Forza italia flop a messina: fuori consiglio e sfida sui regionali di scateno
Messina diventa terreno di ribaltamento politico e, a poche ore dal responso elettorale, si delinea un quadro netto: la vittoria di Sud chiama Nord al primo turno mette in ombra i principali competitor e sposta rapidamente l’attenzione verso i prossimi appuntamenti regionali. La campagna, già guidata da una strategia centrata su Federico Basile e sull’impostazione promossa da Cateno De Luca, ottiene un risultato ampio e immediato, trasformando la tornata in un segnale politico difficilmente ignorabile.
Sud chiama Nord vince al primo turno a Messina
La competizione comunale si chiude con un’affermazione che, sul piano numerico, ridisegna l’intero equilibrio cittadino. Con 15 liste e 1010 candidati (dai 18 ai 92 anni), Federico Basile conquista lo scranno al primo turno con il 58,41%. Il divario con le altre forze è marcato: il centrodestra si ferma a 31,49 punti percentuale in meno rispetto a Basile, mentre il centrosinistra registra 46,21.
Il successo viene letto anche attraverso il caso legato alla candidatura di Fortunata La Rosa, una 92enne schierata da Cateno De Luca alle amministrative e collegata a un voto singolo, presumibilmente riconducibile alla stessa candidata. In un contesto di grandi numeri, quel solo voto finisce comunque per contribuire alla fotografia complessiva del percorso che porta Sud chiama Nord a sbaragliare i partiti a Messina.
Forza Italia sotto il 4% e centrodestra in difficoltà
Il risultato elettorale evidenzia una perdita significativa per Forza Italia, che per la prima volta non entra in consiglio comunale. La formazione si attesta sotto la soglia del 4%, un esito che interrompe una presenza politica consolidata e, nello stesso tempo, ridimensiona l’efficacia del candidato scelto in opposizione a De Luca.
Il punto politico viene ricondotto alla scelta di un candidato del centrodestra, Marcello Scurria, già segretario cittadino dei Ds, nominato da Scateno alla guida dello sbaraccamento di Messina fino allo strappo e al passaggio finale tra le file del centrodestra. Nel racconto post-voto, la lettura di un risultato debole viene collegata anche al modo in cui si sono distribuite le liste.
vicesindaca Matilde Siracusano e “risultato drogato dalle 15 liste”
Un ruolo centrale nella strategia d’area opposta viene affidato a Matilde Siracusano, indicata come vicesindaca, sottosegretaria ai Rapporti con il parlamento e impegnata in modo marcato nella campagna messinese, essendo la sua città natìa. La performance complessiva però viene descritta come un vero flop.
Dalle prime proiezioni emerge una critica sintetica: Scurria parla di “risultato drogato dalle 15 liste”. In parallelo, un esponente della politica siciliana sostiene che a Messina il centrodestra sia riuscito a presentare molte liste, mentre ora sarebbe proprio l’area avversaria a riuscire nella stessa dinamica, assumendo così il peso della frammentazione.
Barcellona Pozzo di Gotto: roccaforte che cade al primo turno
Il quadro non resta confinato al capoluogo. Anche a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, emerge un ribaltamento. Si tratta di una città indicata come feudo di Tommaso Calderone, forzista e vicepresidente della commissione Giustizia alla Camera, che nel contesto locale rappresenta una figura di riferimento.
Nonostante la presenza di una roccaforte del centrodestra, l’esito non sostiene la continuità politica: il centrodestra perde al primo turno a favore della candidata collegata alla linea di De Luca.
proiezione sulle regionali e conferenza stampa a Palermo
La lettura complessiva della tornata porta Sud chiama Nord a spostare immediatamente il baricentro sul futuro. L’intenzione dichiarata è quella di puntare alle Regionali già nel prossimo passaggio politico.
Nel momento in cui il risultato elettorale diventa un punto di forza, viene fissato un appuntamento pubblico a breve: per il prossimo giovedì è prevista una conferenza stampa a Palermo. Il messaggio lanciato è esplicito: “Stacchiamo la spina al governo Schifani?”. L’esito della tornata viene quindi interpretato anche come un indebolimento dell’esecutivo.
Il governo di Renato Schifani risulta indebolito perché perde 8 città in cui amministrava. Tra gli osservatori circola inoltre la convinzione che in Sicilia si possa votare in autunno, prima delle Politiche.
ipotesi candidati e ruolo di De Luca come vice
Nel dibattito che segue il voto emerge una suggestione politica riguardante i ruoli futuri. Da ambienti di retrovie viene indicato Giorgio Mulè come possibile candidato alla presidenza della Regione, con l’ipotesi che De Luca venga indicato come vice.
Dopo il risultato, la posizione di Scateno viene ribaltata: “Perché non dovrebbe essere Mulè a fare il mio vice?”. L’affermazione introduce un nuovo scenario nella partita delle alleanze e della leadership in vista dei prossimi appuntamenti.
città del Ponte: fine di continuità per il centrodestra e percentuali decisive
La perdita di centralità del centrodestra a Messina si riflette anche nelle soglie raggiunte dalle principali forze. Per la quarta consecutiva la città del Ponte volta le spalle al blocco avverso: la bocciatura di Fi si accompagna a un dato della Lega che raggiunge la soglia con un 5,06%, senza un margine sufficiente a cambiare la sostanza del risultato.
Nel perimetro dell’opposizione, il Pd si colloca come primo partito di opposizione. La lista del M5s, che andava in coppia con Controcorrente di Ismaele La Vardera alla sua prima prova a Messina, ottiene solo 3,05%. Nel complesso, le forze considerate complessivamente superano di poco il 12%, delineando una débâcle.
personaggi citati nella dinamica elettorale
- Cateno De Luca
- Fortunata La Rosa
- Federico Basile
- Marcello Scurria
- Matilde Siracusano
- Tommaso Calderone
- Renato Schifani
- Giorgio Mulè
- Ismaele La Vardera
