Fanghi tossici sversati nei campi e laghetti del Casertano: due arresti

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Fanghi tossici sversati nei campi e laghetti del Casertano: due arresti

Nell’ambito di un’ordinanza cautelare che coinvolge gli amministratori di una società, emergono elementi documentali che descrivono lo sversamento illegale di rifiuti speciali non pericolosi e di fanghi maleodoranti derivanti dalla lavorazione del pomodoro. Il quadro accusatorio prende forma attraverso intercettazioni, immagini e perizie, con operazioni che avrebbero interessato anche le sponde di laghetti artificiali nel territorio casertano.

ordinanza cautelare e accuse per traffico illecito di rifiuti

L’ordinanza cautelare è stata emessa nei confronti dei fratelli Stanislao e Francesco e di Corvino, amministratori della New Ecology srl. A Stanislao è stata disposta la misura degli arresti domiciliari, mentre a Francesco è stato applicato il divieto di dimora in Campania.

Il procedimento riguarda nove indagati, chiamati a rispondere a vario titolo dei reati di traffico illecito di rifiuti, associazione a delinquere, riciclaggio e gestione illecita di rifiuti.

intercettazioni, video e foto: i movimenti dei camion e i conferimenti

Nel materiale descritto nell’ordinanza trovano spazio intercettazioni che documentano i movimenti dei camion e le conversazioni tra autisti, imprenditori e titolari dei terreni. Le attività di conferimento si collegherebbero a diverse aree tra Capua, Mondragone e Castelvolturno.

Le evidenze includono anche foto dei trasporti, perizie sui terreni e video realizzati tramite due telecamere installate nell’agosto 2023 vicino ai laghetti artificiali. Gli specchi d’acqua risultano adiacenti all’azienda dei Corvino.

la “vasca” del laghetto e le indicazioni all’autista

Uno dei passaggi riportati riguarda un avviso, alcuni giorni prima della condotta descritta, in cui Corvino avrebbe indicato all’autista dove intervenire. Nel riferimento emerge la “vasca” come laghetto, richiamata in relazione a un’azione da eseguire senza spostamenti: “Lunedì arriva anche la minipala (…) cosi la mettiamo a lei sulla vasca se dobbiamo fare il servizio (…) Ci mettiamo là e non ci muoviamo”.

disponibilità dei proprietari dei terreni e discorsi sui conferimenti

Ulteriori intercettazioni documenterebbero la disponibilità dei proprietari dei campi a ricevere il materiale. In una conversazione sarebbe emersa l’intenzione di “buttare” il contenuto su aree specifiche e l’invito a inserirlo nella terra di un determinato appezzamento.

In parallelo, risulterebbe presente anche una componente di preoccupazione da parte dell’indagato, con riferimenti al fatto che la terra indicata non sarebbe stata l’opzione corretta e con l’esortazione a comportarsi in modo coerente con la semina effettuata, seguita da una reazione ironica.

quantità contestate, profitto e sequestro per equivalente

Gli atti richiamati nell’ordinanza firmata dalla giudice per le indagini preliminari Chiara Bardi includono anche le dichiarazioni di un pentito in affari con il clan Bidognetti.

Secondo le contestazioni, sarebbe stato realizzato uno smaltimento illegale di 25mila tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi. La ricostruzione degli inquirenti quantifica un illecito profitto di circa 1,6 milioni di euro, con conseguente sequestro per equivalente.

Nel corso delle indagini è stato disposto anche il sequestro di un complesso aziendale, oltre a automezzi e beni mobili e immobili, tra cui terreni e porzioni di fabbricati. Risulta inoltre che, durante le attività investigative, fossero stati già sequestrati almeno sei terreni agricoli sui quali sarebbero stati sversati i rifiuti.

classificazione fittizia dei rifiuti e smaltimento tramite terreni individuati

Le operazioni sarebbero avvenute attraverso la classificazione fittizia dei rifiuti. La documentazione prodotta indicherebbe tipologie di materiali differenti da quelle effettivamente smaltite, così da giustificare il trasporto e anche l’abbandono nei terreni individuati di volta in volta.

Nel quadro ricostruito risultano rilevanti ingenti quantitativi di scarti rinvenuti anche in un’area di cantiere in località Boscofangone di Nola. In quella zona sarebbero stati in corso lavori per la realizzazione di un sito industriale di circa 83.825 mq, con annesso un opificio di ampio 39.000 mq, che è stato sequestrato nell’ambito di un’indagine della Procura di Nola.

coordinamento investigativo e contesto giudiziario

La notifica degli arresti è avvenuta nella giornata di venerdì mattina, al termine di indagini avviate nell’aprile 2023. Le attività sono state coordinate dalla Dda di Napoli oggi guidata da Nicola Gratteri e condotte dai carabinieri del Noe di Napoli e Caserta.

rispetto delle regole ambientali: intervento istituzionale

Sull’operazione è intervenuta con parole di apprezzamento l’assessora regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro, ribadendo che il rispetto dell’ambiente e delle regole deve rimanere un punto centrale dell’azione istituzionale.

persone coinvolte nella ricostruzione

I nominativi presenti nel materiale descritto comprendono:

  • Stanislao
  • Francesco
  • Corvino
  • Claudia Pecoraro
  • Nicola Gratteri
  • Chiara Bardi
Fanghi dalla lavorazione dei pomodori sversati in campi e laghetti: due arresti. Smaltite 25mila tonnellate di rifiuti speciali
Categorie: Cronaca

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