El Koudri e il gesto contro gli stranieri: nessuna paura, speriamo serva a qualcosa

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El Koudri e il gesto contro gli stranieri: nessuna paura, speriamo serva a qualcosa

Un gesto di intervento immediato e di immobilizzazione ha interrotto un tentativo di fuga durante una concitata aggressione avvenuta a Modena. Nel racconto dei protagonisti emergono paura ridotta e preoccupazione per gli altri, mentre sul caso si muovono le autorità: l’uomo coinvolto è in stato di fermo con l’accusa di strage e lesioni aggravate.

modena, il tentativo di bloccare il responsabile e il ruolo di osama shalaby

Sabato, mentre Salim El Koudri, braccato da Luca Signorelli, tentava di divincolarsi e accoltellava la prima persona intervenuta per provarlo a bloccare, Osama Shalaby è intervenuto scagliandosi sull’uomo. Shalaby, muratore di 56 anni, ha raccontato che vive in Italia da trent’anni, lavora nel settore ed è padre di Mohammad, 20 anni, presente al momento dei fatti.

Secondo la ricostruzione, Shalaby non ha avuto esitazioni. La sua spiegazione, riportata il giorno dopo l’episodio, è stata netta: “Siamo egiziani, abbiamo paura solo di Dio”. L’intervento ha avuto l’obiettivo di fermare El Koudri e impedire ulteriori azioni durante la fuga nel centro di Modena.

l’aggressione in auto e le conseguenze sulle persone ferite

El Koudri, alla guida della propria Citroen C3, è piombato addosso ai pedoni a tutta velocità, ferendo otto persone. Tra i feriti, due risultano in condizioni gravissime e sono stati ricoverati. Il caso si inserisce in una dinamica di violenza che, dopo l’urto con i pedoni, ha continuato con il tentativo di farsi bloccare e con l’aggressione a chi interveniva per fermarlo.

accuse e stato di fermo

El Koudri si trova in stato di fermo. Le accuse contestate sono strage e lesioni aggravate, mentre l’indagine prosegue in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine.

osama shalaby e mohammad: l’immobilizzazione e il racconto del gesto

Con Osama Shalaby, anche il figlio Mohammad è intervenuto nell’azione di blocco. Padre e figlio hanno riferito di come abbiano disarmato l’uomo e di come siano riusciti a immobilizzarlo. Entrambi hanno dichiarato di essere contenti dei ringraziamenti ricevuti.

Shalaby ha aggiunto un ulteriore elemento personale: vive in Italia da trent’anni, ma non è cittadino italiano. Ha inoltre espresso la speranza che il gesto possa servire a qualcosa e ha indicato come obiettivo familiare il desiderio di una casa popolare dove vivere insieme con tutti i componenti della famiglia.

collaborazione sul posto e intervento di negozianti lungo la via

Oltre a Shalaby e Luca Signorelli, secondo quanto ricordato dal sindaco, sono intervenuti anche alcuni negozianti pachistani. La loro presenza è collegata alla via in cui El Koudri ha tentato di darsi alla fuga dopo la corsa in auto contro i pedoni. Il coinvolgimento di più persone ha contribuito alla fase di contenimento dell’aggressore, culminata nell’immobilizzazione.

il riferimento istituzionale al gesto dei passanti

Già sabato, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato il gesto dei passanti che hanno contribuito a bloccare El Koudri. Tale richiamo istituzionale si collega alla sequenza di eventi in cui il tentativo di fuga e l’ulteriore aggressione sono stati fermati grazie all’intervento coordinato di più persone presenti sul luogo.

personaggi citati nell’episodio

  • Osama Shalaby
  • Mohammad Shalaby
  • Salim El Koudri
  • Luca Signorelli
  • Sergio Mattarella
Auto sulla folla a Modena, parlano gli stranieri che ha fermato El Koudri: “Nessuna paura, speriamo il gesto serva a qualcosa”
Categorie: Cronaca

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