Confsal no a emendamenti al dl 1° maggio che limitano il pieno recupero dei salari dovuti
Confsal e Fast-Confsal hanno manifestato una forte contrarietà rispetto ad alcuni emendamenti presentati nel corso della conversione del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, noto come DL Primo Maggio. L’opposizione riguarda specifici contenuti, mentre la valutazione complessiva del provvedimento viene delineata come non ostile all’impianto generale.
confsal e fast-confsal: contrarietà agli emendamenti 7.17, 7.19, 7.20 e 7.22
La posizione assunta da Confsal e Fast-Confsal si concentra sugli emendamenti 7.17, 7.19, 7.20 e 7.22, collegati alla conversione del decreto-legge n. 62/2026. La contrarietà viene qualificata come ferma, con un perimetro definito: l’opposizione non investe l’intero decreto, ma una previsione ritenuta problematicamente specifica.
impugnazione mirata: non opposizione all’impianto generale del dl 62/2026
Confsal e Fast-Confsal precisano che la posizione non è rivolta contro il decreto-legge n. 62/2026 nel suo impianto complessivo. Il provvedimento, secondo quanto riportato, introduce misure in materia di incentivi all’occupazione, salario giusto, monitoraggio retributivo e contrasto al caporalato digitale.
contrattazione collettiva e parametro dei contratti nazionali
In particolare, viene richiamato l’articolo 7, che attribuisce alla contrattazione collettiva un ruolo centrale nella determinazione del salario giusto. Il riferimento indicato riguarda i contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative, considerati come parametro per il trattamento economico complessivo.
emendamenti contestati: effetti della rideterminazione giudiziale della retribuzione solo dopo la domanda
Confsal e Fast-Confsal chiariscono che l’opposizione nasce dalla necessità di distinguere l’impianto generale del provvedimento dagli emendamenti 7.17, 7.19, 7.20 e 7.22. Secondo la ricostruzione fornita, questi ultimi introdurrebbero una previsione che limita gli effetti della rideterminazione giudiziale della retribuzione al solo periodo successivo alla proposizione della domanda giudiziale.
il nodo contestato: recupero del dovuto e tempistiche dell’accertamento
Il punto di contestazione è considerato inaccettabile: il diritto a una retribuzione proporzionata e sufficiente non, secondo la posizione riportata, dovrebbe risultare effettivo soltanto dal momento in cui il lavoratore agisce in giudizio. Se una retribuzione viene accertata come non conforme all’articolo 36 della Costituzione, la richiesta formulata è che il lavoratore possa recuperare quanto dovuto secondo le regole ordinarie dell’ordinamento.
confsal e fast-confsal: conclusione sulla previsione considerata inaccettabile
In chiusura, Confsal e Fast-Confsal ribadiscono che l’opposizione è rivolta esclusivamente a quel profilo specifico legato agli emendamenti contestati. L’impostazione comunicata mira a evitare che l’effettività del diritto alla retribuzione venga subordinata alle tempistiche dell’azione giudiziale, sostenendo la possibilità di ottenere il recupero delle somme secondo la disciplina ordinaria.
Enti citati:
- Confsal
- Fast-Confsal