Eurispes: la politica privilegia l’emozione sull’argomento, come mobilitarsi per grandi cause
Il Rapporto Eurispes 2026 mette in evidenza un nodo politico che incide direttamente sulla capacità di costruire futuro: la difficoltà di dare coerenza alle politiche, la tendenza a privilegiare la dimensione emotiva e comunicativa rispetto ai contenuti e, soprattutto, la necessità di grandi obiettivi collettivi. Il documento descrive un contesto in cui il dibattito pubblico appare poco orientato alla progettazione di lungo periodo e in cui il potere decisionale, in modo crescente, si sposta fuori dai luoghi istituzionali tradizionali.
politica e progettazione: coerenza tra obiettivi economici e sociali
Le politiche, secondo il Rapporto Eurispes 2026, non possono essere una somma di interventi scollegati: devono risultare coerenti e interdipendenti. La ricostruzione di un modello di crescita viene indicata come un passaggio centrale, coniugando componenti quantitative e qualitative. In tale prospettiva, l’attenzione è rivolta alla lotta all’esclusione nei suoi diversi aspetti, riconoscendo la necessità di una capacità progettuale e di una volontà politica in grado di sostenerla.
Il documento individua anche un limite specifico del dibattito politico italiano: una grammatica pubblica che tende a privilegiare emozione sull’argomento, slogan sulla proposta e visibilità sulla competenza. In questa cornice, la distanza tra intenzioni dichiarate e capacità di costruire percorsi strutturati risulta più evidente.
programmi elettorali, social e intelligenza artificiale: cambia il rapporto con i cittadini
Il rapporto evidenzia un altro aspetto rilevante: i programmi elettorali, quando presenti, non risultano spesso letti nemmeno da chi li redige. La mancata attenzione si estende anche a fasi in cui vengono introdotte nuove norme, segnalando una frattura tra produzione politica e ricezione pubblica.
Il documento sottolinea inoltre come la politica intrattenga un dialogo con i cittadini soprattutto attraverso Social, con l’ausilio di Intelligenza artificiale istruita e gestita da agenzie di comunicazione, non dal singolo politico. In tale scenario, il flusso comunicativo tende a consolidarsi attraverso strumenti esterni alla dinamica individuale del rappresentante.
parlamento ridotto a ratifica: decisioni spostate altrove
Nel quadro delineato dal Rapporto Eurispes 2026, il Parlamento appare sempre meno come luogo in cui si decide e sempre più come un’aula in cui si ratifica quanto è stato stabilito altrove. Questa trasformazione viene collegata alla riduzione della centralità del confronto pubblico sulle scelte e alla crescente influenza di sedi esterne ai processi istituzionali.
una generazione senza grandi cause: assenza di futuro e richiesta di obiettivi collettivi
Il rapporto avverte che una generazione senza grandi cause rischia di essere una generazione senza futuro. La necessità indicata è quella di grandi cause intese come obiettivi collettivi condivisi, capaci di mobilitare energie, risorse e intelligenze verso traguardi comuni.
La ricerca di queste grandi cause richiede però una politica in grado di sviluppare pensiero lungo. Il documento segnala l’incompatibilità tra tale pensiero e il ciclo elettorale permanente e la logica del consenso estemporaneo. Recuperare il senso dello Stato viene presentato come un elemento chiave: l’idea che esistano interessi superiori rispetto a quelli di partito, di coalizione, al mandato elettorale o a interessi privati e personali.
cosa può promettere e cosa deve fare: la distinzione tra governare per sé e per la comunità
Il rapporto distingue tra due domande diverse. Da un lato, la prospettiva di chi chiede: “cosa posso promettere per vincere le prossime elezioni?”. Dall’altro, la prospettiva di chi chiede: “cosa devo fare per lasciare il Paese in condizioni migliori di come l’ho trovato?”.
La seconda domanda viene indicata come quella giusta e anche più difficile da porsi. Il documento evidenzia che la complessità cresce in presenza di un processo in atto che riguarda l’Italia e, in termini più ampi, la comunità internazionale: il potere decisionale si sposta fuori dai luoghi istituzionali, trovando casa in contesti differenti, spesso opachi e raramente sottoposti a controllo democratico.
nuovi centri di potere: piattaforme tecnologiche, fondi globali e reti informali
Il rapporto identifica specificamente dove si manifesti questo spostamento. Viene richiamato il ruolo delle piattaforme tecnologiche che determinano ciò che milioni di persone vedono ogni giorno, orientando insieme ai consumi credenze, valori e modi di pensare. La dinamica viene descritta come capace di influenzare l’ambiente socio-culturale a partire dai flussi informativi.
Accanto a ciò, il documento menziona i fondi di investimento globali, capaci di orientare le politiche economiche degli Stati con la forza dei mercati finanziari. Inoltre, vengono citate reti di potere informali che si incontrano in dimore private anziché nelle Aule parlamentari.
manifesto della repubblica tecnologica e Palantir
Solo poche settimane prima della pubblicazione del rapporto, viene indicata la divulgazione del “Manifesto della Repubblica tecnologica”, definito come manifesto politico, tecnologico e imprenditoriale di Palantir. La società viene presentata come realtà privata tra le più importanti in ambiti collegati alla sorveglianza digitale, alla previsione e alla tecnologia civile e militare.
controllo algoritmico e cittadinanza digitale: l’allerta del messaggio sulle comunicazioni sociali
Il rapporto richiama un passaggio del messaggio di Papa Leone XIV per la 60esima Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali ad inizio 2026. In quell’occasione viene denunciata l’esistenza di una “enorme forza invisibile” che coinvolge tutti, nelle mani di “una manciata di aziende”. Il documento collega tali elementi al tema del controllo algoritmico, descritto come rischio di oligopolio.
La riflessione si chiude con l’indicazione della necessità di costruire una cittadinanza digitale consapevole e responsabile, in risposta a dinamiche considerate rilevanti per la tutela della società e dei suoi processi decisionali.
personaggi citati nel rapporto
Nel testo compaiono i seguenti nominativi:
- Papa Leone XIV
- Palantir