Farmaci, società scientifiche foSSC: nel 2025 spesa miliardi, 28% a carico dei cittadini
La spesa farmaceutica in Italia continua a crescere, con una quota rilevante che finisce a carico dei cittadini. Durante una teleconferenza promossa dal FoSSC è emersa una lettura centrata su due forze principali: l’invecchiamento della popolazione e l’arrivo di nuovi farmaci innovativi ad alto costo. Nel confronto sono stati richiamati anche modelli di determinazione dei prezzi adottati all’estero e l’urgenza di rivedere criteri e strumenti per mantenere insieme diritto alla salute e sostenibilità economica.
spesa farmaceutica in italia: crescita nel 2025 e quota a carico dei cittadini
Secondo i dati riportati nella teleconferenza, nel 2025 la spesa farmaceutica totale in Italia è stata di 25 miliardi di euro. Rispetto al 2023 si registra un aumento del 15%, pari a circa 3 miliardi. Del totale, il 28% risulta a carico dei cittadini. La nota precisa che, nonostante ciò, il prezzo dei farmaci risulta inferiore rispetto a numerosi Paesi europei, con un divario medio stimato tra il 20% e il 30%.
teleconferenza foSSC: focus su innovazione terapeutica e impatto sulla salute
L’evento, intitolato “L’impatto dei nuovi farmaci e dell’innovazione terapeutica sulla salute dei cittadini”, è stato organizzato dal FoSSC, un forum che riunisce 75 società scientifiche di clinici ospedalieri e universitari italiani. Alla discussione hanno preso parte clinici e rappresentanti delle istituzioni sanitarie. L’attenzione sull’argomento è stata collegata a una precedente nota del ministro Schillaci, inviata ai vertici dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), con richieste di interventi correttivi e iniziative formali supportate anche dal sottosegretario Gemmato.
francesco cognetti: motivi della crescita e limiti dei tagli
Francesco Cognetti, coordinatore FoSSC, ha indicato che l’aumento della spesa, anche quella sostenuta dai privati, non rappresenta un elemento inatteso. La crescita viene collegata principalmente a invecchiamento della popolazione e a sviluppo della ricerca con l’arrivo di farmaci innovativi ad alto costo. La speranza di vita in Italia viene riportata a 84,1 anni, definita la più alta in Europa e seconda al mondo dopo il Giappone.
Accanto al tema dei costi, Cognetti ha richiamato l’esistenza di risultati clinici che in passato non erano raggiungibili con le terapie disponibili. Sono stati citati esempi: per la leucemia, in passato un paziente moriva entro pochi mesi; oggi può vivere per molti decenni. Per l’infarto, è indicata la possibilità di assumere per tutta la vita statine, betabloccanti e anticoagulanti.
In base a questa impostazione, viene ritenuto irrealistico pretendere che i costi delle terapie rientrino in budget pensati 20 anni fa. La posizione espressa è contraria a ulteriori tagli della spesa farmaceutica e insiste sull’idea che il valore delle terapie innovative non si esaurisca nel costo, ma includa benefici di salute con impatto sulla collettività.
mfn usa e prezzi dei farmaci: possibile riduzione dei lanci e rischi per l’europa
Nel dibattito online è stato richiamato il cosiddetto Mfn (Most favored nation drug pricing) adottato negli Stati Uniti. Il meccanismo impone che il prezzo effettivo dei farmaci negli Usa sia pari o inferiore a quello più basso tra un gruppo di nazioni, tra cui l’Italia.
Cognetti ha collegato tale modello a una possibile conseguenza di breve periodo: una riduzione di un terzo dei lanci di nuovi farmaci in Europa. Sono state poi evidenziate ulteriori pressioni economiche collegate alle conseguenze del conflitto in Medio Oriente, considerate come fattori già responsabili di una crescita dei costi totali stimata oltre il 20-30%. In questo quadro, l’Italia viene indicata come possibile tra i Paesi più penalizzati, con rischio di accesso più lento alle innovazioni terapeutiche e rincari ai prezzi.
La preoccupazione richiamata riguarda anche il modo in cui il tema viene trattato nel dibattito pubblico: viene segnalato lo “sfondamento” della spesa farmaceutica senza un’analisi considerata obiettiva dei dati, oltre all’obiettivo di controllo di una spesa descritta come fisiologicamente in crescita.
richiesta di revisione del prontuario: esclusione di terapie innovative e farmaci orfani
Come Forum delle Società scientifiche dei clinici ospedalieri ed universitari Italiani, è stata avanzata una richiesta specifica: dalla revisione del prontuario farmaceutico nazionale dovrebbero essere esclusi le terapie innovative, i farmaci orfani e quelli definiti di eccezionale rilevanza terapeutica e sociale.
La logica proposta distingue la spesa dall’investimento: i trattamenti indicati non sarebbero meri costi, ma capaci di generare ricadute positive. Tali ricadute vengono descritte come non limitate al paziente, poiché coinvolgerebbero anche l’intera collettività.
robert nisticò: equilibrio tra diritto alla salute e sostenibilità economica
Robert Nisticò, presidente Aifa, ha sottolineato la necessità di considerare diritto alla salute e diritto alle cure migliori per i cittadini affetti da importanti patologie. In parallelo, viene indicato l’obbligo di trovare un giusto equilibrio con la sostenibilità economica del Paese.
Secondo quanto riportato, va superata la logica dei silos separati che suddivide la spesa farmaceutica. Sono richiamati strumenti per valutare l’efficacia terapeutica dei nuovi farmaci e i risparmi collegati, ad esempio alle ospedalizzazioni evitate. Tra le soluzioni in lavorazione viene menzionato il pagamento rateizzato fino a 6-7 anni per i farmaci one shot.
L’obiettivo dichiarato è coniugare innovazione e sostenibilità, tenendo conto della struttura del sistema sanitario, descritto come articolato in 21 sistemi regionali.
spesa sanitaria pubblica e divari europei: percentuale del pil e posizione internazionale
Nel confronto è stata collegata alla spesa farmaceutica anche la spesa sanitaria pubblica. In Italia si colloca al 6,2-6,3% del Pil. Il valore viene indicato come inferiore rispetto a Francia (9-10%), Germania (10,1-10,6%) e Regno Unito (8,9%), oltre che rispetto alla media europea del 6,9%. Sul parametro, l’Italia risulta al 14esimo posto in Europa, al 22esimo posto in ambito Ocse e all’ultimo posto tra i Paesi del G7.
Per la spesa sanitaria pubblica pro capite, viene riportato un valore italiano di 3.835 dollari contro una media Ocse di 4.625 (con uno scarto di -790), e una media europea di 4.689 (con scarto di -854). Anche su questo indicatore l’Italia risulta al 14esimo posto in Europa, dopo Repubblica Ceca e Slovenia.
invecchiamento e rischio di sostenere il modello universalistico
Il divario viene collegato a un allargamento avvenuto durante la pandemia, periodo in cui altri Paesi hanno investito maggiormente rispetto all’Italia. È stato indicato come necessario aumentare gli investimenti alla luce del continuo invecchiamento della popolazione. In assenza di un cambio di scenario, viene segnalato il rischio di non poter più garantire un modello sanitario universalistico e, più in generale, il diritto alla salute previsto dalla Costituzione.
personalità citate nella teleconferenza
- Francesco Cognetti
- Robert Nisticò
- Schillaci
- Gemmato