Ergastolo per marito che strangolò e mise nel frullatore ex miss svizzera: il caso che ha scioccato tutti

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Ergastolo per marito che strangolò e mise nel frullatore ex miss svizzera: il caso che ha scioccato tutti

Una sentenza di estrema durezza ha chiuso un procedimento giudiziario tra i più sconvolgenti del recente passato in Svizzera. Il giudice Daniel Schmid ha formalizzato la condanna all’ergastolo per Marc Rieben, ritenuto colpevole dell’omicidio e dello smembramento della moglie, Kristina Joksimovic, 38enne ex finalista di Miss Svizzera. Nel corso delle motivazioni, la decisione è stata presentata come un punto di frattura capace di cambiare la realtà delle persone coinvolte.

condanna all’ergastolo per marc rieben e rigetto della legittima difesa

Il tribunale di Basilea ha respinto integralmente la tesi difensiva della legittima difesa sostenuta dai legali dell’uomo. Il giudice Schmid ha ribadito che nessuna pronuncia può colmare il vuoto creato dalla perdita di una persona cara, rivolgendo parole ai familiari della vittima con un riconoscimento emotivo e solenne del loro dolore. La condanna a vita si inserisce al termine di una ricostruzione complessa, culminata in un verdetto definitivo sul piano penale.

dinamica dell’omicidio: discussione per il divorzio e violenza letale

Il fatto risale al 13 febbraio 2024. Secondo quanto emerso durante il processo, l’episodio ha avuto origine da una discussione accesa legata alle pratiche di divorzio. Rieben, figlio di un noto avvocato, non avrebbe accettato la separazione. Venivano contestati, in particolare, la richiesta di affidamento esclusivo delle due figlie, di 5 e 6 anni, e il rifiuto di qualsiasi supporto finanziario.

All’escalation verbale, Rieben avrebbe aggredito la moglie afferrandola per la gola, sbattendola contro un muro e procedendo poi allo strangolamento tramite un “oggetto simile a un nastro”. L’autopsia ha descritto condizioni cliniche gravissime prima del decesso, con traumi da corpo contundente, tagli su tutto il viso, lividi e capelli strappati dal cuoio capelluto.

smembramento e dettagli investigativi: frullatore industriale e sostanze chimiche

La procura ha qualificato le fasi successive all’omicidio come metodiche e deliberate. Rieben avrebbe smembrato il corpo, triturando alcune parti in un frullatore industriale domestico e sciogliendone altre in sostanze chimiche.

Un dettaglio emerso dalle indagini ha riguardato l’uso del telefono cellulare: durante le operazioni di smembramento, l’imputato avrebbe guardato video su YouTube. Inoltre, l’elemento più rilevante per la gravità della contestazione successiva è stato il mancato ritrovamento di un organo: l’utero della donna. Gli investigatori hanno ritenuto che fosse stato rimosso con cura. In conseguenza di questa circostanza, la procura ha aggiunto il capo d’imputazione relativo a vilipendio di cadavere.

scoperta del corpo e ricostruzione dell’accusa in aula

Il ritrovamento della scena è stato effettuato dal padre di Kristina. L’uomo si trovava nella casa di famiglia mentre cenava con le nipotine e con Rieben. Durante un momento in cui si è recato in lavanderia, avrebbe notato capelli biondi che sporgevano da un sacco nero.

Nel corso dell’atto d’accusa, Rieben è stato descritto come responsabile di un’azione consapevole e intenzionale, interpretata a partire da un atteggiamento e da una mentalità definite egoistiche, legate a bisogno di controllo, risentimento, vendetta e rabbia massiccia.

dichiarazioni della difesa e parola di marc rieben in tribunale

La difesa aveva chiesto una condanna massima di tre anni, invocando un presunto eccesso di legittima difesa. Secondo la ricostruzione prospettata in aula, la vittima avrebbe minacciato il marito con un coltello.

Lo scorso lunedì, Rieben ha preso la parola con una dichiarazione personale. Ha espresso dolore per la sofferenza causata alla famiglia, ha indicato il senso di fallimento e ha affermato di non essere riuscito a impedire l’esito fatale. Nel testo della dichiarazione ha riconosciuto piena responsabilità per ciò che è avvenuto, definendo l’atto assolutamente imperdonabile, dichiarando rammarico e chiedendo scusa alla famiglia.

perizia, risarcimenti e sanzioni economiche disposte dal tribunale

Durante il processo, il professor Frank Urbaniok, nominato come perito dal tribunale, ha diagnosticato a carico dell’imputato tratti narcisistici e un disturbo ossessivo-compulsivo. Nel suo intervento ha valutato la scena del crimine come eccezionalmente grave: ha riferito di lavorare come perito da 33 anni, di avere supervisionato 5.000 casi e di non aver mai osservato situazioni simili in omicidi commessi contro partner intimi.

Oltre alla condanna al carcere a vita, il giudice Schmid ha stabilito sanzioni economiche e risarcimenti. Rieben dovrà versare 100.000 franchi svizzeri alle due figlie piccole. Alla madre e al padre di Kristina andranno complessivamente 220.000 franchi. Alla sorella della modella spetteranno 60.000 franchi. Tutte le somme riconosciute saranno maggiorate di un interesse del 5%, calcolato dalla data dell’omicidio.

figure nominate nel procedimento e riconosciute nella ricostruzione

Kristina Joksimovic; Daniel Schmid; Marc Rieben; Frank Urbaniok; padre di Kristina (autore della scoperta); madre di Kristina (destinataria dei risarcimenti); padre di Kristina (destinatario dei risarcimenti); sorella della modella (destinataria dei risarcimenti).

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Categorie: Cronaca

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