Comunali 2026 centrodestra conquista reggio calabria e tiene venezia

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Comunali 2026 centrodestra conquista reggio calabria e tiene venezia

Le elezioni amministrative hanno chiuso ogni aspettativa di effetto Referendum: il voto non ha prodotto scossoni improvvisi né ribaltoni eclatanti. Il centrodestra conferma la propria tenuta e, pur perdendo Pistoia, conquista anche un capoluogo di provincia, Reggio Calabria. Un’attenzione particolare era rivolta a Venezia, unico capoluogo di Regione al voto, dove alla vigilia i sondaggi indicavano per il centrodestra uno scenario potenzialmente sfavorevole. Alla prova dei risultati, quel crollo annunciato non si materializza.

elezioni amministrative: centrodestra confermato, venezia vince al primo turno

Il dato principale riguarda Venezia, dove il decennio guidato da Luigi Brugnaro si chiude con un cambio alla guida della città lagunare. Alla carica di sindaco arriva Simone Venturini, assessore al Turismo uscente. La vittoria arriva al primo turno con una percentuale intorno al 51%, smentendo la possibilità di una sconfitta per il centrodestra prospettata dai sondaggi.

Nonostante un quadro di polemiche e criticità che ha coinvolto la città — dallo scontro nel governo sul caso Biennale fino all’affare Fenice legato al licenziamento di Beatrice Venezi — la coalizione regge. I primi dati indicano che la spinta decisiva sarebbe arrivata dalla lista civica, sopra al 30%, con FdI al 13% e Lega al 4,7%. Il risultato viene descritto come una dinamica analoga a quanto accaduto nelle scorse elezioni comunali con la lista di Brugnaro.

Il trionfo veneziano si riflette anche nelle dichiarazioni della presidente del Consiglio: Giorgia Meloni commenta che il “crollo” del centrodestra, annunciato come imminente, viene rimandato.

reggio calabria e pistoia: capoluogo conquistato e perdita contro il campo progressista unito

Se Venezia conferma la forza del centrodestra, un’altra partita decisiva riguarda Reggio Calabria e Pistoia. Sul fronte del campo progressista unito, il risultato complessivo non coincide con una vittoria complessiva: viene conquistato Reggio Calabria dal centrodestra dopo 12 anni in cui la guida del comune era rimasta all’area avversa.

A vincere al primo turno è Francesco Cannizzaro, espressione di Forza Italia ed indicato come fedele del governatore Roberto Occhiuto. Cannizzaro supera il 68% delle preferenze e ottiene la fascia tricolore.

La controparte progressista, invece, ottiene un risultato rilevante ma non sufficiente per ribaltare l’equilibrio della tornata: si limita alla riconquista di Pistoia. A guidare la città è Giovanni Capecchi, che batte senza ricorrere al ballottaggio Anna Maria Celesti, sindaca facente funzioni dopo le dimissioni di Alessandro Tomasi.

Le dimissioni di Tomasi maturano perché eletto in Consiglio regionale dopo aver sfidato senza successo Eugenio Giani alle regionali. In questo quadro, anche la geografia del voto progressista emerge con continuità in alcune città.

mantova e prato resistono: ballottaggi e scenari ancora aperti

Il campo progressista tiene Mantova e Prato, nonostante il contesto giudiziario che ha accompagnato il dibattito politico in più occasioni. A Mantova diventa sindaco Andrea Murari, mentre a Prato la guida cittadina passa a Matteo Biffoni.

In parallelo, viene richiamata l’eco di inchieste che hanno coinvolto Ilaria Bugetti, già prima cittadina Pd, oltre a riferimenti al partito di Giorgia Meloni, menzionando il dossieraggio a luci rosse.

arezzo verso il ballottaggio: centrodestra in vantaggio

Per Arezzo serve il ballottaggio. Al momento risulta in vantaggio Marcello Comanducci del centrodestra, con circa 45%, mentre Vincenzo Ceccarelli, candidato del campo largo, è stimato intorno al 33%.

agrigento in bilico: soglia del 40% per l’elezione diretta in sicilia

Anche ad Agrigento il quadro resta aperto. Si segnala un vantaggio del candidato del campo progressista, l’ex deputato eletto con il M5s Michele Sodano, attestato intorno al 40%. La dinamica descritta è quella di un possibile esito al primo turno: in base alla legge elettorale della Sicilia, regione a statuto speciale, è sufficiente superare il 40% per ottenere l’elezione diretta. Per definire l’esito reale si attende il completamento dello spoglio.

vittorie del pd senza simbolo: de luca a salerno e crisafulli a enna

La tornata elettorale mette in evidenza un filone di risultati con candidati del Pd senza simbolo. Il primo caso indicato è Vincenzo De Luca, ex governatore della Campania, che vince nella propria Salerno diventando sindaco per la quinta volta, con un risultato descritto come decisivo.

Un altro risultato rilevante è quello di Enna, dove lo storico dirigente dem Vladimiro Crisafulli ottiene circa il 60% dei voti senza il simbolo del partito. Nel corso dei festeggiamenti vengono riportate anche le sue parole ironiche: la scelta di correre senza simbolo non avrebbe impedito la raccolta di consensi, anzi avrebbe permesso di intercettare i voti di cui si era bisogno.

La vicenda nasce dopo la decisione della segreteria nazionale del Pd di non concedere l’uso del simbolo alle comunali. Crisafulli risponde in modo netto, dichiarando che a Enna il Pd coinciderebbe con la propria candidatura.

messina e il candidato sud che batte i concorrenti

Per Messina il risultato viene presentato come fuori dagli schemi: il candidato Sud Federico Basile, dopo essersi dimesso, viene rieletto con oltre il 55%. Restano indietro i candidati del centrodestra, Marcello Scurria al 28%, e quelli del centrosinistra, Antonella Russo al 13,8%.

dichiarazioni post voto: esultanza del centrodestra e riserbo dal pd

Oltre alle percentuali, la tornata elettorale produce reazioni politiche. Sulla spinta del voto, Giovanni Donzelli di FdI afferma che i progetti della sinistra si scontrano con la realtà dei fatti, mentre Matteo Salvini parla di un centrodestra che avanza.

Dal Pd il numero di dichiarazioni risulta limitato rispetto alle attese, anche alla luce dei risultati citati come significativi, come Venezia e Reggio Calabria. Il primo intervento menzionato è quello di Igor Taruffi, responsabile Organizzazione, che ribadisce l’idea che la partita per le elezioni politiche del prossimo anno sia ancora aperta, richiamando in continuità quanto sostenuto dopo regionali e referendum. Secondo la ricostruzione, il giudizio distingue tra elementi positivi e risultati che non soddisfano pienamente, sottolineando la necessità di considerare ogni città come storia a sé.

Dal M5s arriva il commento della vicepresidente Paola Taverna, che descrive risultati in chiaroscuro: alcuni aspetti rallegrano, altri non convincono, in attesa degli esiti dei comuni che vanno al ballottaggio. Le valutazioni vengono ricondotte al carattere strettamente locale del voto, con l’indicazione che non è appropriato generalizzare al dibattito nazionale. Taverna conclude richiamando l’impegno del Movimento a lavorare per aumentare la partecipazione e definire programmi per offrire un’alternativa a un governo descritto come focalizzato su priorità differenti.

principali protagonisti citati

  • Giorgia Meloni
  • Simone Venturini
  • Luigi Brugnaro
  • Francesco Cannizzaro
  • Roberto Occhiuto
  • Giovanni Capecchi
  • Anna Maria Celesti
  • Alessandro Tomasi
  • Eugenio Giani
  • Andrea Murari
  • Matteo Biffoni
  • Marcello Comanducci
  • Vincenzo Ceccarelli
  • Michele Sodano
  • Vincenzo De Luca
  • Vladimiro Crisafulli
  • Federico Basile
  • Marcello Scurria
  • Antonella Russo
  • Igor Taruffi
  • Paola Taverna
  • Giovanni Donzelli
  • Matteo Salvini
  • Ilaria Bugetti
  • Beatrice Venezi
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