Concordato preventivo fdI vuole legalizzare l’evasione delle partite iva

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Concordato preventivo fdI vuole legalizzare l’evasione delle partite iva

Una modifica al concordato preventivo biennale sta attraversando i lavori della commissione Finanze del Senato: l’obiettivo dichiarato è ridefinire i limiti sulla quota di reddito su cui applicare le imposte per il biennio 2026-2027. La proposta collegata al decreto fiscale, presentata da Fratelli d’Italia tramite emendamento, punta a incidere sul perimetro applicativo per le partite Iva con una “pagella fiscale” considerata insufficiente.

concordato preventivo biennale 2026-2027: proposta di modifica e limiti sul reddito

La modifica mira a “legare le mani” all’Agenzia delle Entrate, fissando un tetto alla proposta di reddito su cui pagare le tasse nel periodo 2026-2027. L’intento si collega alle condizioni di accesso legate al punteggio derivante dagli Indici sintetici di affidabilità fiscale, indicati come base per valutare il livello di affidabilità.

La discussione della proposta avviene in un momento in cui, lo scorso anno, si era già tentato di ottenere un risultato simile. In quell’occasione la spinta era arrivata dalla Lega, su iniziativa del presidente della commissione, Massimo Garavaglia, ma l’idea non era stata approvata, almeno non nella medesima impostazione.

il precedente limite: applicazione riservata agli autonomi virtuosi

Nel tentativo precedente, il punto di caduta riguardava l’introduzione di un limite non generalizzato. La restrizione era stata pensata per gli autonomi già virtuosi in base agli Isa, cioè con un valore rientrante nel gruppo considerato affidabile. In termini di platea, il riferimento è a circa il 45%, quindi meno della metà.

concordato preventivo biennale: come funziona e quali adesioni ha avuto

Il concordato preventivo biennale è uno strumento fortemente voluto da Maurizio Leo, viceministro con delega al fisco, presentato come un meccanismo capace di indurre i contribuenti infedeli a dichiarare gradualmente di più.

In concreto, l’accordo consente di definire in anticipo reddito imponibile e imposte da versare per l’anno in corso e per quello successivo. Alla prima edizione, insieme alla misura sono stati previsti benefici aggiuntivi, tra cui il “ravvedimento speciale” per regolarizzare con uno sconto sui mancati versamenti pregressi e la flat tax sul maggiore reddito concordato.

numero di adesioni alla prima edizione

Le adesioni si sono fermate a 584mila partite Iva. Di queste, 460mila erano autonomi soggetti agli Indici di affidabilità fiscale, pari al 13% di una platea di 2,6 milioni. Ulteriori 124mila adesioni riguardavano i soggetti che applicano la flat tax, all’interno di una platea di 1,7 milioni. La presenza della flat tax esclude questi contribuenti dalla possibilità di aderire alle successive tornate.

limiti del concordato: regole attuali e nuova richiesta per ampliare il tetto

Nell’ultima fase di impostazione, la maggioranza aveva stabilito un limite sulla proposta formulata dalle Entrate sulla base delle informazioni in suo possesso. Il meccanismo di contenimento agisce in base al punteggio della pagella fiscale: il reddito soggetto a concordato non può superare una percentuale del reddito dichiarato nell’anno precedente.

percentuali collegate al punteggio Isa

Secondo le regole richiamate, il tetto applicabile risulta:

  • 125% del reddito dell’anno prima se il punteggio Isa è 8 (considerata la sufficienza);
  • 115% se il contribuente ottiene 9;
  • 110% se il punteggio è 10, che viene indicato come totale affidabilità.

emendamento Fratelli d’Italia: tetto più alto anche per chi avrebbe maggior rischio

Ora i senatori Fausto Orsomarso, Filippo Melchiorre e Gianpietro Maffoni, esponenti di Fratelli d’Italia, chiedono che il tetto, pur con un innalzamento, venga esteso a categorie che rientrano in fasce di affidabilità considerate meno favorevoli.

nuove percentuali proposte per il biennio 2026-2027

La richiesta prevede due soglie:

  • 130% del reddito dell’anno precedente per chi ha Isa superiore a 6 ma inferiore a 8;
  • 135% del reddito dell’anno precedente per chi ha Isa sotto 6.

Nel secondo caso, si tratta di contribuenti che, secondo la normativa richiamata, devono essere inseriti nelle liste dei soggetti da sottoporre a controlli mirati per la presunzione che sottraggano una parte degli introiti al fisco.

effetti della proposta: versare una quota ridotta rispetto al dovuto

Se la proposta venisse approvata, i soggetti interessati non verserebbero l’intero importo dovuto, ma verserebbero solo il 35% in più rispetto a quanto avrebbero dichiarato. La parte restante verrebbe indicata come quota di evasione consentita.

figure citate nella proposta e nel contesto politico-tributario

  • Maurizio Leo
  • Massimo Garavaglia
  • Fausto Orsomarso
  • Filippo Melchiorre
  • Gianpietro Maffoni
  • Giorgia Meloni
Concordato preventivo, la maggioranza riprova a legalizzare una “modica quantità di evasione” delle partite Iva

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