Crisi energetica, ue taglia le stime per l’Italia e apre a una revisione del patto di stabilità

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Crisi energetica, ue taglia le stime per l’Italia e apre a una revisione del patto di stabilità

La Commissione europea valuta l’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale per rispondere alla crisi energetica e, allo stesso tempo, ribadisce la disponibilità a reagire agli sviluppi. Nel quadro delle previsioni economiche primaverili presentate a Bruxelles, il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis collega la valutazione politica alla presenza di stabilizzatori automatici e alle limitazioni di spazio fiscale che condizionano i Paesi dell’Unione.

clausola di salvaguardia nazionale e flessibilità fiscale: cosa sta valutando la commissione

Durante la conferenza stampa di presentazione delle previsioni primaverili, Valdis Dombrovskis precisa che la Commissione è impegnata a esaminare una possibile risposta politica legata all’uso della clausola di salvaguardia nazionale per affrontare la crisi energetica. In parallelo, l’esecutivo europeo afferma di essere pronto a reagire agli sviluppi, tenendo conto della cornice fiscale e dei meccanismi già esistenti.

Alla richiesta specifica su un eventuale ricorso alla flessibilità fiscale concessa dall’esecutivo dell’Unione per sostenere l’aumento delle spese della difesa, Dombrovskis risponde che la Commissione sta valutando la risposta politica da adottare sul piano fiscale. Aggiunge inoltre che sono già stati delineati i parametri principali: da un lato, il quadro che consente agli stabilizzatori automatici di continuare a operare; dall’altro, una serie di parole di cautela relative alle restrizioni sullo spazio fiscale.

previsioni ue e incertezza energetica: scenario di base e scenario alternativo

Il commissario europeo interviene anche sul tema del possibile peggioramento rispetto alle proiezioni presentate nelle previsioni attuali. Dombrovskis sottolinea che la normalizzazione ipotizzata per il 2027 nello scenario di base risulta più difficile rispetto alle attese, perché la finestra si restringe. Il riferimento resta comunque lo scenario principale, destinato a guidare anche la valutazione della performance fiscale degli Stati membri.

L’analisi degli scenari, secondo quanto spiegato dal commissario, si fonda su ipotesi specifiche. Tra queste rientra l’andamento atteso delle curve future dei mercati energetici, cioè le aspettative del mercato sull’evoluzione dei prezzi dell’energia. La Commissione precisa che la valutazione dello scenario è costruita soltanto su quelle assunzioni: pertanto, se i prezzi dell’energia rimangono più alti più a lungo, l’esecutivo terrà conto dell’impatto nelle sue valutazioni.

Un ulteriore elemento riguarda i rischi legati alla durata del conflitto in Medio Oriente e alle conseguenze sui mercati energetici globali. A causa dell’elevato livello di incertezza, la previsione di base è affiancata da uno scenario alternativo: in tale ipotesi, perturbazioni più prolungate portano i prezzi delle materie prime energetiche a superare in modo significativo le curve dei futures di base. Il picco è atteso a fine 2026, seguito da un riallineamento graduale con le curve entro la fine del 2027.

In questo scenario alternativo, la Commissione indica che l’inflazione non si attenuerebbe come previsto nella traiettoria di base e l’attività economica non riuscirebbe a riprendersi nel 2027. Ne deriverebbe una pressione maggiore su famiglie e imprese, con una riduzione più marcata di consumi e investimenti.

previsioni ue su crescita e inflazione: andamento di eurozona e unione

crescita pil e inflazione in frenata nell’eurozona

Le previsioni economiche primaverili rivedono al ribasso la crescita del pil dell’eurozona. Il tasso scende allo 0,9% nel 2026 e all’1,2% nel 2027, rispetto all’1,2% e all’1,4% indicati nelle previsioni dello scorso autunno. Per l’inflazione, l’esecutivo prevede il raggiungimento del 3% nel 2026 e la discesa al 2,3% nel 2027, contro le stime autunnali dell’1,9% e del 2%.

pil e inflazione complessivi dell’unione europea in rafforzamento solo nel 2027

Per l’intera Unione, la Commissione indica una crescita del pil che passa dall’1,1% nel 2026 (rispetto all’1,4% previsto in precedenza) per poi tornare all’1,4% nel 2027. L’inflazione nell’Ue è stimata al 3,1% nel 2026, con un incremento di circa un punto percentuale rispetto alle previsioni precedenti, e un’attenuazione al 2,4% nel 2027.

fattori alla base dell’indebolimento: medio oriente e “nuovo choc energetico”

Secondo l’esecutivo Ue, l’indebolimento dell’attività economica dipende soprattutto dal conflitto in Medio Oriente, descritto come l’innesco di un “nuovo choc energetico”. Questa dinamica, secondo la Commissione, riaccende l’inflazione e scuote il sentiment economico.

Le previsioni aggiornate indicano che, rispetto a quanto atteso a febbraio 2026, le prospettive sono cambiate “sostanzialmente” con l’avvio del conflitto. L’inflazione ha iniziato a salire poche settimane dopo, legata al forte incremento dei prezzi di petrolio e gas, mentre l’attività economica risulta perdere slancio. La Commissione afferma che la situazione dovrebbe migliorare leggermente nel 2027, a condizione che le tensioni sui mercati energetici si allentino.

previsioni ue per l’italia: debito/pil al 139,2% entro fine 2027

debito pubblico: 139,2% nel 2027, aumento rispetto al 2025

Per l’Italia, le previsioni economiche primaverili indicano che il rapporto debito/pil è destinato a raggiungere il 139,2% entro la fine del 2027. La crescita partirebbe dal 137,1% registrato nel 2025. Rispetto alle previsioni dello scorso autunno, la Commissione segnala un peggioramento: nel precedente scenario il valore atteso per il 2027 era 137,2%.

cause dell’aumento: differenziale tra tassi e crescita e aggiustamenti stock-flusso

Secondo l’esecutivo europeo, l’incremento del debito rispetto al pil deriva da un differenziale tra tassi di interesse e crescita sfavorevole all’andamento del debito. Tra le altre spiegazioni rientrano anche consistenti aggiustamenti stock-flusso legati ai crediti d’imposta per la ristrutturazione delle abitazioni, che avrebbero gravato sul disavanzo negli anni precedenti.

Permane invece indicata come limitata la componente di riduzione del debito associata agli avanzi primari.

confronto con la grecia: sorpasso atteso nel 2027

Se le previsioni venissero confermate, il rapporto debito pubblico/pil dell’Italia supererebbe quello della grecia nel 2027, mentre la grecia dovrebbe scendere al 134,4%. Il dato greco è indicato in un percorso dal 146,1% registrato nel 2025, sostenuto da robusta crescita del pil nominale e da persistenti avanzi di bilancio primari.

valdis dombrovskis

  • valdis dombrovskis (commissario ue all’economia)

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