Ddl caccia, ue avverte l’italia e lollobrigida sfida bruxelles

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Ddl caccia, ue avverte l’italia e lollobrigida sfida bruxelles

Il disegno di legge che mira a modificare la normativa sulla caccia, indicata come ddl Malan, si avvicina alla fase decisiva in Senato dopo il voto degli emendamenti nelle commissioni Agricoltura e Ambiente di Palazzo Madama. Il testo al centro della discussione solleva contestazioni su diversi fronti: profili di incostituzionalità, rischi per la sicurezza delle persone e danni agli ecosistemi, oltre a possibili incompatibilità con il diritto europeo. Sul provvedimento si è inoltre inserita la Commissione europea, che ha scritto al governo guidato da Giorgia Meloni, con riferimento al ministero diretto da Gilberto Pichetto Fratin.

ddl malan e modifiche alla legge sulla caccia 157/92: nodo di incostituzionalità

La riforma della legge sulla caccia, collegata al riferimento normativo 157/92, viene descritta come un passaggio legislativo caratterizzato da criticità tali da generare forti preoccupazioni. Nel dibattito emergono contestazioni legate a impostazioni considerate problematiche rispetto ai principi costituzionali e alle ricadute concrete delle modifiche proposte.

procedura parlamentare e passaggio in senato dopo il voto in commissione

Il provvedimento si trova ora in avanzamento verso l’approdo in Aula, dopo aver superato la fase di esame degli emendamenti nelle commissioni competenti di Palazzo Madama. La discussione in Senato è giunta anche in sede di Question Time, con la sollevazione pubblica delle principali criticità.

intervento della commissione europea e lettera al governo

La Commissione europea avrebbe inviato una comunicazione al governo, segnatamente al ministero indicato, evidenziando aspetti potenzialmente incompatibili con l’assetto europeo. La lettera, secondo quanto riportato, sarebbe rimasta nascosta dall’esecutivo fino a quando non sarebbe stata scoperta da associazioni animaliste e ambientaliste. L’episodio rafforza l’attenzione sulla possibile distanza tra scelte legislative nazionali e vincoli europei.

rischi di procedura d’infrazione e dubbi sul rispetto del diritto europeo

Nel confronto parlamentare è stato indicato un rischio operativo per lo Stato: la possibilità che l’Italia venga sottoposta a procedura d’infrazione. Nel quadro richiamato risulta già in atto una messa in mora legata a politiche connesse all’attività venatoria, considerate non coerenti con il Regolamento Reach e la Direttiva Uccelli.

question time e risposta del ministro dell’agricoltura

La questione è arrivata in Aula grazie all’intervento della senatrice Gisella Naturale del Movimento 5 stelle, che ha posto l’accento sul possibile avvio di procedure a livello europeo. Il ministro Francesco Lollobrigida avrebbe risposto sostenendo che non sia intenzione interrompere l’attività legislativa per una lettera definita come proveniente da un “burocrate”.

La replica del ministro avrebbe incluso anche l’idea che eventuali conseguenze economiche, legate a sanzioni, sarebbero sostenute dai cittadini. Sul tema dell’eventuale incremento del bracconaggio, la posizione espressa richiama l’impostazione secondo cui l’ordinamento prevede responsabilità per il compimento di reati e non per l’esercizio di attività prevista dalla legge, aggiungendo che il principio varrebbe anche per l’attività venatoria.

modifiche contestate: caccia sul demanio marittimo, nuove specie e divieto di ostacolare

Nel merito del contenuto delle modifiche approvate emergono indicazioni considerate particolarmente critiche. Le contestazioni riguardano sia l’impianto operativo della caccia sia l’effetto potenziale su tutela ambientale e diritti.

ritorno della caccia sul demanio marittimo e riapertura della “caccia in spiaggia”

Tra i punti segnalati figura il ritorno della possibilità di caccia sul demanio marittimo, descritto come una riapertura di fatto della cosiddetta “caccia in spiaggia”.

ampliamento delle specie cacciabili

Un ulteriore elemento critico riguarda l’ampliamento delle specie cacciabili, con l’inclusione di animali citati come stambecco, oca selvatica e piccione.

divieto ampio di “ostacolare o rallentare” l’attività venatoria

Il testo introdurrebbe anche un divieto molto ampio di ostacolare o rallentare l’attività venatoria, misura che viene associata a rischi di impatto anche su forme di dissenso o protesta pacifica, con possibili profili di incostituzionalità.

assenza di sospensione e irrigidimento del testo

Secondo la ricostruzione riportata, nonostante i richiami formali dell’Unione europea, i lavori parlamentari sarebbero proseguiti senza sospensione e senza un confronto sul merito delle criticità. Il testo sarebbe stato invece irrigidito, con il rigetto di emendamenti presentati dalle opposizioni ritenuti potenzialmente capaci di correggere, almeno in parte, i problemi segnalati anche da associazioni e mondo scientifico.

richieste a istituzioni e contestazioni da parte delle associazioni ambientaliste

Le preoccupazioni non si limitano alla discussione in Aula: viene indicato un seguito istituzionale, con la decisione di coinvolgere ulteriori interlocutori. In particolare, è riferito che il Wwf, insieme ad altre associazioni, avrebbe scritto al Presidente della Repubblica per segnalare la gravità delle criticità emerse.

posizioni sul testo e critica alle modifiche approvate

Le associazioni ambientaliste sostengono che alcune scelte contenute nelle modifiche approvate presentino elementi particolarmente critici per l’impatto ambientale e per l’effetto potenziale su libertà e garanzie. La combinazione di ampliamento delle specie cacciabili, riapertura della caccia in aree marittime e formulazioni ampie nel divieto di ostacolare l’attività viene collegata a rischi concreti e a possibili profili di incostituzionalità.

personaggi citati

Tra i nominativi presenti nella ricostruzione figurano:

  • Giorgia Meloni
  • Gilberto Pichetto Fratin
  • Francesco Lollobrigida
  • Gisella Naturale
  • Dante Caserta

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