Destra nel caos in regione lazio: fdi vota contro se stessa per salvare la consigliera, cresce la richiesta di rimpasto con la lega

• Pubblicato il • 6 min
Destra nel caos in regione lazio: fdi vota contro se stessa per salvare la consigliera, cresce la richiesta di rimpasto con la lega

Nel Lazio la scena politica resta segnata da tensioni interne al centrodestra e da trattative sulle nomine, mentre le opposizioni alzano il livello dello scontro denunciando un clima di immobilismo. Due nodi principali dominano il quadro: da un lato la vicenda della consigliera regionale Emanuela Zappone, dall’altro le pressioni per un possibile rimpasto di giunta chiesto nella Lega e frenato dal presidente Francesco Rocca.

immobilismo politico nel lazio tra scontri di maggioranza e accuse dell’opposizione

Le forze di opposizione parlano apertamente di una Regione bloccata, descrivendo una dinamica caratterizzata da guerre interne, partite sulle nomine e dinamiche di potere. L’analisi delle opposizioni colloca la situazione in un orizzonte di lungo periodo, sostenendo che la Regione sarebbe ferma da anni, attraversata da scontri tra equilibri interni e gestione degli incarichi.

Parallelamente, la ricerca di un confronto comune si materializza anche in iniziative di coordinamento politico: il 28 aprile Pd, M5s, Avs, Azione, Italia viva e Scelta civica ecologista si sono riuniti per impostare il primo asse di un possibile “campo largo” contro il governo regionale guidato da Francesco Rocca, accompagnando l’iniziativa con l’accusa che la destra avrebbe fallito nel governo del territorio.

emanuela zappone e il nodo incompatibilità tra ruolo in consiglio e presidenza del parco del circeo

Il caso più acceso riguarda Emanuela Zappone, consigliera regionale di Fratelli d’Italia. La vicenda nasce il 12 maggio in Consiglio regionale, quando Zappone subentra al consigliere Enrico Tiero, sospeso dopo l’arresto per corruzione. Nel frattempo Zappone mantiene anche l’incarico di presidente dell’Ente Parco nazionale del Circeo, ricevuto dal ministero dell’Ambiente.

delibera aurigemma e norma di riferimento sul decreto legislativo 39 del 2013

La contestazione trae origine dal quadro normativo indicato dalla delibera del 30 aprile adottata dal presidente del Consiglio regionale Antonello Aurigemma. Nel testo si richiama il decreto legislativo 39 del 2013, che stabilisce l’incompatibilità tra incarichi amministrativi di vertice nelle amministrazioni regionali e incarichi di amministratore di ente pubblico di livello regionale.

Secondo quanto riportato nella delibera, Zappone sarebbe stata chiamata a scegliere entro 15 giorni tra la carica di consigliera regionale e quella di presidente del Parco; in caso contrario era prevista la decadenza automatica dalla carica alla Pisana.

bocciatura in maggioranza e mantenimento dell’incarico doppio

Nonostante il richiamo normativo, la maggioranza di cui fa parte Aurigemma ha bocciato il provvedimento: il dato riportato indica 26 voti contrari, 10 favorevoli e 2 astenuti. La conseguenza è stata la possibilità per Zappone di mantenere entrambe le cariche.

La stessa incompatibilità viene citata anche con riferimento a rilievi del ministero dell’Ambiente, che avrebbe evidenziato un cumulo di cariche non coerente con il decreto richiamato.

opposizioni contro la doppia poltrona: conflitto di interessi e accusa di indecenza istituzionale

La reazione delle opposizioni è netta. In una nota congiunta Pd, M5s, Sinistra italiana, Italia viva, Azione e Sinistra civica ecologista descrivono la situazione come indecenza istituzionale e sottolineano un conflitto di interessi ritenuto macroscopico.

Le forze politiche accusano la maggioranza di centrodestra di aver blindato il doppio incarico, definendo la condizione politicamente e moralmente inaccettabile perché un esponente della maggioranza legislativa sarebbe contemporaneamente vertice amministrativo di un ente collegato alla Regione tramite fondi, direttive e controlli.

orizzonte processuale per enrico tiero e revoca della misura cautelare

Il caso, secondo quanto indicato, potrebbe chiudersi in tempi brevi anche grazie agli sviluppi sul piano giudiziario. Dopo la revoca degli arresti domiciliari, Enrico Tiero potrà tornare in Consiglio riprendendo il proprio seggio, con possibilità già dalla settimana successiva. Il Tribunale del Riesame di Roma ha infatti accolto il ricorso della difesa, disponendo la revoca della misura cautelare.

Resta comunque aperto il processo: l’avvio è indicato per il 3 giugno. Secondo la Procura, Tiero avrebbe sfruttato il ruolo politico per favorire imprenditori dei settori sanitario, alimentare e della raccolta rifiuti in cambio di favori personali.

lega e rimpasto di giunta nel lazio: richieste su baldassarre e ciacciarelli e resistenze interne

Un secondo fronte di attrito riguarda la Lega e le pressioni per un rimpasto di giunta. Da settimane il segretario regionale nel Lazio Claudio Durigon spinge per sostituire due assessori: Simona Baldassarre e Pasquale Ciacciarelli. Le ragioni attribuite alle richieste si collegano alla strategia elettorale della Lega volta a riacquistare voti a Roma.

freno di rocca e difesa pubblica degli assessori

La manovra si sarebbe arenata davanti alla resistenza del presidente Francesco Rocca. Il governatore, pur evitando un confronto diretto con la Lega, avrebbe difeso più volte pubblicamente l’operato dei due membri della giunta, ribadendo l’apprezzamento per il lavoro svolto e la mancanza di motivazioni per una sostituzione immediata.

Allo stesso tempo, anche Baldassarre e Ciacciarelli avrebbero scelto una linea prudente, evitando di alimentare lo scontro in modo esplicito. In una nota, gli assessori avrebbero dichiarato di non poter far altro che ringraziare il presidente Rocca per il riconoscimento riservato alle loro professionalità, aggiungendo però che le valutazioni restano in capo al partito.

tensione dietro le quinte e rinvio della partita sul rimpasto

Dietro la facciata istituzionale, la tensione viene descritta come non chiusa. Secondo fonti interne alla Lega, uno dei due assessori avrebbe rifiutato l’ipotesi di fare un passo indietro, trasformando il rimpasto in un potenziale elemento di rottura nella maggioranza. A quel punto Durigon avrebbe preferito frenare, almeno temporaneamente, per evitare uno strappo e una crisi più ampia nella giunta Rocca, senza comunque abbandonare l’idea di intervenire nei prossimi mesi.

Sul fondo del confronto resterebbe anche il dato politico sul calo di consenso registrato nel tempo dalla Lega, elemento che renderebbe necessario, secondo i dirigenti, ridisegnare la giunta per ricostruire un radicamento territoriale e recuperare consenso in vista delle prossime sfide elettorali, con particolare attenzione alla Capitale.

smentite della presidenza e richiesta di formalizzazione negata

Dal lato della presidenza della Regione, un portavoce di Rocca smentisce l’esistenza di pressioni formali. Viene indicato che non risulterebbe arrivata alcuna richiesta ufficiale di dimissioni da parte degli assessori né domande di revoca, con l’ulteriore affermazione che non esisterebbero pressioni esterne e che rimarrebbe l’apprezzamento per il lavoro svolto dagli assessori.

verso un fronte comune dell’opposizione contro rocca: campo largo e denuncia del fallimento

Nel tentativo di costruire un percorso unitario, le opposizioni puntano a trasformare le crepe interne della maggioranza in un progetto politico condiviso. L’incontro del 28 aprile tra Pd, M5s, Avs, Azione, Italia viva e Scelta civica ecologista viene presentato come primo asse del “campo largo”. Nel merito, l’accusa è rivolta al governo regionale guidato da Francesco Rocca, con la tesi secondo cui la destra avrebbe fallito e la Regione sarebbe rimasta bloccata per tre anni, tra scontri interni, nomine e dinamiche di potere.

personaggi e figure citate nella vicenda

Emanuela Zappone, Enrico Tiero, Claudio Durigon, Francesco Rocca, Antonello Aurigemma, Simona Baldassarre, Pasquale Ciacciarelli.

Destra nel caos in Regione Lazio: FdI vota contro il suo presidente per salvare la consigliera. E la Lega vuole il rimpasto

Per te