Flotilla attivisti denunciano violenze di israele a tel aviv

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Flotilla attivisti denunciano violenze di israele a tel aviv

La vicenda legata alla Global Sumud Flotilla e alle immagini diffuse sugli attivisti detenuti alimenta un confronto acceso tra Israele e istituzioni internazionali. Da una parte, il Servizio penitenziario israeliano sostiene che il personale abbia operato nel rispetto delle procedure; dall’altra, arrivano riscontri su cure mediche necessarie e nuove richieste di misure restrittive contro il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir. Nel mezzo, si intensificano le posizioni politiche europee e le discussioni tra Stati membri.

Israele dopo la denuncia di violenze: intervento “secondo le procedure”

Il Servizio penitenziario israeliano ha dichiarato che il proprio personale avrebbe agito “secondo le procedure” dopo la diffusione di un video attribuito al ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, in cui sarebbero ripresi attivisti della flottiglia diretta a Gaza sottoposti a un trattamento umiliante.

Servizio penitenziario: ordine e sicurezza del sito

Secondo quanto comunicato, al momento dell’arrivo dei detenuti le guardie carcerarie avrebbero dovuto agire per garantire ordine e sicurezza all’interno del sito, affermando che “tutte le azioni” sarebbero state eseguite in linea con le procedure e con le valutazioni professionali.

Giurisdizione e contenuti filmati in aree diverse

Il Servizio penitenziario israeliano ha aggiunto che alcuni dei detenuti mostrati nelle riprese, mentre venivano umiliati, al momento delle riprese non sarebbero stati sotto la sua giurisdizione. Fonti della sicurezza hanno indicato che la maggior parte dei video documentati proveniva da aree sotto il controllo delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) e della polizia.

Haaretz segnala però che la parte del video in cui un membro delle forze di sicurezza costringe a terra un attivista che urla “Palestina libera” sarebbe stata filmata in un’area sotto controllo del Servizio Penitenziario Israeliano. Inoltre, in una foto con attivisti della flottiglia inginocchiati con la testa a terra sarebbero visibili anche membri dell’Ips.

Il Servizio penitenziario israeliano non avrebbe risposto alla richiesta di chiarimenti, mentre il ministero degli Esteri, interpellato su eventuali prassi di documentazione durante la detenzione in casi simili, avrebbe rimandato la questione allo stesso servizio penitenziario.

Spagna: cure mediche per almeno 4 attivisti dopo la deportazione

Almeno 4 dei 45 cittadini spagnoli della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza avrebbero avuto bisogno di cure mediche dopo la deportazione da Israele, avvenuta in seguito all’intercettazione della spedizione da parte delle forze armate israeliane in acque internazionali. Lo ha confermato il ministro degli Esteri spagnolo Josè Manuel Albares, al suo arrivo alla ministeriale Nato in Svezia.

Osservazione medica in Turchia e rientro progressivo

Albares ha spiegato che una parte del gruppo sarebbe rimasta sotto osservazione medica in Turchia prima del rientro in Spagna. È stato inoltre indicato che il resto del gruppo avrebbe viaggiato “poco a poco” nella giornata da Instanbul verso il rientro in patria.

Denunce di aggressioni e referti: lividi e possibili fratture

Secondo Sandra Bandillaro della Global Sumud Flotilla, gli attivisti sarebbero ancora a Instanbul in condizioni di controlli medici e riposo, dopo aver denunciato “aggressioni e trattamenti degradanti” durante la detenzione in Israele. Parte dei rimpatri potrebbe slittare a domani.

Lucia Mazarrasa, della rete “Rumbo a Gaza-Freedom Flotillà”, che avrebbe raccolto testimonianze fra gli attivisti, ha riferito che alcuni presenterebbero grossi lividi e possibili fratture alle costole.

Documentazione: ematomi, lesioni e casi di abusi

Freedom Flotilla avrebbe documentato ematomi gravi, lesioni compatibili con fratture di costole e numerosi casi di abusi fisici, oltre a episodi di umiliazioni e maltrattamenti. L’organizzazione sta preparando azioni legali per arresti arbitrari e violazioni del diritto internazionale. Tutti gli attivisti spagnoli sarebbero stati sottoposti ad esami medico-legali in Turchia.

Ue e sanzioni a Ben-Gvir: discussioni riservate tra Stati membri

Alla richiesta di chiarire la possibilità di sanzioni contro il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir, il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri Anouar El Anouni ha affermato che, in quella fase, non sarebbe possibile condividere dettagli: le discussioni sarebbero riservate e nelle mani degli Stati membri, senza commenti pubblici.

Gymnich: incontro informale, nessuna decisione

Il portavoce ha ricordato che la prossima settimana è previsto un incontro informale dei ministri degli Affari esteri, indicato anche come Gymnich: in occasioni di questo tipo non vengono prese decisioni.

Richiesta Ue: dignità, sicurezza e rilascio dei detenuti

Nel briefing, è stata ribadita l’inaccettabilità del trattamento riservato agli attivisti della Flotilla, citando la presenza di cittadini dell’Ue. La Commissione ha chiesto al governo israeliano di garantire protezione e trattamento dignitoso, oltre al rapido rilascio dei detenuti.

Schlein: “Ben-Gvir non è l’eccezione ma la regola”

La segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha affermato di essere rimasta “sconvolta” dalle immagini di “inaudita violenza” contro gli attivisti della Flotilla. Ha ricordato che il ministro Tajani avrebbe sostenuto la necessità di sanzioni per Ben-Gvir, indicando però che, a suo giudizio, il ministro israeliano non rappresenterebbe un caso isolato: sarebbe la regola del governo.

Voto europeo: unanimità per sanzioni commerciali e maggioranza qualificata

Schlein ha sottolineato che il governo avrebbe conoscenza della posizione di altri Paesi europei nel quadro dell’approvazione della sanzione, rimarcando che per approvare le misure sarebbe richiesta l’unanimità. Ha aggiunto che per le sanzioni commerciali sarebbe sufficiente la maggioranza qualificata.

Tajani: contatti con i ministri Ue per decidere su sanzioni a Ben-Gvir

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato di essere in contatto con i ministri dell’Unione europea per valutare come e quando decidere in merito a possibili sanzioni a Ben-Gvir. Ha indicato che esiste un vertice informale a Cipro la settimana successiva e ha espresso l’auspicio che alla prima riunione formale si possa giungere a una decisione.

Germania monitorata e decisione in tempi rapidi

Tajani ha riferito che la Germania starebbe seguendo con attenzione la questione, specificando che spetterebbe a Berlino chiarire la propria posizione. Il ministro ha poi collegato la richiesta di sanzioni a quanto sarebbe stato mostrato in Israele, sostenendo che non sarebbe possibile ignorare la violazione dei diritti umani attribuita al ministro israeliano, descritta anche come condotta accompagnata da un’esposizione mediatica e da umiliazioni nei confronti di persone non accusate di reati.

Nel suo intervento, Tajani ha ribadito che, indipendentemente dal giudizio sulla Flotilla, i diritti umani non dovrebbero essere disattesi e ha dichiarato di avere già avviato contatti “in queste ore” con i ministri europei per una decisione in tempi rapidi.

Personalità citate:

  • Itamar Ben-Gvir
  • Josè Manuel Albares
  • Anouar El Anouni
  • Elly Schlein
  • Antonio Tajani
  • Sandra Bandillaro
  • Lucia Mazarrasa
Flotilla, attivisti denunciano violenze e umiliazioni. Israele: “Agito secondo le procedure”. Tajani: “In contatto con i ministri Ue per le sanzioni a Ben-Gvir”

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