a parlare ricostruendo la versione già nota: essere rimasto a casa e poi uscire successivamente.

Per gli inquirenti, questo passaggio risulterebbe “suggestivo” poiché non emergerebbe una risposta immediata e spontanea sull’alibi.

alibi dello scontrino e conferme limitate alle dichiarazioni familiari

Gli investigatori contestano inoltre la solidità del cosiddetto “alibi dello scontrino”. La versione attribuita sostiene che il giovane si sarebbe recato a Vigevano per acquistare un libro, ma, secondo la ricostruzione investigativa, il racconto troverebbe conferma esclusivamente nelle dichiarazioni del nucleo familiare.

parole dell’ex fidanzata di andrea sempio: percezione di normalità e no a segnali di violenza

Nelle ultime ore sono state riportate anche le dichiarazioni dell’ex fidanzata di Andrea Sempio, intervistata dalla trasmissione televisiva Storie Italiane su Rai1. La donna ha descritto il 38enne come una persona “normale” e ha affermato di non aver mai percepito atteggiamenti violenti o ossessivi durante la loro relazione, durata circa tre anni.

La testimonianza sottolinea che l’interessata non si aspettava che accadesse qualcosa di simile e che, dopo gli sviluppi legati alla vicenda, si è poi allontanata completamente. È stato inoltre detto che l’intervistata non sapeva che Sempio parlasse da solo in auto e di non conoscere molti aspetti emersi successivamente nelle cronache giudiziarie.

assenza di riferimenti a chiara poggi e motivi della fine della relazione

Secondo il racconto, Sempio avrebbe parlato dell’indagine subita in passato, ma senza collegarla a un amore non corrisposto o a una presunta ossessione nei confronti di Chiara Poggi. La donna ha dichiarato di non aver mai affrontato la questione di Chiara e di non essere mai entrata in contatto con la famiglia o con gli amici dell’allora compagno.

La relazione sarebbe terminata per divergenze sui progetti di vita: lei avrebbe desiderato un rapporto più serio, mentre lui no. Nonostante la separazione, è stato ribadito il ricordo di una persona educata e simpatica, con cui non erano mai sorti problemi.

personaggi citati

  • Chiara Poggi
  • Andrea Sempio
  • Dario Redaelli
  • Marco Poggi
  • Andrea Berti
  • ex fidanzata di Andrea Sempio
Garlasco, i consulenti della famiglia Poggi contestano la ricostruzione della Procura: “Chiara non fu trascinata sulle scale”
Categorie: Cronaca

Per te