Flotilla di terra attacco dei militari in libia parla l’attivista italiana sara suriano
La missione internazionale Land Convoy ha vissuto un episodio di forte tensione a Sirte, nella Libia dell’Ovest. Secondo la testimonianza raccolta da Adnkronos da parte dell’attivista pugliese Sara Suriano, il convoglio in presidio vicino a una moschea sarebbe stato raggiunto da uomini armati arrivati con camionette militari, con ordini di sgombero immediati e conseguenze che hanno generato caos e disagi tra i partecipanti.
attacco a sirte e ordine di sgombero durante land convoy
Suriano racconta che l’aggressione sarebbe iniziata verso le 18.30 nel campo allestito per la missione. Il presidio si trovava in attesa del rilascio di compagne e compagni fermati in precedenza. In particolare, i riferimenti riguardano dieci attivisti bloccati dalle milizie della Libia dell’Est, dopo aver oltrepassato il confine, e ancora non rilasciati.
La dinamica descritta è scandita dall’arrivo di mezzi: prime due camionette nere, poi altre quattro, quindi un numero crescente di veicoli con militari a volto coperto. I partecipanti si sarebbero radunati nella moschea, mentre i militari avrebbero imposto con modalità violente lo sgombero dell’area e l’ordine di salire sui pullman per lasciare il luogo.
missione internazionale e obiettivo umanitario del convoglio
La Land Convoy è una missione internazionale organizzata insieme dalla Maghreb Sumud e dalla Global Sumud Flotilla, con l’obiettivo di portare aiuti umanitari al valico di Rafah, tra Egitto e striscia di Gaza, destinandoli alla popolazione palestinese.
A Sirte, il convoglio risultava composto da circa 250 persone provenienti da diversi continenti e da una dotazione di mezzi che includeva automezzi, autobus, una ambulanza e camion con case modulari e beni di consumo. Secondo la ricostruzione, l’accampamento sarebbe rimasto in quella zona per nove giorni vicino alla moschea senza che accadesse nulla.
spostamento verso misurata e comunicazioni sul rimpatrio
Conclusa la fase di intimazione, Suriano riferisce che i partecipanti sarebbero stati trasferiti su pullman, con la scorta di camionette militari che precedevano e seguivano i mezzi. Non sarebbero state fornite indicazioni precise sulla destinazione, ma l’attivista afferma che, tramite il console, sarebbe emerso che il trasferimento riguardava Misurata per il rimpatrio.
Durante le procedure di trasferimento, l’attivista segnala che le comunicazioni ai partecipanti avrebbero incluso urla di obbedienza, mentre la richiesta riguardava la possibilità di recuperare i propri effetti personali. La situazione sarebbe sfociata in molto caos.
disordini nella moschea e difficoltà nel recupero delle persone
La testimonianza descrive inoltre l’esistenza di persone rimaste nella moschea: due compagne italiane sarebbero rimaste all’interno. Secondo Suriano, non sarebbe stato consentito di tornare indietro per caricarle sul mezzo.
Suriano aggiunge che i contatti con le due compagne sarebbero stati ripristinati solo successivamente, verificando che fossero sull’altro bus solo dopo una fase di attesa. Inoltre, viene riportato un caso di malore tra i componenti dell’organizzazione: un ragazzo sarebbe privo di sensi, con l’ipotesi di un trauma cranico collegato a un colpo ricevuto tramite pugno.
sgombero della moschea con gas e accuse di violenze
La ricostruzione include anche le condizioni della moschea durante lo sgombero. Suriano afferma che, alla fine, la moschea in cui si trovavano alcune donne sarebbe stata sgomberata con il gas. Secondo quanto dichiarato, alcune donne sarebbero state strattonate, colpite alla schiena, afferrate per il collo e una donna sarebbe stata trascinata fuori per i piedi.
La fase operativa sarebbe durata fino a circa le 20.30. Per quanto riguarda la delegazione italiana, Suriano rassicura che i 7 componenti presenti in Libia stanno bene.
attivisti fermati dalla libia dell’est ancora in custodia
Nel contesto della vicenda, l’attenzione resta anche sugli attivisti bloccati in precedenza. I dieci attivisti fermati il giorno precedente risultano ancora nelle mani del governo della Libia dell’Est. La situazione complessiva mantiene quindi aperto il tema del rilascio e dell’assenza di notizie al momento del racconto.
personaggi citati nella testimonianza
All’interno della narrazione vengono menzionati i seguenti nominativi:
- Sara Suriano